TIMOTHY FULLER.
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UN PAIO DI TACCHI ALTI.
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Titolo originale: Reunion with Murder. 1941.
Traduzione di: Marisa Castino Bado.
2012. Marco Polillo Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Al Beach Hotel  in corso una riunione degli ex compagni della Harvard University nel decennale della laurea, un'occasione per ritrovarsi, ricordare i vecchi tempi, fare il punto sulle rispettive carriere. Ma la lieta ricorrenza finisce in tragedia quando uno di loro, tale Herman North, viene trovato morto con una pallottola in petto sul campo da golf vicino all'albergo. Difficile ipotizzare un movente poich i presenti non lo vedevano dai tempi dell'universit, e l'unico indizio rinvenuto nei pressi del cadavere - le impronte di un paio di scarpe da donna con il tacco alto - risulta ben poco illuminante. Inoltre Ed Rice, il compagno di stanza della vittima, non ricorda nulla della notte del delitto a causa dei troppi alcolici e men che meno il motivo per cui la camicia che indossava fosse imbrattata di sangue. In suo aiuto accorre Jupiter Jones, un altro ex harvardiano, al quale Ed deve fare da testimone di nozze. Jupiter ha sempre avuto il pallino delle investigazioni, ma stavolta deve risolvere il caso e scagionare l'amico il pi in fretta possibile: il suo matrimonio  fissato per la mattina dopo... 
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Mystery Collector's Edition.
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Questa piccola biblioteca del giallo da salvare si propone di presentare al pubblico della libreria una produzione letteraria pressoch irreperibile, rivalutando un genere che resiste con successo da oltre 150 anni e in cui si sono cimentati, tra gli altri, poeti, economisti, storici, scienziati, filosofi. Costruita con la passione del collezionista, attingendo soprattutto alla grande tradizione angloamericana, la collana riserva molte sorprese: a romanzi fondamentali, ma spesso misconosciuti, dell'et d'oro del mystery -tra il 1920 e il 1940 - e ad alcuni inediti in Italia, si affiancano singolari riscoperte, libri di autori poco noti, talvolta con al loro attivo una sola grande storia poliziesca, geniali divertissement intellettuali e opere che hanno aperto la strada al thriller moderno.
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Per Martha.
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1.
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Il corpo di Sherman North giaceva a poco pi di mezzo metro dietro i driving marker nell'undicesimo tee del Syonsett Golf Club. L'uomo indossava lo smoking; era supino, con i piedi uniti e le braccia lungo i fianchi. Il tee era sotto l'ombra dei pini ma alcuni raggi filtravano dalle fronde e mentre gli alberi ondeggiavano al vento la luce solare danzava in chiazze luminose sul suo viso e su tutto il corpo. North indossava una camicia leggera bianca, con il colletto sgualcito e la cravatta nera era in parte attorcigliata attorno al suo collo. Di tanto in tanto il vento faceva svolazzare la cravatta, che gli batteva contro il collo con un sommesso rumore ritmico.

Nel decimo tee un giocatore si accingeva a effettuare un putt da due metri e mezzo, mentre il suo avversario era fermo al bordo del green. Poi il giocatore si chin sulla pallina per alcuni secondi e fece il suo putt. La pallina rotol verso la buca, sfior il bordo ed entr.

"Putt", disse l'altro uomo, e il caddy si avvi a risistemare la bandierina.

I due giocatori consegnarono i putter ai rispettivi caddy e tirarono fuori i loro driver. I caddy uscirono dal green per raggiungere attraverso gli alberi l'undicesimo fairway, e i due uomini si avviarono su per la collinetta che conduceva al tee successivo.

Joe Porter e Peter Appleton non giocavano a golf da dieci anni. Generalmente, quando si parla di dieci anni, qualcuno intende una decina d'anni: potrebbero essere otto o undici o dodici. In questo caso erano invece dieci anni esatti, perch i due uomini avevano giocato insieme a golf nella primavera del loro ultimo anno a Harvard, e ora erano di nuovo insieme per la loro riunione del decennale degli ex studenti. La partita era stata fissata due mesi prima, e probabilmente era la mania di una pianificazione esasperata che li aveva condotti sul campo da golf battendo sull'anticipo i loro ex compagni di corso.

Arrivando al tee, Porter fu il primo a vedere North e disse: "Guarda, Pete, c' un tizio dimenticato qui da ieri sera".

Appleton fischi. "Sherm North. Ha scelto proprio un bel posto dove passare la notte".

Non era un'ipotesi tanto strana, visto che North dava l'impressione di un uomo che aveva bevuto e aveva perso i sensi in un campo da golf. La differenza era la macchietta scura sul taschino della giacca e il sangue in un angolo del fazzoletto che usciva dal taschino.

Porter s'inginocchi, come avrebbe detto in seguito, con la sensazione di fastidio al pensiero che la loro partita potesse essere interrotta per una qualche ragione che avesse a che fare con North. Lui era in vantaggio di una buca su Appleton. Solo quando fu in ginocchio, con la mano tesa sopra la testa di North, si rese conto che era morto. A quel punto si rallegr di essersi chinato.

Appleton disse: "Meglio che lo svegliamo, Joe, lui...". Poi vide la faccia di Porter, e il driver gli cadde di mano.

Quando ebbero modo di riparlarne in seguito, Appleton avrebbe ammesso che il suo primo pensiero era stato lo stesso di Porter, e che si era detto: "La nostra partita a golf  andata".

Porter indietreggi strisciando sulle ginocchia e guard indietro, istintivamente. Si rese conto che era una sciocchezza, e si alz in piedi.

"C' un'auto", disse Appleton indicando una berlina nera parcheggiata in un folto di alberi dietro il tee.

Entrambi esaminarono l'auto prima di dedicare la loro attenzione a North. Non c'era nessuno a bordo.

In quel momento un soffio di vento agit di nuovo la cravatta di North ed entrambi fecero un balzo indietro. Rimasero impietriti per un attimo, poi Appleton fece quello che ogni essere umano farebbe in un momento di crisi. Chiese aiuto.

"Caddy!", grid. "Ehi, caddy, vieni qui!".

La Riunione come funzione sociale doveva essere nata dalla mente di un piccolo gruppo di uomini che volevano ricatturare lo spirito dei bei tempi andati. Probabilmente qualche massacro dell'et della pietra era riuscito piuttosto bene e i partecipanti si erano ripromessi di incontrarsi a un anno di distanza per rievocare quell'esperienza. Sarebbe stato interessante assistere ai vari gradi di delusione che ciascuno viveva nel rendersi conto che sarebbe stato molto scarso il recupero dello spirito di un tempo.
Sicuramente la Riunione si chiudeva su una nota falsa di ilarit con le promesse di rincontrarsi l'anno successivo, mentre ciascuno dei partecipanti si diceva che avrebbe fatto di tutto per schivarla. Il fatto che la Riunione come funzione sociale non sia mai andata al di l di questo stadio  solo un altro monumento all'inesauribile ottimismo dell'uomo e alla sua capacit di dimenticare le sue ferite.

Harvard, come in tutte le sue attivit, anche in questo caso cerca di improntare le sue riunioni a una certa dignit. Viene messo l'accento pi sul Ripristino delle Amicizie che non sulla riconquista dell'antico spirito del college. Ma rimane la scintilla dell'et della pietra, che nel Class Day sfocia in una esplosione di fantastiche pagliacciate, quasi a dimostrazione che l'inventiva umana ha superato la sua incapacit di rivivere un ricordo. Se non pu tornare ai giorni felici, allora perch non concedersi lo stesso un divertimento?

Tra i primi passi da compiere nell'organizzazione di una riunione a Harvard c' la preparazione del Class Report. Viene inviata una serie di questionari a cui, grossomodo nel settanta per cento dei casi, le risposte giungono con un tale entusiasmo per la propria espressione di s che non trova uguali nell'intero campo delle Lettere Americane. I Class Reports di Harvard sono un documento sociale che, se conservati, forniranno agli storici futuri un'immagine unica delle speranze, dei timori e delle attivit del cosiddetto ceto culturale della nostra societ. Gli uomini di Harvard intraprendono carriere diverse, ma si assomigliano nella loro ansia di dare notizie dei propri progressi a intervalli di cinque anni.

Per il documento del decennale, Sherman North aveva scritto quanto segue:

SHERMAN NORTH: FINANZA. Indirizzo: 44 STATE STREET, BOSTON, MASS. Sposato con Ann Little dal 23 giugno 1931 a Boston, Mass. Figlio: Sherman Jr, 15 marzo 1933. Quando ho iniziato a compilare questo mio rapporto decennale avevo intenzione di comunicare ai miei compagni di classe alcuni dei miei sentimenti e delle mie impressioni su un mondo dilaniato da guerre e da sconvolgimenti politici.
Ripensandoci mi rendo conto che non c' niente che io possa dire di molto diverso da quanto  gi

stato detto da uomini dotati di uno spiccato senso del decoro e di un grande buonsenso. Tuttavia vorrei riferire che ho trascorso la maggior parte del tempo, nell'estate e nell'autunno del 1940, nel tentativo profondamente sentito di eleggere un Grande Americano alla Presidenza degli Stati Uniti. Che questo sforzo non abbia avuto successo  stata una grande sfortuna, ma non  ancora una tragedia. Ventitr milioni di persone hanno ancora il coraggio di combattere contro un'irreggimentazione forzata. Sulle mie altre attivit ho poco da aggiungere rispetto all'ultimo rapporto. Un po' di vela d'estate e di sci in inverno, nel tempo libero che mi  concesso di ritagliarmi dal mio lavoro di immobiliarista, che diventa ogni giorno pi difficile.

Il corpo di North fu scoperto dai suoi ex compagni di classe poco prima delle dieci e trenta di marted mattina, il secondo giorno della riunione. Al Syonsett Beach Hotel, dove un nutrito gruppo di compagni di classe della vittima stava ancora facendo colazione, la notizia arriv dodici minuti dopo.

Un caddy trafelato sal rumorosamente gli scalini di legno dell'hotel, si catapult dentro la porta girevole e si ferm davanti al banco del ricevimento, dove il direttore, Mr Stevens, stava spiegando a due ospiti molto delusi che l'autobus con i pescatori d'altura era partito da dieci minuti.

Mr Stevens era un uomo grassoccio e pelato, a cui l'esperienza nel gestire le riunioni aveva insegnato, tra le altre cose, una regola davvero fondamentale: quella di rilassarsi anche quando era sotto pressione.
In questo modo era riuscito a proteggere il suo apparato digerente, a calmare i suoi ospiti e a conservare, anno dopo anno, quel suo proficuo mestiere.

"Mr Stevens", disse il ragazzo quasi senza fiato, "deve chiamare la polizia!".

Mr Stevens si volt verso di lui. "Perch, Johnny?".

"C' un morto sul campo da golf", rispose Johnny, "nell'undicesimo tee. Ha ancora addosso lo smoking. Gli hanno sparato!".

"Santo cielo!", esclam il primo pescatore mancato, che aveva conseguito il suo dottorato sette anni prima a Oxford.

Il caddy si lecc le labbra, annu all'indirizzo degli uomini e disse: "Sembra un omicidio, Mr Stevens".

Si erano avvicinati tre altri laureati.

"I tizi a cui portavo i ferri hanno cercato un'arma nei paraggi", prosegu Johnny. "Non l'hanno trovata.
Hanno detto che il tizio si chiamava North. Mi hanno incaricato di dirle che deve chiamare la polizia.
Ho corso fin qui dall'undicesimo tee. Ges!".

Si era scatenato un chiacchiericcio intorno al bancone e Mr Stevens si allontan, con una morsa allo stomaco. North, pens, doveva essere Sherman North da Catunit. Doveva chiamare la polizia di stato di Batham, la faccenda era di loro competenza. Ma no, meglio chiamare prima Charley Purdy. Stava iniziando la stagione estiva e c'era la questione di tenere aperto il bar fino a tardi. Purdy si sarebbe ricordato che lui lo aveva chiamato prima ancora della polizia di stato.

Mr Stevens chiese al centralino di passargli la stazione locale di polizia e fece scorrere lo sguardo sulla folla che si stava raccogliendo nell'atrio. Quel gruppo di ospiti non avrebbe lasciato l'albergo fino al mattino dopo. Un bel disastro. Sent espandersi la morsa allo stomaco e chiuse gli occhi nel tentativo di rilassarsi. Ma non funzion. Mr Stevens fu colto dal singhiozzo.

Al piano di sopra, nella stanza 39, Ed Rice era a letto; senza guardarsi attorno cerc di capire dove si trovava. Si era appena svegliato, e l'unica cosa di cui era sicuro erano i terribili postumi di una sbronza.
Questo significava che aveva bevuto. Aveva anche mal di gola. Voleva dire che aveva gridato? Gridato?
No, aveva cantato. Improvvisamente ricord. Ma solo fino a un certo punto. L'ultima cosa che rammentava era che aveva cantato attorno ai piano, nel bar; poi buio completo. Come era arrivato a letto? Be', North poteva sapere chi lo aveva trascinato fin l.

Rice si volt a guardare il letto accanto al suo, e vide che era vuoto. Guard di nuovo e si accorse che era ancora intatto.

"Bene, bene".

Si mise seduto e si accorse di essere nudo. Sent il rumore delle onde sotto la sua finestra e si rese conto di avere sete. La sua mente lavorava secondo una serie di brevi impressioni, con lo stesso ritmo dello sferragliare di un treno che acquista velocit. Lasci che gli si schiarisse la testa, poi si alz dal letto.

In bagno bevve velocemente due bicchieri d'acqua e sbirci la sua immagine nello specchio.

"Davvero affascinante".

L'acqua iniziava a fare effetto, ma si rese conto di essere ancora piuttosto ubriaco.

"Oh, s!". Chin la testa da un lato e decise che si stava comportando come l'eroina di una rivista pulp.
Si rivolse alla sua immagine: "I capelli neri ormai radi erano un groviglio al di sopra dei suoi occhi iniettati di sangue. Le labbra secche gli pendevano dalla bocca. Ma neppure l'avvenenza della testa poteva attenuare l'orrore del corpo sotto di essa". Si interruppe, augurandosi che North o qualcun altro fosse l ad ascoltarlo. "Il bel torace infossato era coperto di peli arruffati, e le belle mani da artista, incrociate sul ventre, erano...". Deglut rapidamente e concluse: "Erano coperte di sangue". Abbass lo sguardo sulle mani e annu. "Mio Dio, lo sono".

Un critico famoso, nella prefazione a una raccolta delle opere di alcuni cartoonist americani, aveva scritto di Rice: "Il suo approccio  molto spesso diverso ma il risultato  sempre uno shock. Talvolta grottesco, talvolta realistico, l'umorismo di Rice  pi autenticamente folle di quello di un qualunque suo contemporaneo. I suoi disegni, ovviamente, sono identificabili, ma per la maggior parte hanno lo stesso effetto di un disco di jazz suonato velocemente al contrario".

 improbabile che Rice avesse pensato molto al suo approccio all'umorismo, ma aveva accennato a un solo problema nel suo Class Report.

EDWARD HAMMOND RICE: ARTE. Indirizzo: 21 GREENWICH AVE., NEW YORK CITY. Voglio ringraziare tutti voi per avermi mandato degli spunti divertenti per i miei disegni. Ho usato una di queste idee nel 1937, e chi pu dire quando ne user un'altra? Perci continuate a mandarmi i vostri divertenti spunti. Io non pago mai nessuno per le idee che uso.

Rice apr il rubinetto dell'acqua calda e si lav le mani. Le nocche della destra erano gonfie e lacerate.

"Ma dovresti vedere quell'altro", sussurr aggrottando la fronte. Non ricordava di aver colpito qualcuno la notte scorsa. "Che brutta cosa l'alcol".

Non era un gran bevitore, ma c'era stato qualcosa nella finta allegria della prima sera della rimpatriata che lo aveva indotto a continuare a bere. Se si fosse preso il disturbo di analizzare la cosa si sarebbe reso conto che soffriva del nervosismo che subiscono tutti gli artisti in mezzo a una folla. L'inevitabile isolamento che caratterizza la vita e il lavoro di un artista lo taglia fuori da ogni forma di grande aggregazione tanto quanto l'ignoranza di un linguaggio comune. Il fatto che questo senso di solitudine alberghi solo nella mente dell'artista e non sia riconosciuto dalla massa potrebbe essere la ragione principale per cui cos tanti artisti vengono giudicati presuntuosi. Ed Rice era stato uno dei ragazzi del college, ma ora che era sfociato in un artista era svanita la sua capacit di adeguarsi a un'allegria di massa.

Senza cercare di spremere le meningi per ricostruire gli avvenimenti della sera prima, si godette le qualit terapeutiche di una doccia calda quando sent qualcuno che lo chiamava dalla stanza da letto.
Cacci fuori la testa dalla tenda e disse: "Se cercate me, sono qui dentro che muoio". Vedendo Tommy Blagdon sulla porta, aggiunse: "Ah, un rappresentante del governo".

"Ciao, Ed", disse Blagdon cercando di spianare le grinze dalla manica del vestito estivo rimasto chiuso in valigia per troppo tempo. "Questa mattina  gi stato qui qualcuno?".

Rice si plac la coscienza con tre secondi di acqua fredda e chiuse il rubinetto della doccia. "No.
Veramente il mio compagno di stanza non  rientrato la notte scorsa. Come io abbia fatto ad arrivare in camera da solo  ancora un mistero;  possibile che io abbia insultato qualcuno ieri sera. Hai idea di chi fosse?".

"Ascolta, Ed", disse Blagdon con molta seriet, "hanno appena trovato North sul campo da golf.
Morto".

Rice lasci cadere l'asciugamano dalla testa e sent le ginocchia vacillare. "Tommy, per l'amor del cielo, io non...".

"Gli hanno sparato. Nessuno sa ancora nulla". Not la strana faccia di Rice e aggrott la fronte. "Cosa diavolo ti succede?".

"Gli hanno sparato? Vuoi dire che...".

Blagdon prese un pacchetto di sigarette dalla tasca e glielo porse. Rice rifiut con un gesto della mano e si sedette sul bordo della vasca.

"Questa  una gran brutta faccenda", aggiunse Blagdon, "e sar anche peggio. Ma, dopo tutto, lui non era proprio il migliore dei tuoi amici, no?".

"Non lo vedevo da dieci anni", rispose Rice, "eppure... Ehi, Tommy, non mi starai prendendo in giro, vero?". Poi alz gli occhi e sorrise, arrabbiato con se stesso per averlo capito cos tardi. "Ah, e cos avrebbero sparato a North? Be', stammi a sentire, sbirro, non hai niente a mio carico. D'accordo, ero furibondo con lui. Okay, io ero l con una pistola in mano, ma non hai nessuna prova contro di me, proprio nessuna".

L'espressione di Blagdon rest immutata e la voce di Rice cal repentinamente di tono.

"Ges, Tommy", disse, "hai proprio l'aria del procuratore distrettuale. Allora, cosa sta succedendo?".

"Probabilmente cercheranno di scoprire chi l'ha visto per l'ultima volta. Era ancora in smoking e vorranno sapere se  salito nella sua stanza. Lo hai visto prima di andare a letto?".

Rice aveva osservato attentamente Blagdon, e si rese conto che non stava affatto scherzando. Blagdon era un tizio che prendeva sempre tutto sul serio, e anche se non si erano frequentati molto dai tempi in cui entrambi collaboravano per la stessa rivista liberale, sapeva che Tommy non poteva essere cambiato al punto da inscenare una gag come quella. Ora lavorava a Washington per il governo, ma questo non poteva averlo influenzato cos tanto.

Rice scosse il capo. "Maledizione, non ricordo neppure come ci sono arrivato al mio letto!". Poi aggiunse, come se ne fosse appena reso conto: "Santo Dio, ma  una cosa molto grave, Tommy".

"Proprio cos. Dovresti vedere quelli che sono di sotto!". Blagdon accese una sigaretta e lanci il fiammifero nella vasca. "Conoscevi bene North?".

Rice sbuff. "Sei un bel tipo, Tommy. Lo avevo dimenticato. No, G-man, non lo conoscevo molto bene. Lo consideravo un tipo piuttosto noioso, ma a parte questo non avevo niente contro di lui".

"Come mai ti  toccato lui come compagno di stanza?".

"L'ho estratto a sorte, tutto qui". Continu ad asciugarsi la testa, con un vago senso di colpa per il fatto che la morte di North, o meglio il suo omicidio, avesse cos poco effetto su di lui. Non gli sembrava giusto che qualcuno continuasse a fare quello che stava facendo quando era successa una cosa del genere. "Hai un gran sangue freddo, Blagdon".

L'altro aspir una rapida boccata dalla sigaretta e quasi sput fuori il fumo. "Cosa dovrei fare?
Scoppiare a piangere? Conoscevo appena North al college. Quando un uomo  morto, per quanto mi riguarda  morto".

"Forse perch lo sai da pi tempo di me". Rice si alz in piedi e lanci via l'asciugamano. "Ora sar meglio che mi vesta".

Blagdon lo segu in camera e si sedette sul bordo del letto. Lo vide cercare la biancheria nella valigia e continu a scrollare la cenere sul pavimento.

"Succedono molte cose nelle rimpatriate, ma un omicidio non era mai capitato", osserv Blagdon.

"Gi, lo immagino", rispose Rice sfiorandosi il dorso della mano. "Tu mi hai visto in giro la notte scorsa? Ero sbronzo e temo che potrei aver preso a pugni qualcuno".

"S, eri ubriaco, ma dopo le undici non ti ho pi visto".

"Chi diavolo poteva voler uccidere North?".

"Come faccio a saperlo?".

Rice infil un paio di pantaloni e si avvicin alla sedia dove aveva lasciato cadere i vestiti la notte prima. La camicia si poteva ancora indossare. Anche il colletto non era troppo male, ma poi not che il davanti della camicia era macchiato di sangue.

Sollev la camicia. "Avr bisogno di un avvocato".

Blagdon fece un rapido sorriso. "Non hai niente di cui preoccuparti. Come ti sei fatto queste macchie?".

"Le ho notate solo ora", disse Rice allungando la mano.

Blagdon si alz per esaminare l'indumento.

"Saranno in grado di stabilire che il sangue non  di North", dichiar Blagdon e torn a sedersi sul letto.

"Gi", rispose Rice lentamente, "ma se invece lo fosse?".

"Santo cielo, Ed, gli hanno sparato. Dove avresti potuto prendere una pistola?".

"D'accordo. Per vorrei sapere che cosa mi sono fatto alle mani".

"Lo scoprirai facilmente quando verr qui la polizia. Indagheranno a fondo".

"Probabilmente hanno gi arrestato il colpevole", disse Rice speranzoso.

"Neanche per sogno", replic Blagdon. "Per lo meno ne dubito molto. North  stato trovato sul campo da golf. La sua auto era l, e nessuna traccia di armi. Nessuno ha sentito lo sparo, perci non sanno a che ora  successo. Chiunque avesse avuto intenzione di tradirsi non si sarebbe dato tutto quel disturbo".

Rice si sedette per mettersi le scarpe. "Tu ci stai gi lavorando, vero?".

"Perch non dovrei? Finora questa riunione  stata maledettamente noiosa".

Si alz e and verso la porta. "Cercher di scoprire se hai preso a pugni qualcuno".

"Grazie, amico", disse Rice e fiss la porta dopo che Blagdon se n'era andato. Lui aveva sempre le risposte, e quando non le aveva le andava a cercare. Ciononostante, pens Rice, era stato troppo sbrigativo riguardo a quella faccenda. "Quando un uomo  morto, per quanto mi riguarda  morto". Un modo di esprimersi simile a quello che Tommy usava per parlare del capitalismo. "Rovescia la questione e al diavolo se qualcuno si fa male. Gli individui non contano". D'accordo, erano altri tempi.

Drizzandosi dopo essersi allacciato le scarpe scopr di avere mal di testa. Aveva sbagliato a venire a quella rimpatriata, e non ci sarebbe venuto per niente se non fosse stato per...

"Jonesy!".

Assorb lo stupore per aver scordato l'importanza di quel nome e il matrimonio dell'indomani.
Decisamente un bel doposbornia! J. Jones si sarebbe sposato il giorno dopo, lui era il testimone di nozze e se n'era completamente dimenticato. Accidenti, non sarebbe venuto a quella riunione se non fosse stato per il matrimonio e...

"Jones il segugio".

Si infil precipitosamente la camicia e decise che gi si sentiva meglio. Jones era a Cambridge. Gli avrebbe telefonato, lui si sarebbe sorpreso per la coincidenza, e Rice gli avrebbe chiesto di raggiungerlo subito. Ovviamente il matrimonio era il giorno dopo, ma...

"Che diavolo", disse Rice prendendo la giacca, "verr subito qui".

2

"Se non ho capito male", disse Jupiter Jones, "Rice prende l'anello da me, lo passa al sacerdote, il quale a sua volta io restituisce a me, e io lo infilo al tuo dito. Esatto?".

"Lo sai", rispose Betty.

"Non  cos semplice, si pu anche sbagliare".

"Perbacco, quanto sei nervoso", osserv la ragazza.

Lui le lanci l'ultimo libro dallo scaffale a cui stava lavorando, e lei lo pos nella cassa da imballaggio piazzata in mezzo alla stanza.

"Credo di avere il diritto di essere nervoso. Dopotutto ti conosco solo da otto anni".

"Ricorda solo che quando ti dir "Lo vuoi, Edmund?", tocca a te parlare. Non ti chiamer Jupiter, lo sai".

"Ges, che nome. Edmund. Edmund!".

" un po' troppo tardi per preoccupartene".

Jupiter esamin quello che avevano imballato e decise che avevano quasi finito. I trasportatori sarebbero andati nel pomeriggio per trasferire il tutto nel nuovo appartamento in riva al fiume. Il loro insediamento sarebbe avvenuto al ritorno dal viaggio di nozze. Si sedette su uno scatolone e sorrise a Betty.

"Credo che dovremmo destinare i pomeriggi del mercoled per dei piccoli t informali con i miei studenti. Niente di complicato, naturalmente, ma una piccola consuetudine che dovr essere considerata come la Cosa da Fare".

Betty lo ignor e continu con il suo lavoro.

"Sai,  stato detto", prosegu Jupiter, "che io non mi sono strettamente attenuto alla tradizione come membro della facolt di Harvard. Penso che questa idea del t potrebbe essere utile. Mr e Mrs Jones ricevono il mercoled pomeriggio. Tu potresti indossare qualcosa di trasparente e parlare ai ragazzi maternamente mentre io sono fuori dalla stanza. Un'immagine molto gradevole".

Betty scosse il capo. "Lo fanno veramente?".

"Ci puoi scommettere".

"Parliamo seriamente, amico, non vuoi tirarti indietro, vero?".

Jupiter si alz e le circond le spalle con un braccio. "Certo che no".

"Niente t?".

"Niente t".

La felicit di quella nuova intesa nel loro legame fu interrotta dal telefono. Jupiter la baci e and a rispondere.

"Pronto, parlo con Jupiter Jones?".

Riconobbe subito la voce di Rice e disse: "Parla con un Jupiter Jones".

"Ah, be', si tratta del Jupiter Jones noto come il membro scriteriato del dipartimento di belle arti di Harvard? Quello che si sposa domani?".

"S".

"Be', io sono il testimone".

"Ciao".

"Ciao. Okay, centralino, ora potete prendere i soldi".

Jupiter ud un tintinnio nel telefono e riconobbe il rumore della scadente imitazione di una moneta che veniva depositata nella cassetta apposita.

Rice disse: "Vecchio mio, non volevo spaventarti facendo il serio, ma ora lo sar per un minuto. Sono a Syonsett".

"Sei serio e sei a Syonsett".

"S. Pu sembrare un gioco di parole, ma non lo . Parlo seriamente. Qui  stato ucciso un tizio".

Forse Rice aveva l'impressione che la sua reputazione di umorista di professione non fosse proprio adatta a comunicare quel genere di notizia. Jupiter, che era il miglior amico di Rice, scelse la via di mezzo e non disse nulla.

"Si chiama Sherman North, lo hanno trovato questa mattina sul campo da golf. Si d il caso che ieri sera fosse il mio compagno di stanza".

Ora si era ribaltata la questione della reputazione. D'accordo, Rice era un umorista, ma Jones era un ben noto cultore di romanzi polizieschi. In effetti il suo interesse per le indagini criminali per ben due volte lo aveva condotto ad avere una parte attiva nella risoluzione di autentici misteri. E la sua reputazione in quel campo era fonte di grande divertimento tra gli umoristi non professionisti di sua conoscenza. Ogni volta che accadeva un delitto, a Jupiter veniva chiesto, tra le risate generali, quando avrebbe risolto il caso. Non voleva abboccare troppo in fretta.

"Parli seriamente?".

"Certo che s. Non ne so molto", prosegu Rice. "La polizia non  ancora arrivata qui all'albergo, e io sono appena sceso. C' una grande agitazione nell'atrio".

Jupiter ascoltava solo per met. Due pensieri occupavano la sua attenzione: il primo era che una rimpatriata era una strana occasione per compiere un omicidio, e il secondo che era un gran peccato che il matrimonio fosse proprio il giorno dopo. Dall'altro lato della stanza Betty lo guardava con aria perplessa.

"Il guaio", continu Rice, " che io non ricordo quello che mi  successo la notte scorsa. Sono andato a letto, d'accordo, ma devo aver fatto a botte con qualcuno perch ho delle ferite alla mano e un bel po' di sangue sulla camicia. A North hanno sparato, per...".

"Ehi!", disse Jupiter.

"Lo so, lo so, ma  tutto vero. Come credi che mi sia sentito quando ho sentito la notizia? Io ero l a occuparmi dei miei postumi, e mi succede tutto questo".

"North era il tuo compagno di stanza?".

"S, ma  stato un caso. Semplicemente ci hanno assegnato la stessa stanza. Io mi sono ubriacato, e quando mi sono svegliato lui non c'era. Poi  venuto un tizio a dirmi che gli avevano sparato".

Jupiter and a sedersi sul bordo di uno scatolone.

"Tutto quello che so  che l'hanno trovato sul campo da golf. Blagdon mi ha spiegato che non hanno trovato l'arma, e che sul posto c'era anche l'auto di North. Non so cosa ci facesse la sua auto su un campo di golf, ma...".

"Chi  Blagdon?".

"Un ex compagno di classe. Mi ha dato lui la notizia. Mi sono vestito e sono sceso. Ti ho chiamato subito".

Jupiter rifletteva. Perch a North avevano sparato su un campo da golf, e cosa ci faceva l la sua auto?
Betty chiese: "Qual  il problema?", e lui sollev una mano.

"Cosa sai di North?".

Dopo un attimo di pausa Rice rispose: "Cosa vuoi? Un identikit?".

Jupiter sorrise. Rice lo aveva colto a comportarsi da poliziotto. "Solo una breve descrizione".

"Non lo conoscevo bene. Era un tipo molto compassato, direi. Aveva sempre la cravatta giusta per ogni occasione. Hoover, Landon, Willkie".

"Repubblicano, eh?", comment Jupiter.

"Gi, con tutti i crismi".

"Capito", disse Jupiter. "Allora stasera ci sarai per la festicciola che abbiamo in programma. E il matrimonio  domani a mezzogiorno".

Dopo un breve silenzio Rice disse: "Ho fatto bene a chiamarti, vero?".

"Capisco la tua posizione, naturalmente".

"Probabilmente  stato lo shock che ho subito sentendo la notizia al mio risveglio. Soprattutto perch North era il mio compagno di stanza. Lo trovi strano?".

"Esattamente".

"Bene, ora credo che riattaccher".

"In bocca al lupo, amico. Tieni duro".

Jupiter not che Betty era molto corrucciata, e si chiese quanto avrebbe resistito prima di strappargli il telefono di mano per scoprire di cosa si trattava.

Jupiter disse al suo amico: "In questo momento Betty  qui con me".

"Ah, s? Come sta?".

"Sta bene".

"Agitata per domani, immagino".

"Penso di s. Lo sono anch'io".

"Certo, amico, certo che lo sei". Segu un'altra pausa. "Due poliziotti sono appena entrati nella hall".

"Forse stanno cercando te", disse Jupiter.

"Mmm, credo proprio di s".

"S?".

"S, cercano proprio me. Ciao".

Rice riattacc e Jupiter imprec sommessamente dentro il microfono. Sapeva che Rice non aveva saputo resistere alla tentazione di sfruttare quella possibilit, ed era irritato con se stesso per averlo assecondato.

Betty disse: "Che lunga telefonata".

Jupiter si rese conto che lei non poteva aver sentito quello che Rice aveva detto, ma si rese anche conto che lei sapeva che era successo qualcosa di insolito. Diede una rapida occhiata all'orologio, vide che erano le undici e fece un calcolo del tempo che avrebbe impiegato per andare a Syonsett. Un'ora e mezza al massimo.

Scosse il capo. "Il povero vecchio Ed  nei guai".

"Ah", comment Betty.

"S,  sospettato di omicidio o qualcosa del genere".

"Immagino che tu sappia", disse Betty scegliendo con cura le parole, "che questo  tutto quanto posso sopportare, e niente pi".

"Ovvio che la cosa non mi riguarda minimamente", osserv Jupiter, prima di raccontarle tutta la storia. Lei ascolt in un primo tempo con un'aria incredula, poi con un palese shock, poi con apprensione.

"Non lo farai, vero, Jupiter?", domand lei con molta calma.

"Che cosa?".

Lei scosse il capo. "Ma no, sei una persona troppo perbene".

"Di cosa stai parlando?".

" solo che ti ho visto guardare l'orologio".

"Stasera Ed sar qui". Poi aggiunse, con noncuranza: "Se lo lasceranno libero".

Betty si sedette sull'unica sedia rimasta in piedi. "Manca solo un giorno. Nient'altro che un giorno".

"Ges, chiss che confusione ci sar a Syonsett. Un uomo ucciso durante la rimpatriata del decennale.
Ammazzato sul campo da golf. I reporter avranno una giornata campale".

Diede un'altra occhiata furtiva all'orologio, e Betty se ne accorse.

"Quando pensi di partire, Philo Vance?".

"Io? Partire? Diavolo, questa faccenda non mi riguarda. Mi preoccupo solo che Ed arrivi qui in tempo per il matrimonio".

"A causa di un omicidio".

Lui annu. "S, a causa di un omicidio". Sospir. "Be', immagino che ci saranno altri omicidi".

Scoppiarono a ridere entrambi. Lui si avvicin e le diede un colpetto affettuoso sulla spalla. "Sar di ritorno prima di sera".

"Ah, s?".

"Puoi contarci". Prese il cappello da un portalampada e si guard attorno.

"D'accordo", disse Betty. "Io non ho niente da fare. I traslocatori vengono nel pomeriggio. Io posso annullare l'appuntamento dalla parrucchiera. Nessuno ci far caso al mio matrimonio".

Jupiter aggrott la fronte. "Questa  una cattiveria".

"Diciamo una grossa seccatura".

"Potresti lasciare un appunto per i traslocatori. Che diavolo,  l'ottava volta che mi fanno un trasloco.
Per tutta Cambridge. Basta che tu lasci loro le chiavi e si occupano di tutto".

Betty si alz in piedi: la sua bocca era una fessura. "Accidenti, Jupiter, perch non mi chiedi di venire con te?".

Lui si volt di scatto e sorrise. "Tu vuoi venire? Be', allora, cosa aspettiamo? Muoviamoci".

3

Charles Purdy, il capo del dipartimento di polizia di Syonsett, sapeva di doversi mantenere calmo e non lasciar capire a nessuno quanto fosse eccitato. Disse a Mr Stevens: "Arrivo subito, Joe", e riattacc.
Si alz dalla sedia, and nell'ufficio accanto e disse a Decker: "C' stato un omicidio al golf club. Trova subito il medico legale".

"Ges, Charley", rispose Decker.

Purdy annu: avrebbe voluto discutere della faccenda l sui due piedi, ma sapeva di doversi sbrigare.

"Si chiama Sherman North, da Catunit. Stava all'hotel. L c' un gruppo di ex studenti di Harvard per una rimpatriata. Io ora ci vado. Tu trova quel dottore. E quando si fa vivo qualcuno dei ragazzi mandalo al golf club".

Mentre allungava la mano verso il telefono, Decker chiese: "E la polizia di stato?".

"Gi, la polizia di stato. Okay, chiama anche loro".

In ogni caso, pens, io arriver prima di loro.

Sal in auto e usc dal vialetto facendo volare la ghiaia.

Quando raggiunse il club aveva gi pensato alle molte cose che avrebbe dovuto fare prima di lasciare la stazione di polizia. Stevens non gli aveva detto se la famiglia di North era stata avvertita. Quella era una cosa che doveva fare. Ce n'erano molte che doveva fare. Ma ora la cosa pi importante era di mantenersi calmo e tenere gli occhi aperti.

Quando arriv, c'era un gruppo di uomini in piedi nel portico: si costrinse a salire lentamente gli scalini.

Jimmy Marshall, il giocatore professionista di golf, si avvicin e disse: "Salve, Charley. North  nell'undicesimo tee, a un miglio all'interno del campo; ma tu ci puoi arrivare in macchina girando attorno al campo. Vuoi che venga con te?".

"Okay, Jim, vieni con me", rispose Purdy e insieme scesero gli scalini.

Una volta in auto Marshall disse: "Gira a sinistra, poi prendi la prossima strada di nuovo a sinistra. In questo momento c' un auto parcheggiata l".

"Tu ci sei gi stato, Jim?", chiese Purdy.

"No. Ho saputo quanto era successo solo dieci minuti fa. Aspettavo te".

"Chi lo ha trovato?".

"Quelli della prima partita di questa mattina. Due giocatori. Uno dei caddy ha portato la notizia. Gli altri sono ancora sul posto".

Purdy gir a sinistra per imboccare la statale e lanci un'occhiata all'hotel nel passarci davanti. Nel portico c'erano ancora pi uomini di prima. Ben presto lui avrebbe dovuto tornare e incominciare a fare delle domande a quei tipi di Harvard.

"Che banda", disse Marshall, e Purdy borbott.

A circa un quarto di miglio dall'hotel usc dalla statale e percorse la strada nel bosco fino a quando Marshall gli indic la sterrata sulla sinistra.

"Quella arriva dritto all'undicesimo tee".

Purdy si accinse a svoltare, poi si ferm. "Meglio lasciare qui l'auto". Si era ricordato che potevano esserci delle impronte di pneumatici. Per fortuna ci aveva pensato.

I due uomini percorsero il centro della strada per un centinaio di metri, poi Purdy vide la berlina sotto i pini.

Tir fuori il taccuino e annot il numero della targa. L'auto non sarebbe stata rimossa, ma non si poteva sapere quando lui avrebbe potuto aver bisogno di quel numero. Era sempre meglio annotare le cose quando ci si pensava.

Non c'era nessuno nel tee con North. Una dozzina di golfisti, che avevano reagito in vari modi alla stessa sorpresa che avevano avuto Porter e Appleton, erano arrivati sulla scena del delitto. Altri continuavano ad arrivare, ma nel frattempo tutti quelli che erano gi sul campo avevano appreso la notizia. Erano fermi in gruppo alla base del pendio che conduceva al tee. In cima alla collinetta stava North, incustodito, simile a un'offerta pagana pronta per la pira.

Purdy esit presso l'auto. Doveva prima parlare con quegli uomini, o aspettare fino a quando non avesse esaminato il corpo? Sapeva che doveva occuparsi del corpo, ma salire lass da solo di fronte a quegli uomini sarebbe stato qualcosa di simile a una comparsa in palcoscenico. Ramment che voleva battere sul tempo la polizia di stato sul luogo del delitto, perci disse a Marshall: "Aspetta qui, Jim", e sal su per la collina.

Si inginocchi accanto a North e si trattenne dal sentirgli il polso. Quell'uomo era morto, se no non sarebbe stato l. Not il sangue sul fazzoletto e il foro nel taschino della giacca. Si volt a guardare l'auto e calcol che fosse distante una ventina di metri. Guard la panca e il secchiello per lavare le palline sul bordo del tee, e non sapendo cos'altro poteva guardare si alz in piedi.

I golfisti si erano avvicinati fino a met del pendio per osservare la sua esibizione, e Purdy li guard in cagnesco. "Allora", disse, "chi di voi lo ha trovato?". Aveva parlato pi severamente di quanto non richiedesse la circostanza, e prese di nuovo il taccuino per avere qualcosa da fare.

Porter disse: "Uno sono io. L'altro  Appleton".

Purdy annot i loro nomi con relativi indirizzi e chiese se avessero notato qualcosa che poteva essere importante.

"No", rispose Appleton. "Abbiamo cercato un'arma, ma non l'abbiamo trovata".

Il poliziotto borbott e torn presso l'auto. Le portiere erano tutte chiuse; lui si ramment delle impronte digitali e tir fuori un fazzoletto dalla tasca., Un uomo alle sue spalle disse: "Quella  la macchina di North".

Purdy gli chiese come faceva a saperlo, e l'uomo rispose che l'aveva riconosciuta. Il poliziotto apr la portiera dalla parte del guidatore e guard nell'abitacolo. Non c'era niente sul sedile o sul pavimento che non avrebbe dovuto esserci. Usando sempre il fazzoletto, apr la portiera posteriore. C'erano una racchetta da tennis e una confezione intatta di palline nello spazio dietro il sedile. Non c'era niente sul cuscino, ma sul pavimento, che era stato pulito di recente, Purdy not un fiammifero rotto e un pezzettino di metallo. Si chin e vide che il pezzetto di metallo era una minuscola spada con un anello attaccato all'elsa. Aveva notato che le ragazzine delle superiori usavano portare appesi ai braccialetti dei ciondoli simili. Lo lasci l e chiuse la portiera. In quel momento vide che era arrivata la polizia di stato.

Nella processione che saliva su per la strada erano riconoscibili quattro poliziotti, il dottore e due uomini in abiti borghesi. Purdy si avvicin a salutarli, strinse la mano al dottore e li accompagn tutti presso il corpo. Not con soddisfazione che la loro ispezione era stata del tutto simile alla sua in tutti i dettagli di vitale importanza. Erano tornati presso l'auto quando un caddy tocc il braccio di Purdy e disse: "Signore, c' una cosa che forse dovrebbe vedere".

Gli altri stavano ancora ispezionando l'auto e Purdy, senza preoccuparsi di accennare al caddy, segu il ragazzo lungo il tee fino all'attiguo fairway. In fondo alla collina il ragazzo si ferm e indic il suolo.

"Guardi qui", disse.

Il terreno era ancora soffice per la pioggia recente e Purdy vide una serie di inconfondibili impronte di scarpe da donna con i tacchi alti. I tacchi erano affondati parecchio nel terreno erboso, e le punte erano rivolte verso il tee.

"Arrivano direttamente dal club", disse il caddy trionfante. "Ho trovato tutto il percorso che ha fatto".

"Come ti chiami, figliolo?", chiese Purdy.

"Jerry Walsh", rispose il caddy.

"S, avevo pensato che tu fossi il figliolo di Tom. Come hai fatto a notare queste impronte?".

Il ragazzo si strinse nelle spalle. "Stavo solo guardando in giro. Una signora non porta i tacchi alti se sta giocando a golf".

"Mi sembra giusto, Jerry. E arrivano dritte fino alla club house?".

Jerry annu. "Dev'essersi fermata l", disse, indicando un gruppetto di alberi al di l del fairway, "perch l c' un punto dove il terreno  tutto segnato".

Gli alberi erano a parecchie centinaia di metri dal tee dove giaceva North. Purdy borbott di nuovo e disse: "Vediamo dov' arrivata".

Le impronte conducevano proprio davanti al tee, e si interrompevano bruscamente una volta giunte in cima. Purdy gir attorno al margine del tee, mettendosi in ginocchio in molti punti per controllare l'erba. Continu la sua perlustrazione, avanti e indietro, senza trovare nessun'altra traccia di tacchi. Il suo giro aveva attirato l'attenzione dei poliziotti oltre che quella dei golfisti, e tutti lo guardavano mentre si grattava la testa.

"Ges", esclam Jerry, " come se fosse svanita nel nulla".

Dopo aver telefonato a Purdy, per venti minuti Mr Stevens aveva affrontato il clamore della hall. Quel lasso di tempo non solo aveva influito negativamente sulla sua digestione, ma aveva anche messo in serio dubbio la sua convinzione che gli uomini di Harvard fossero esseri umani. Per sette volte gli avevano detto che l'omicidio di North era impossibile, cinque volte che era incredibile, e una volta che se era veramente cos il suo hotel era "gestito malamente". Quell'ultima osservazione lo aveva convinto a ritirarsi nel suo ufficio.

Da un flacone estrasse due tavolette di bicarbonato e le mastic accuratamente. Di certo le ventiquattro ore successive sarebbero state un disastro per il suo stomaco. Si lasci cadere pesantemente sulla sedia girevole e disse, con una certa sorpresa: "Dawcett".

S, quello era il nome a cui aveva pensato negli ultimi minuti. I fratelli Dawcett. Nel 1899 uno di loro aveva pugnalato l'altro durante una partita a ramino. Quello era l'ultimo omicidio che avevano visto a Syonsett, quando lui era ragazzo. Un omicidio in quarant'anni, e doveva succedere proprio a lui.

Le sue riflessioni di autocommiserazione furono interrotte dalla comparsa sulla porta di SarahWingate, la sua contabile e centralinista. Si volt a guardare indietro, poi disse sommessamente: " appena arrivata una telefonata per un certo Mr O'Neill". Fece una pausa e poi aggiunse: "Da parte di una donna".

Era un po' troppo per Mr Stevens, che si concesse un raro momento di sarcasmo. "Se ricordo bene, Sarah, la compagnia dei telefoni riporta che una grossa percentuale delle chiamate viene effettuata dalle donne. Mandi un ragazzo a cercare Mr O'Neill". Secondo lui, il fatto che Sarah fosse zitella era una risorsa in pi per una contabile, ma anche un particolare da tenere a mente in quel momento critico.

Miss Wingate si rizz in tutta la sua modesta statura, disse: "Molto bene", e se ne and.

Mr Stevens si chiese cosa c'era di cos emozionante nel fatto che Mr O'Neill avesse ricevuto una telefonata da una donna. Anche la sera prima una donna aveva chiamato Mr O'Neill. Probabilmente era la stessa. Mr Stevens si sedette in posizione eretta e aggrott la fronte. C'era qualcosa di strano. Si ricord della telefonata giunta intorno a mezzanotte. Era di una donna che chiedeva di Mr O'Neill. Lui lo aveva fatto cercare e il fattorino era tornato a riferire che Mr O'Neill era sul campo da golf. E questo era quello che lui aveva riferito alla donna al telefono.

"Che diavolo!", disse sommessamente Mr Stevens, allarmato per quanto poteva concedersi di esserlo.
"Cosa ci faceva Mr O'Neill sul campo da golf?".

Per la prima volta si rendeva conto che gli eventi della notte prima sarebbero risultati molto importanti nel corso di quella giornata. La polizia avrebbe voluto sapere tutto quello che era successo.
Tutto quello che era successo la prima sera di una rimpatriata di Harvard!

Un anno sette di loro erano saliti sul tetto e avevano cercato di calarne un altro gi per il camino con una corda!

Oh, s, sapeva che le conseguenze di quanto accaduto la notte prima sarebbero state gravi, ma di certo non si era reso conto...

Torn al banco della reception. Sarah Wingate gli si avvicin e disse: "Mr O'Neill sta entrando proprio in questo momento".

Fece un gesto col capo verso la hall e Mr Stevens not con sollievo che l'uomo aveva un aspetto tutt'altro che sinistro. Era abbronzato e indossava una camicia aperta al collo sotto un golf giallo. Aveva l'aria di uno che sta per andare a fare una partita di golf.

Mr Stevens lo stava ancora guardando quando qualcuno chiese: "Quanto costa chiamare Cambridge?".

Rispose automaticamente: "Trenta centesimi", prese la banconota da un dollaro per cambiarla con degli spiccioli, e ricevette un piccolo shock quando guard l'uomo che aveva davanti. Era pallido e aveva delle profonde occhiaie, ma indubbiamente era lo stesso giovanotto che la sera prima aveva percorso traballando la hall, con il davanti della camicia sporco di sangue. Al momento niente di strano, ma ora...

"Come si sente questa mattina?", chiese Mr Stevens.

Il giovanotto sobbalz e rispose: "Oh, bene, benissimo. Ho saputo che  successo un guaio".

Mr Stevens riconobbe che effettivamente era successo qualcosa di grave.

"Una cosa terribile", comment il suo ospite. "Sa, Mr North era il mio compagno di stanza ieri sera".

Scosse il capo, prese i suoi spiccioli e si diresse verso la cabina telefonica. O'Neill usc da quella accanto e si precipit fuori dall'albergo. Mr Stevens non sapeva cosa stava succedendo o se si trattava di qualcosa di importante, ma si rallegr quando finalmente arrivarono i due poliziotti. Si avvicinarono al banco della reception e chiesero se c'era qualcuno in grado di dire loro qualcosa su North.

"Non so", rispose Mr Stevens, indicando la cabina telefonica, "Ma il signore l dentro mi ha appena detto che era il compagno di stanza di Mr North ieri sera. Meglio se parlate con lui".

"Lo faremo", disse uno dei poliziotti, ed entrambi si diressero verso la cabina.

4

"Di sicuro", disse Jupiter, "Rice stava solo scherzando quando ha detto che quei poliziotti lo cercavano, ma potrebbe essere un po' difficile spiegare il fatto che non ricorda quello che  accaduto la notte scorsa".

"Molto probabile", osserv Betty.

Erano nelle vicinanze di Syonsett e dalla baia soffiava un tiepido vento da sud ovest. Il tettuccio dell'auto era abbassato ed entrambi convennero che era una bella giornata per una gita in campagna.
Betty aveva detto, rammentando il mancato appuntamento con il parrucchiere, che fosse legittimo pensare che non avevano pensieri al mondo.

Il Syonsett Beach Hotel era stato costruito su un'altura a picco sulla spiaggia. Due ali di due piani si diramavano dall'edificio principale di un grigio spento. Era un albergo brutto, trascurato ma pretenzioso, tuttavia incontrava molto successo. Un'estate dopo l'altra le vedove di Mr Stevens tornavano per sedersi a giocare a bridge e a spettegolare sulle persone che il sabato sera venivano a ballare nel salone. E al di l della strada statale il golf club faceva la sua parte per assicurare un'atmosfera vacanziera molto piacevole.

"Ecco, ci siamo", disse Betty in vista dell'hotel. "Arriva il grande Jones a risolvere questo caso criminale".

"Non m'importa di risolvere nessun caso", dichiar Jupiter. "Sono venuto qui perch mi interessano tutte le forme di tragedia umana. Non ho nessuna intenzione di prendere parte attiva a questa faccenda".

Betty sorrise. "Un giorno dovresti mettere in musica questa affermazione".

La ignor, si diresse verso il parcheggio e scesero entrambi. Non c'era nessuno nel gruppo di laureati

radunati nel portico che Jupiter avesse riconosciuto. A lui mancavano ancora due anni alla sua riunione del decennale, e la sua conoscenza della classe non era molto ampia. Aveva conosciuto Rice quando era uno studente del secondo anno, ed entrambi avevano passato molto tempo al Fogg Museum. Dato che Betty ci lavorava come segretaria, Jupiter aveva denominato il terzetto "gli amici del Fogg". Ramment che gi allora era un tipo stravagante.

Si avvicinarono al banco della reception e Mr Stevens si fece avanti.

"Mi scusi", disse Jupiter, "potrebbe dirmi dove posso trovare il cadavere?".

Si rese conto di aver espresso malamente la sua richiesta, ma era quello che voleva sapere.

Mr Stevens aveva visto entrare Jupiter e Betty, e sapendo che non avevano niente a che fare con la riunione degli ex di Harvard, li aveva collocati tra i membri della stampa. Solo nell'ultima mezz'ora aveva compreso quanta notoriet sarebbe scaturita dall'omicidio.

"Lei  un reporter?", chiese Mr Stevens.

Jupiter aveva accarezzato l'idea di spacciarsi per un giornalista, ma l'aveva respinta come troppo ovvia.

"No", rispose deciso, "sono il rappresentante legale di Mr Rice. Vorr parlare con lui, ovviamente, ma in questo momento mi interessa esaminare la scena del delitto".

Jupiter sperava che fosse pronto il terreno per l'arrivo del tutto logico di un'assistenza legale per Rice.
L'espressione di Mr Stevens glielo conferm.

"Ah", disse Mr Stevens. Interessante, pens, che Rice avesse chiamato questo giovanotto ancora prima di aver parlato con la polizia. "Credo che Mr Rice sia andato sul... posto".

"E dov' esattamente il posto?", chiese Jupiter.

Mr Stevens si ritrasse nel guscio impersonale dell'uomo d'albergo ormai esperto. "Mr North  stato trovato nell'undicesimo tee del campo da golf". Le sue parole avevano un suono strano, e Mr Stevens deglut. "Il modo migliore per arrivarci se avete la macchina  di prendere la prima svolta a sinistra sulla strada che porta in citt. Poco dopo vedrete una sterrata che conduce al campo da golf".

"Grazie", rispose Jupiter.

Una volta fuori, Betty disse: "E questa la chiameresti un'azione passiva?".

"Devo avere una qualche motivazione per essere qui", spieg. "Altrimenti mi toccherebbe affittare una stanza. E, come sai, non abbiamo nessun diritto legale di farlo fino a dopodomani".

"Tutto quello che ti chiedo  di ricordarti che cosa succede domani".

Salirono in macchina. Imboccarono la svolta a sinistra indicata da Mr Stevens, e Jupiter not che il campo da golf si estendeva su entrambi i lati della strada. Avrebbe voluto che il direttore gli avesse indicato su quale lato della strada si trovava l'undicesimo tee. La prima strada secondaria che incontrarono era sulla destra, e lui rallent. Non c'erano auto lungo la strada, e lui s'infil in un boschetto di pini.

"Non credo che sia la strada giusta", osserv Betty.

"Forse", rispose Jupiter proseguendo comunque. La strada si addentrava nel bosco, ed era convinto anche lui che non fosse quella giusta. "Trover un posto per girare".

Avevano percorso circa un quarto di miglio quando la strada fin in una radura. Al margine del bosco c'era una capanna, davanti alla quale un vecchio spaccava la legna. Jupiter fece per invertire la marcia e l'uomo pos l'ascia per avvicinarsi sorridendo.

"Salve, Mr Freeman!", disse. Si piazz davanti all'auto e sorrise di nuovo. "Tutto sistemato, tutto a posto, Mr Freeman. Sono contento di vederla".

"Andiamocene", sussurr Betty. "Quest'uomo  pazzo".

"Come facciamo a saperlo?", rispose Jupiter. "Potrebbe essere un uomo dei boschi, un moderno Thoreau".

Il vecchio si port dalla parte di Jupiter e pos un piede sul predellino. Aveva una cicatrice dalla tempia destra fino all'orecchio.

"Bella giornata, eh?", disse Jupiter.

"Proprio cos, Mr Freeman. Una bella giornata estiva". Punt il dito ossuto verso la capanna. "Pu vedere anche lei che  in buone condizioni. Domani o dopo vengono a mettere l'ascensore".

Jupiter annu. Quell'uomo era squilibrato, meglio dargli ragione. "Fantastico".

Il vecchio sorrise ancora. "Con me non avr mai nessun problema per il lavoro, Mr Freeman. Qualche volta i bambini vogliono giocare sulle scale a pioli, ma io li caccio subito a calci".

"Bravo".

"Faccio i miei giri ogni ora, ogni notte, col bel tempo e con la pioggia".

Betty diede una leggera gomitata a Jupiter, e lui si accingeva a partire quando gli venne in mente che il vecchio era convinto di essere un guardiano notturno in un qualche cantiere.

"Com' andata la notte scorsa?", chiese. "Tutto tranquillo?".

Il vecchio si gratt il mento. "S. Mr Freeman, tutto tranquillo la notte scorsa. Per ho sentito una sparatoria".

Jupiter sent Betty che si irrigidiva accanto a lui.

"A che ora  successo, su per gi?".

"Be', vediamo. Dev'essere stato pi o meno mezzanotte, Mr Freeman. Non mi sono preoccupato, visto che era lontano dal cantiere".

"Certo. Non ha sentito nient'altro?".

"Nient'altro, Mr Freeman. Ho finito il servizio alle sette, quando sono arrivati gli operai".

"Bravo", disse Jupiter innestando la marcia. "Proprio un buon lavoro, avanti cos".

"D'accordo, Mr Freeman".

Li salut con la mano mentre si allontanavano.

Betty sospir. "Certe volte mi spaventi, Jupiter. Sbagli strada, conosci un pazzo, e lui ti rivela l'ora del delitto. Hai delle premonizioni o riesci ad annusare un indizio?".

" stato piuttosto sorprendente", ammise Jupiter, "ma non sono sicuro che sia cos importante. Non sappiamo neppure se quell'uomo conosce le ore e comunque non  stato assolutamente sicuro.
Probabilmente la polizia potr stabilire l'ora al minuto".

Tornarono sulla strada e alla curva successiva una fila di auto parcheggiate indic che finalmente erano giunti sul luogo del delitto. Il corpo di North era stato rimosso e il tee era stato cintato dalla polizia. L'auto era ancora l e in quel momento veniva esaminata per rilevare le impronte digitali. Altri poliziotti facevano dei calchi delle impronte di piedi che conducevano al tee. Un folto gruppo di ex studenti assisteva alla scena.

Betty, essendo la prima donna a comparire sul posto, suscit una certa curiosit, e vide allungarsi molti colli. Avrebbe suscitato la stessa impressione in qualsiasi circostanza, ma le misteriose impronte di piedi femminili sul terreno del campo da golf indubbiamente accrescevano il suo fascino.

Jupiter not quegli sguardi di approvazione con una piacevole sensazione di possesso. Era molto innamorato di Betty, ma anche l'amante pi ardente di tanto in tanto ha bisogno di essere pubblicamente rassicurato nella sua convinzione di aver fatto una buona scelta.

"Ecco Ed", disse Betty vedendo Rice emergere dalla folla.

La vista di Betty lo sorprese pi di quella di Jupiter. "Non mi aspettavo di vedervi tutti e due:  fantastico!".

"Oh,  solo un diversivo nei festeggiamenti prematrimoniali", disse Betty.

"Hai un aspetto orribile", dichiar Jupiter.

"Lo so", rispose Rice. Aveva un'aria molto seria. "Forse al telefono sono stato troppo leggero. Non mi ero reso conto dell'enormit di questa faccenda".

Jupiter lanci un'occhiata verso i poliziotti. "Diventa sempre pi ufficiale quanto pi ci si addentra in un caso. Esattamente cos' successo?".

"Be', tanto per cominciare mi hanno torchiato". Lo aveva detto sorridendo, ma sembrava molto preoccupato.

"Sei ancora in libert", osserv Jupiter. "Cosa ti hanno chiesto?".

"Naturalmente non sanno ancora niente. Sembra che io sia stato visto girovagare a tarda ora con la camicia macchiata di sangue. Io ero il compagno di stanza di North, ed  naturale che fossero curiosi.
Sono rimasti colpiti dalla mia perdita di memoria". Allung la mano e mostr le ferite. "Ancora non so dove me le sono procurate. Finora nessuno si  fatto avanti sostenendo che io l'abbia picchiato".

"Che mi dici di North?".

Rice si strofin il mento con la mano buona. "Brutta storia. Era sposato e aveva un bambino di otto anni". Vide le espressioni dei suoi due amici e scosse il capo. "Non c' pi niente di comico.
Ovviamente la polizia si sta dando da fare per trovare un movente. Io avevo conosciuto sua moglie quando ero al college. Una ragazza straordinaria. Si chiama Ann Little, forse te la ricordi".

Jupiter disse di no.

"Be',  arrivata quando io facevo il secondo anno. Strano come certe cose si ricordino tanto facilmente. Comunque suo padre, una delle tante vittime del crac del '29, si  suicidato. Da quel momento lei non si  pi fatta vedere molto in giro. Solo ieri sera, quando ci vestivamo per il pranzo, hosaputo che aveva sposato North.  venuto fuori nel corso di una conversazione".

Betty sussurr qualche parola di solidariet per Mrs North, e Jupiter strinse gli occhi per guardare verso il tee.

"Cosa diavolo ci faceva sul campo da golf?".

"Chi lo sa", rispose Rice. "Quella laggi  la sua auto. Dicono che ieri sera l'hanno visto in giro dopo cena, ma poi  sparito. Lo hanno trovato questa mattina, in smoking, con il cuore trapassato da una pallottola".

Jupiter indic con il capo i poliziotti sul fairway. "Cosa stanno facendo quei ragazzi?".

"Dei calchi in gesso di impronte delle scarpe di una donna", rispose Rice e sollev le sopracciglia.
"Hanno ricostruito il suo percorso dalla club house fin qui. Aveva i tacchi alti, e le impronte terminano al tee".

"Proprio al tee?".

"Esatto. Arrivano fino al margine e poi spariscono. Ammetto che avevo i postumi di una sbronza colossale, ma la cosa mi spaventa. I detective locali", e indic il gruppo di laureati, "hanno dato molte spiegazioni. Fino a questo momento la pi logica  che l'assassino abbia afferrato la donna e l'abbia portata via caricandosela su una spalla".

"Lei cosa ci faceva qui?".

"La teoria pi diffusa  che avesse un appuntamento con North all'undicesimo tee. Lui ci  arrivato in macchina, lei a piedi. Sono stati scoperti e North  stato ucciso".

"Non male come teoria", comment Jupiter.

"Mr North  stato un po' scortese", comment Betty. "Perch una ragazza con i tacchi alti deve attraversare a piedi un campo di golf mentre lui ci va in macchina?".

"Questa", disse Rice, " la grossa falla. Sono contento che siate venuti".

Guardandosi attorno, Jupiter non era altrettanto sicuro di essere contento di essere venuto. Quando aveva parlato con Rice al telefono, quell'omicidio gli era sembrato remoto e impersonale. La collocazione della rimpatriata, l'ubicazione del corpo sul campo da golf, e la strana connessione di Rice con North avevano sollecitato il suo gusto per la teatralit. Ma ora, di fronte alle realt legate alle procedure della polizia e alla consapevolezza che esistevano una moglie e un figlio di North, si sentiva meno propenso a intromettersi in qualcosa che decisamente non era affar suo. Sapeva per esperienza che il fascino dell'indagine su un omicidio era controbilanciata dallo sgradevole marchio dell'intromissione. In qualsiasi altro momento non avrebbe esitato, ma il suo matrimonio imminente lo induceva a chiedersi se non fosse stato pi decoroso da parte sua tornarsene subito a Cambridge.

La sua decisione fu momentaneamente rimandata dall'arrivo di un poliziotto proveniente dalla strada sterrata. L'agente cercava Rice.

"Mi hanno mandato qui perch la riportassi all'hotel, Mr Rice".

"Per quale ragione?".

"Non lo so, ma pensano che forse North era svenuto quando  stato ucciso. Lo avevano colpito alla testa".

La linea di condotta di Jupiter, se mai era stata messa seriamente in dubbio, a quel punto era decisa.

5

Forse esiste un fondo di verit nel luogo comune per cui "i giorni della scuola sono i pi felici di tutta la vita", altrimenti non si capisce perch quella frase sia ripetuta cos di frequente e con tanto fervore ai laureandi di tutta la terra. Per contro, se  vero,  altrettanto sorprendente che il tasso di suicidi giovanili non salga in maniera allarmante nel mese di giugno. Okay, ragazzi, dicono gli oratori di turno, da questo momento la vostra vita va in discesa. Fortunatamente, poche persone ascoltano con attenzione i discorsi ufficiali.

La nostalgia che provano gli harvardiani per i bei tempi andati probabilmente non  dissimile da quella di una compagnia di ex militari che desidererebbero rivedere le facce dei loro commilitoni. La

percentuale di frequenza ai rispettivi raduni  all'incirca la stessa. Eventuali altre analogie sembrerebbero implicare peculiarit di gusto. Sar anche vero che gli uomini di Harvard non dimenticano mai di essere tali, ma il valore che attribuiscono a quella distinzione non  mai costante.

Di una classe di novecentoottanta studenti, solo centoventitr erano a festeggiare una parte del loro decennale al Syonsett Beach Hotel. Il luned e il marted si trascorrevano nell'albergo, e il mercoled i partecipanti si sarebbero spostati a Cambridge, dove avrebbero indossato i costumi per la sfilata nello stadio, a cui seguivano i vari discorsi e la rituale partita a calcio contro Yale. Anche se a quel punto la riunione era ufficialmente terminata, molti di loro, in possesso di una vitalit inalterata, sarebbero rimasti e si sarebbero spostati a New London per la gara di canottaggio del venerd. Sarebbe difficile fare un elenco completo delle ragioni che avevano indotto quegli uomini a partecipare a un simile evento. Molti venivano perch credevano in buona fede che si sarebbero divertiti, e di solito si divertivano veramente. Altri partecipavano all'evento solo perch offriva una scusa adeguata per allontanarsi dalle mogli e, come nel caso di questa classe, dai loro figli necessariamente giovani. Un piccolo numero di loro erano presenti perch dovevano, avendo avuto degli incarichi ufficiali all'interno della loro classe, per i loro meriti atletici o per "attivit extracurricolari".

Al banchetto della sera prima l'argomento principale era stato la guerra. Quella sera ci sarebbe stato un altro banchetto, ma l'argomento sarebbe stato l'omicidio. Molti di loro, con un'improvvisa sensazione di scoperta, avrebbero fatto il paragone.

Jupiter e Betty avevano seguito Rice e il poliziotto fino all'hotel. Appena arrivati Rice era stato condotto nella sala di scrittura dove sarebbe stato di nuovo interrogato. Jupiter era stato fermato sulla porta da un agente che sembrava convinto che l'interrogatorio si sarebbe svolto con successo senza l'assistenza immediata di Jupiter. Ritenendo pi saggio muoversi con cautela, lui non aveva insistito.

Purdy conversava con Mr Stevens presso il banco della reception. La polizia dello stato avrebbe collaborato con lui a quel caso: gli avevano suggerito di indagare tra i partecipanti alla rimpatriata mentre loro interrogavano i testimoni. Lui era convinto di non avere una parte adeguata di responsabilit; non che ne volesse molta, ma con la notizia che il procuratore distrettuale sarebbe arrivato da un momento all'altro, cominciava a temere di essere escluso del tutto dai giochi.

Jupiter indic Purdy e disse: "Quello  il capo della polizia locale. Potremmo attaccare discorso con lui e vedere cosa succede".

"Ha un'aria infelice", osserv Betty.

"Forse avremo modo di fare leva su qualche gelosia professionale".

La percezione esatta di Jupiter rispetto alla condizione di Purdy non aveva alcunch di miracoloso.
Aveva visto all'opera la polizia da abbastanza tempo per sapere che cose del genere non erano tanto inusuali. E lui, a differenza della maggior parte delle persone, non si lasciava impressionare dalle uniformi. "I poliziotti, quando indossano la divisa, cercano di impressionare se stessi oltre che il pubblico", aveva detto una volta. "Sarebbe meglio se entrambi ricordassero che prima di mettersi in divisa qualsiasi poliziotto  in mutande".

Jupiter si avvicin a Purdy, allung la mano e sorrise. "Mi chiamo Jones. Questa  Miss Mahan".

Purdy gli strinse la mano. Betty sorrise e disse: "Molto piacere, capo".

Il lato sospettoso del poliziotto, mai molto forte, fu annullato dal sorriso di Betty.

"Immagino sia lei a occuparsi del caso", disse Jupiter.

"Be', s", rispose Purdy. "Cosa posso...".

"Lei si chiama...", Jupiter fece una pausa e socchiuse gli occhi, come se avesse il nome sulla punta della lingua.

"Purdy", rispose il poliziotto.

Jupiter ripet il nome sommessamente, due o tre volte, poi si volt verso Betty. "Che cosa buffa".

Betty batt le palpebre e disse: "Che cosa?".

"L'altro giorno ero nell'ufficio del commissario capo O'Brian e lui mi ha mostrato dei rapporti sulla situazione della polizia dello stato: ricordo che ha parlato di Syonsett come di un posto di polizia classificato tra i pi efficienti. Per questo mi ricordavo questo nome".

Segu una pausa e Jupiter si rese conto, senza sorprendersi, che Purdy faticava un po' a convincersi che quella storia potesse essere vera.

"Lei lavora per la polizia di Boston?", chiese Purdy.

Jupiter si concesse un sorriso un po' schivo. "Non esattamente. Lo scorso anno ho collaborato con loro nel caso di omicidio di Newbury e...".

Purdy spalanc gli occhi e Jupiter menzion altri due altri omicidi che avevano attirato l'attenzione pubblica. Il suo legame con questi ultimi due era stato n pi n meno che quello di un coscienzioso lettore di giornali, ma all'occorrenza sarebbe stato in grado di dimostrare il suo nesso con Newbury.

"Le spiego", prosegu Jupiter, estraendo un pacchetto di sigarette e augurandosi che Purdy fosse un appassionato di cinema. "Io sono quello che si potrebbe definire un detective dilettante. In qualche occasione sono stato abbastanza fortunato, e O'Brian mi tiene al corrente quando c' qualcosa che sembra interessante".

Betty, con un notevole autocontrollo, riusc a trasformare un gemito in un colpo di tosse. Purdy, che effettivamente andava al cinema, aveva tuttora un'aria dubbiosa. Era una situazione in cui non si era mai trovato, ma se la polizia di Boston...

"Chi ", chiese Jupiter lasciandosi salire il fumo della sigaretta fin negli occhi, "quel vecchio che vive nella baracca nel bosco, proprio di fronte alla strada che conduce all'undicesimo tee?".

"Tom Carter", rispose subito Mr Steven, che aveva seguito molto attentamente quella conversazione.
Prima quel giovanotto gli aveva detto di essere l'avvocato di Rice, ora che era un detective dilettante. Si era proposto di scoprire chi fosse veramente, quando la domanda su Tom Carter lo aveva colto di sorpresa impedendogli di parlare.

"Perch lo vuole sapere?", chiese Purdy.

"Fino a che punto  matto?", domand a sua volta Jupiter.

"Il vecchio Tom non  messo poi cos male", spieg Mr Stevens. "Ha avuto un incidente quando faceva il guardiano notturno. Crede di fare ancora quel lavoro".

"Si rivolge a tutti chiamandoli "Mr Freeman"?".

"S", rispose Purdy. "Era il nome del suo capo. Che cosa c'entra Tom?".

"Io sono arrivato fino a lui per errore. Mi ha detto di aver sentito sparare la notte scorsa. Gli ho chiesto che ora fosse e mi ha risposto che era intorno a mezzanotte. Mi chiedevo quanto ci si pu fidare di quello che afferma".

Jupiter scosse la cenere dalla sigaretta e appoggi un gomito sul banco di Mr Stevens. Betty scosse leggermente il capo di fronte a quella esibizione. Purdy aggrott la fronte, ma era chiaro che aveva abboccato.

"Credevo che lei fosse l'avvocato di Rice", disse Mr Stevens, rompendo l'incantesimo.

Purdy aggrott ancora di pi la fronte, e Jupiter si volt lentamente verso il direttore.

"Volevo dare un'occhiata alla scena del delitto prima di farmi conoscere". Si rese conto che quella era una nuova versione rispetto a tutto quello che aveva detto fino a quel momento, ma era il meglio che fosse riuscito a escogitare.

Esibendo una grande disinvoltura lasci cadere per terra la sigaretta e la schiacci con il tacco della scarpa. Poi si rivolse a Purdy. "Nella risoluzione di questo caso lei deve avere un ruolo molto importante di cui non sono a conoscenza".

" possibile", rispose Purdy.

Jupiter pass sopra il tono dubbioso del poliziotto e aggiunse: "Immagino che gli uomini della polizia di stato stiano facendo confusione in giro come al solito".

"Sono qui", rispose Purdy, e dalla sua espressione Jupiter cap di aver colpito nel segno oppure di aver toccato un tasto delicato. "Sta arrivando il procuratore distrettuale".

"Ah", disse Jupiter arricciando le labbra. "Chi avete in questo momento?".

"Watkins".

Jupiter esib un largo sorriso: "Oh, Watkins. Con lui non avrete nessun problema. A quanto pare dovete solo adularlo e lui diventer mite come un agnello".

Anche Betty offr il suo contributo. "Non deve proprio preoccuparsi per Watkins, capo".

Jupiter si chiedeva cosa avrebbe detto se fosse venuto fuori che Watkins era il cognato di Purdy, ma la questione fu rimandata per l'arrivo di un nuovo personaggio. Era entrato un giovanotto in pantaloni di tela e camicia bianchi, che cercava di richiamare l'attenzione di Purdy.

"Salve, George", disse il poliziotto.

"Salve, capo", rispose George. "Ho appena saputo la notizia e credo di avere qualcosa da dirti".

Si rivolse al direttore. "Qui in albergo c' un tale di nome O'Neill, Mr Stevens?".

"S, s", rispose il direttore. Nell'agitazione generale si era dimenticato delle telefonate per O'Neill.

"Bene", aggiunse George. "Ero in servizio al ristorante ieri sera quando  arrivata una ragazza e ha telefonato all'hotel. Il telefono non  al chiuso, perci ho sentito quello che ha detto".

"Ho preso io la telefonata", disse Stevens. "Stavo giusto per parlartene, Charley. Mi  parsa strana al momento".

Purdy si gratt la testa. "Cos' questa storia?".

"La telefonata  arrivata appena prima della mezzanotte. Una donna ha chiesto di O'Neill, e io l'ho fatto cercare. Il fattorino  tornato a dirmi che O'Neill era sul campo di golf. L'ho riferito alla donna e ho riattaccato. Non ci ho pi pensato fino a questa mattina, quando  arrivata un'altra telefonata per O'Neill".

"Capisco", disse Purdy. "Continua, George".

Il ragazzo sembrava un po' abbattuto. Evidentemente non sapeva delle informazioni pi dettagliate in possesso di Mr Stevens.

"Be', questo  tutto", rispose. "Mi  sembrato strano che quella donna telefonasse all'albergo, visto che lei aveva la macchina e l'hotel dista solo un miglio dal ristorante. Quando ho saputo delle impronte sul campo da golf...".

"Cosa ci faceva O'Neill sul campo da golf?", chiese Purdy.

"Non lo so", disse Mr Stevens. "Quando in albergo hai una combriccola come quella che c' ora, pensi che non ci sia niente di strano in quello che succede".

"Lo scopriremo", dichiar Purdy. "E la telefonata di questa mattina?".

"Arriva Sarah Wingate un po' agitata a dirmi che una donna cerca di Mr O'Neill", disse Stevens. "Non do importanza alla cosa fino a quando non mi ricordo della telefonata di ieri sera".

"Non sei stato molto veloce a parlarne, Joe", osserv Purdy.

"Lo saresti anche tu se dovessi pensare a tutte le cose di cui mi devo occupare io", replic Stevens.

"Anch'io ho molte cose a cui pensare", disse Purdy.

"Potremmo incominciare pensando a Mr O'Neill", sugger Jupiter. "E intanto potresti farci una descrizione della donna, George?".

George non vedeva l'ora di essere chiamato di nuovo in causa. "Era alta pi o meno cos", disse sollevando una mano fino alla spalla. "Aveva i capelli castani e portava il cappello".

"Non ha detto il suo nome?", chiese Jupiter a Stevens.

Mr Stevens scosse il capo. "Niente nome".

"Dov' O'Neill?".

"Era uscito, ma penso sia rientrato. Lo faccio chiamare".

"Bene", disse Jupiter prima di rivolgersi a George. "Hai fatto un buon lavoro, George. Per caso ti ricordi cosa portava ai piedi quella donna?".

"Delle scarpe".

"D'accordo. Con i tacchi alti?".

"Be', non ricordo. Penso di s".

"Bene. Quanti anni aveva, su per gi?".

"Venticinque, direi".

"Bella?".

Il tentativo di sorriso di George rasent un ghigno malizioso. "Non era tanto male".

Jupiter non si sforz di comprendere i gusti di George in quanto a bellezza femminile, e lo conged posando una mano sul braccio di Purdy.

"Be', capo", disse in tono caloroso, "sembra che incominciamo a muoverci verso una qualche direzione".

Il poliziotto guard con aria smarrita i suoi nuovi compagni. "S", disse in tono dubbioso, " proprio cos".

6

"Allora, O'Neill", chiese il procuratore Watkins, "che cosa faceva la notte scorsa sul campo da golf?".

"Giocavo a golf", rispose O'Neill accavallando le gambe.

"Nel cuore della notte?".

"S".

Il procuratore distrettuale Watkins lanci un'occhiata torva rispettivamente a O'Neill, all'ispettore Morse della polizia dello stato, a Purdy e infine a Jupiter.

L'ispettore Morse aveva impiegato quindici minuti ad aggiornare Watkins sul caso, nel frattempo O'Neill era stato trovato, e il luogo dell'interrogatorio era la sala di scrittura. Jupiter si era accodato di sua iniziativa limitandosi a seguire Purdy. Fino a quel momento tutti avevano dato per scontata la sua presenza. Era seduto accanto a Purdy con una copia del Class Report aperta in grembo. Gli era sembrata una buona idea avere una chiara visione dei personaggi, e aveva preso in prestito il libro da Mr Stevens.
Fino a quel momento aveva letto i resoconti relativi a North e Rice, e aveva appreso che O'Neill era uno dei pochi, la minoranza, che non avevano compilato il questionario. Il Report si limitava a indicare il suo recapito postale presso una banca di New York.

"Ecco cos' successo", spieg O'Neill. "Ero in veranda con Dick Matthews intorno alle undici, e uno di noi ha detto che la luna brillava tanto da consentire quasi di fare un giro a golf. Avevamo bevuto molto e decidemmo di provare. Dopo aver perso una mezza dozzina di palline nel primo fairway, abbiamo rinunciato. Ma c'era abbastanza luce per fare un putt, cos abbiamo fatto una partita sul putting green".

O'Neill non mostrava n nervosismo n irritazione per essere stato convocato per un interrogatorio.
Aveva posato le mani intrecciate su un ginocchio e si appoggiava comodamente allo schienale della sedia.

"Quanto  rimasto l fuori?".

"Non ricordo. Circa un'ora".

"Matthews  stato con lei tutto il tempo?".

"S".

Watkins sussurr qualcosa all'ispettore Morse, che usc, secondo Jupiter, per andare in cerca di Matthews. Jupiter sfogli le pagine del Class Report fino alla lettera M.

"Mr O'Neill, sono appena arrivato e dispongo solo di un breve rapporto su questa faccenda", disse Watkins. "Vorrei scoprire qualcosa sul conto di North. Pu dirmi qualcosa su di lui?".

Il procuratore distrettuale parlava con calma, vestiva bene e non dava l'idea di essere un uomo facile da manovrare. Jupiter decise di dire a Purdy alla prima occasione che aveva confuso Watkins con un tale di nome Watson.

O'Neill rispose con tono deciso. "Prima di ieri sera, non lo vedevo dai tempi del college. Sapevo che era sposato, ma a parte questo non so niente altro di lui".

"Sono passati dieci anni, vero?", disse il procuratore distrettuale. "Lei cosa fa, Mr O'Neill?".

"Niente, al momento".

Watkins si mostr interessato, drizzando il capo. "Vuole spiegarsi meglio?".

"Vuole la storia della mia vita da dopo la fine del college?".

O'Neill aveva pronunciato quelle parole senza sorridere e senza mostrarsi seccato. Jupiter intu che sarebbe stato difficile capire cosa pensava O'Neill e, vista la telefonata della notte scorsa, probabilmente aveva in mente qualcosa.

"Se vuole", rispose Watkins.

O'Neill distese le gambe e raccont la sua storia velocemente, senza cambiare espressione. "Finito il college ho trascorso un anno all'estero. Dopo due anni in giro per il mondo su una goletta, sono finito a Parigi dove ho lavorato a un giornale per un anno; poi sono andato in Spagna. Ci sono rimasto un anno e mezzo, poi sono stato ricoverato in ospedale per sei mesi, prima di ritornare a Parigi. Ho guidato un'ambulanza in Francia fin tanto che  durata la guerra, poi sono andato in Inghilterra. Ora sono a New York da un anno".

Era un riassunto decisamente breve di dieci anni ricchi di eventi e Jupiter, facendo il paragone con la propria vita, prov la stessa fitta di invidia che aggredisce tutti i maschi quando ascoltano le avventure pi eccitanti di un altro.

Watkins doveva aver provato qualcosa del genere quando disse: "Un bel curriculum".

O'Neill sorrise e Jupiter pens, con un po' di cinismo, che probabilmente O'Neill era stato volutamente conciso e reticente per colpire maggiormente il suo pubblico.

"Ha combattuto in Spagna?", chiese Watkins, e O'Neill annu. Con palese rincrescimento il procuratore torn alla questione principale. "Mi risulta, Mr O'Neill, che ieri sera  arrivata una telefonata per lei quando era sul campo da golf. Sembra che sia stata fatta da una giovane donna da un telefono all'aperto a circa un miglio da qui. Potrebbe chiarirci qualcosa in proposito?".

"No", rispose O'Neill, "Purtroppo no".

"Sapeva della telefonata?".

"L'ho saputo questa mattina quando la stessa persona mi ha richiamato. Ha detto di aver gi provato a chiamarmi ieri sera".

Watkins si appoggi allo schienale e giocherell con la catena dell'orologio. "Allora la telefonata potrebbe non avere niente a che fare con l'omicidio, Mr O'Neill?".

O'Neill rise. "Temo di no".

"Le impronte di scarpe da donna sono state trovate sul campo da golf. Ovviamente saremmo curiosi di sapere quando e da chi sono state lasciate. Sembra probabile che risalgano alla notte scorsa. Se ci dir chi  la giovane donna che l'ha chiamata questa mattina, potremo controllare ed escluderla come una possibilit".

Questo, si disse Jupiter,  il metodo legale per fare una domanda diretta.

"Parliamoci chiaro", disse O'Neill piegandosi in avanti. "Una ragazza mi ha telefonato ieri sera e non mi ha trovato. Ha richiamato questa mattina e io le ho parlato. Lei vuole sapere chi  perch pensa che possa essere andata in giro per il campo da golf. Io so che lei non  andata in giro per il campo da golf.
Non vedevo Sherm North da dieci anni. Ho conosciuto quella ragazza a New York quest'inverno. Lei  sposata, ma  un po' pazza. Voleva uscire con me. Non mi ha trovato ieri sera, ci ha riprovato questa mattina e ci  riuscita. Voleva un appuntamento con me per questa sera. Le ho detto che purtroppo non era possibile".

Era la prima volta che O'Neill mostrava qualcosa di simile a un'emozione. Aveva parlato con calma, ma era come se si rivolgesse a un bambino che non era in grado di recepire il tutto.

"Allora non vuole riferirci il nome della signora?".

"Diciamo che sono un tipo all'antica, e chiudiamola qui. Non c' ragione di metterla nei guai con suo marito. Pu anche darsi che lui sappia che sua moglie va in giro di notte, ma non sta a me dirglielo".

"Molto bene, Mr O'Neill, per il momento accantoniamo questo problema. Ricorda di aver visto North in giro per l'hotel prima di andare a giocare a golf?".

"Direi di s. Credo che fosse al bar. Tutti andavano al bar, prima o poi".

L'ispettore Morse ritorn con Matthews, il partner di golf. Durante le presentazioni Jupiter consult il
Class Report. Ecco quello che trov:

RICHARD CAREY MATTHEWS: ALLEVAMENTO. Indirizzo: Rocking M Ranch, Big Horn, Wyoming. Sposato con Laura Manning il 23 settembre 1933. Divorziato nel maggio del 1938. Dopo diverse false partenze nel mondo degli affari sono tornato nel ranch di mio padre, in Wyoming, e mi sono impegnato nel tentativo di allevare una razza superiore di manzi. Ci sto ancora provando, con alterno successo. Ho ereditato il Rocking M Ranch tre anni fa, alla morte di mio padre. Ho anche tentato il matrimonio ma non ho avuto lo stesso successo che ho avuto con i manzi. Ogni tanto sono venuti a trovarmi vari ex compagni di classe, e credo siano rimasti sorpresi nel constatare che non gestivo un ranch per turisti.
Non credo che trover il tempo per andare all'est per la rimpatriata del decennale.

Jupiter decise che Matthews in carne ed ossa, senza giacca e con le maniche della camicia arrotolate, era un esempio perfetto di quello che lui immaginava dovesse essere un allevatore di bestiame. Certo nessuno lo avrebbe mai scambiato per Gary Cooper, ma era abbastanza dinoccolato e segnato dalle intemperie da impersonare abbastanza il personaggio. O'Neill sembrava pi un broker di ritorno da una vacanza alle Bermuda che non un reduce della guerra civile spagnola e di altre successive; per contro, Matthews entrava perfettamente nella parte.

Il rancher prese posto accanto a O'Neill e, alla richiesta di Watkins perch facesse un riassunto delle attivit della notte precedente, rispose: "Dopo cena ho preso un paio di drink al bar, poi Jack e io siamo andati a fare una partita di golf. Io non gioco molto a golf, ma era una bella serata e siamo usciti. Siamo stati circa un'ora a fare gli scemi l fuori, poi siamo tornati in albergo e siamo andati a letto".

"Siete rientrati insieme?".

"Esatto".

"Conosceva bene North?".

"Non lo vedevo da quando ho finito il college".

Matthews parlava in tono disinvolto, ma sembrava trattare la questione con tutta la seriet che meritava.

Watkins chiese: "Se fosse stato sparato un colpo mentre eravate l fuori, uno di voi avrebbe potuto sentirlo?".

"No", rispose Matthews. "Soffiava un forte vento da sud-ovest. Proprio da dove eravamo noi a dove  stato trovato North".

"Lei abita da queste parti, Mr Matthews?".

"No. Io vivo nel Wyoming", rispose Matthews con quello che a Jupiter suon come un accenno di orgoglio regionale.

"Mi sorprende che si ricordi la direzione del vento", osserv Watkins. Jupiter pens che quel Watkins era tutt'altro che stupido.

O'Neill intervenne: "Dick sa sempre dove soffia il vento. Lui viene dai grandi spazi aperti. Avremmo potuto sentire lo sparo se non ci fosse stato un vento forte".

"Ma non lo avete sentito", disse Watkins alzandosi in piedi. "Per il momento  tutto, signori. Mi dispiace avervi disturbati, ma penso che semplicemente abbiate scelto la sera sbagliata per la vostra partita a golf. Se dovesse venirvi in mente qualche altra cosa, teneteci al corrente".

O'Neill e Matthews uscirono e Jupiter decise che le indagini avrebbero dovuto rivolgersi altrove, a meno che quei due si fossero messi d'accordo per uccidere North, che non vedevano da dieci anni.

In quest'ottica, e chiaramente per rinfrescarsi la memoria, Watkins ripercorse ad alta voce i fatti del caso in esame. "North  stato ucciso con un colpo al cuore sparato da distanza ravvicinata da un revolver calibro 32. Potrebbe essere stato privo di sensi al momento del decesso, ma in ogni caso aveva subito, poco prima della morte, una botta alla base del cranio. Il suo compagno di stanza, Rice, non riesce a ricordare come si sia ferito alla mano la sera prima, inoltre  stato visto nella hall dopo mezzanotte con del sangue sulla camicia e sulla mano. Il medico legale ha dichiarato che la botta che ha subito North potrebbe essere stata inferta da un pugno, ma lo ritiene improbabile. Rice non era intimo amico di North, e non lo vedeva da dieci anni. L'auto di North  stata rinvenuta vicino al cadavere: dalle maniglie delle portiere e dal volante sono state cancellate le impronte digitali...".

Questa era una novit per Jupiter. Se non c'erano impronte sul volante era improbabile che North avesse condotto la sua auto fino al campo da golf. Un elemento interessante.

"Le impronte di scarpe da donna provenienti dalla club house sono state rinvenute sul terreno fino all'undicesimo tee, ma non oltre". Watkins si interruppe e scosse il capo. "Credo che bisognerebbe fare un altro tentativo per scoprire dove sono andate a finire quelle impronte".

"Non le troverete", disse Purdy. "Ho gi controllato attentamente un paio di volte".

Watkins annu. "Ne sono certo. Ma deve pur esserci una spiegazione per questa scomparsa". Prese una busta dalla tasca e ne vers il contenuto su uno dei tavoli da scrittura. Jupiter si alz per guardare.
Non sapeva che cos presto potessero esserci degli indizi nelle buste.

"Questo cerino rotto e questo, ah, coltello in miniatura sono stati trovati nella parte posteriore dell'auto di North", disse Watkins. Jupiter lo fiss intensamente, chiedendosi se quel suo modo pedante di parlare non facesse parte di una commedia. Il procuratore distrettuale sembrava decisamente serio, e Jupiter rimand qualsiasi conclusione definitiva.

Il cerino era un semplice fiammifero da cucina in legno, spezzato a met ma ancora in un pezzo solo.
Non era stato usato. Jupiter era pi interessato al minuscolo amuleto. La spada, in argento, era lunga circa due centimetri, completa del solito anello attaccato all'elsa. L'anello era aperto. Jupiter fu percorso dalla fugace sensazione che si trattasse del simbolo di una societ segreta, ma non riconobbe la spada.

"Sembra sia stato preso da uno di quei braccialetti da ragazze", osserv Purdy.

L'ispettore Morse precis che l'auto di North era stata lavata di recente. "Probabilmente prima che lui venisse qui per la riunione del decennale. Possiamo verificare quando vediamo i familiari".

Jupiter aveva appreso da Purdy che Mrs North era stata informata della morte del marito dal medico di famiglia. Nel Class Report Jupiter aveva scoperto che la casa per l'estate dei North distava meno di

venti miglia da Syonsett, e questo automaticamente faceva di ogni membro della famiglia un potenziale sospetto. Ovviamente la notizia della morte di North non sarebbe stata una sorpresa per l'assassino, ma Jupiter riteneva opinabile la scelta di dare la notizia in quel modo.

"Credo che dovremmo cercare di scoprire quando North ha lasciato l'albergo", disse Watkins.

"E il perch", aggiunse Jupiter.

"S, certo". Watkins guard Jupiter come se all'improvviso si fosse reso conto della sua esistenza. "Lei fa parte della polizia di stato?".

Jupiter sapeva che prima o poi sarebbe giunto il momento in cui doveva identificarsi con il procuratore distrettuale: decise di esporgli semplicemente i fatti. Lo fece con la maggior concisione possibile, compresi la telefonata di Rice e il suo incontro con quel vecchio nel bosco.

"Be', mi venga un accidente", esclam Watkins alla fine della storia. Poi scoppi a ridere. "Non sapevo di aver acquisito un detective dilettante".

"Lo consideri un omaggio", comment Jupiter.

"Se la terremo d'occhio non potr fare danni, presumo".

Il procuratore distrettuale rise di nuovo, e Jupiter pens che in qualsiasi momento avrebbe potuto ricevere da lui una pacca sulla schiena. Ora la sua analisi del carattere di Watkins era completa: l'uomo era molto preso dalla sua posizione, evidentemente molto meritevole e, quando si presentava l'occasione, era cordiale come un agente delle assicurazioni. In pratica, possedeva tutte le caratteristiche necessarie a un politico di successo.

Chiarita la posizione di Jupiter, l'ingresso di un altro poliziotto avvenne con lo stesso tempismo di un cambio di sequenza in un film.

Il poliziotto infil la testa nel vano della porta e disse: "Volete vedere un tizio che sostiene di avere qualcosa da dirvi?".

Watkins disse: "S", il poliziotto ritrasse la testa ed entr un laureato di Harvard con l'aria molto imbarazzata.

"Mi chiamo Henderson. Forse questo non vi dice niente, ma pensavo di dovervelo dire".

"Continui", lo invit Watkins.

"Be', io non voglio mettere nei guai nessuno che non lo meriti, ma ieri notte mentre stavo andando a letto ho visto un tale che usciva da una porta in fondo al corridoio dove si trova la mia stanza". Si ferm per un attimo, poi continu: "La mia stanza  in un'ala del pianterreno. In fondo al corridoio c' una porta che conduce all'esterno. Be', ho visto qualcuno che usciva da quella porta; io l'ho riconosciuto, era Harlan Brown. Ne sono sicuro. Be', questa mattina, dopo quello che  accaduto, ho chiesto a Brown cosa ci faceva fuori a quell'ora. Mancava poco alla mezzanotte". S'interruppe di nuovo, come se si aspettasse che gli facessero delle domande, ma nessuno parl. "Be', Brown mi ha risposto che non era uscito, che dovevo essermi sbagliato, perch lui era andato a letto intorno alle undici e mezzo e di sicuro non era pi uscito da allora. Non avrei detto niente se non fosse che so di certo che era proprio Brown quello che avevo visto uscire".

Questa volta, quando fece una pausa, spinse in avanti la mascella come chi  pronto per un litigio.
Parlava con il marcato accento di un uomo di Harvard che teme di non essere riconosciuto come tale.
Jupiter si sent rabbrividire.

"Dopotutto", concluse Henderson, "un uomo  stato ucciso e io ho pensato fosse mio dovere riferire una cosa che usciva dall'ordinario. Probabilmente Harlan sar in grado di dare una spiegazione, ma io ho pensato di dovere...". La sua voce sfum in qualcosa di indistinto.

"S, certo. Grazie", tagli corto Watkins. "Lei  sicuro che si trattasse di Brown?".

"S".

"D'accordo. Grazie".

Henderson fece scorrere per la stanza un'occhiata carica di rettitudine e se ne and.

"Bene", disse Watkins all'ispettore Morse, "sar meglio se fa cercare questo Brown".

Jupiter, con la sensazione di avere tra le mani il programma di uno spettacolo teatrale, volt le pagine del suo Class Report fino alla lettera B.

7

Jupiter lesse:

HARLAN BROWN: ATTORE. Indirizzo: Harvard Club di New York, 27 W. 44th St., New York, N.Y. Sposato con Hope Dixon il 16 aprile 1937 a Yuma, Arizona. Dopo dieci anni dentro e fuori dal teatro, i Pudding Shows rimangono tuttora il mio ricordo pi caro. Penso che il tempo abbia cancellato il lavoro che abbiamo fatto, lasciando solo la parte divertente della nostra esperienza. Per lo meno quegli spettacoli hanno completato il ciclo di recite che si erano prefissati! Quanto alla mia carriera, sono giunto a quel momento che si immagina magico quando ho visto il mio nome illuminato, in fondo a una lunga lista di altri nomi; e lo spettacolo ha chiuso dopo quattro rappresentazioni! In parte mi sono divertito e in parte no. Ho scontato due anni di "detenzione" a Hollywood e, facendo molta attenzione, forse qualcuno di voi avr avuto una fugace visione del profilo di Brown in capolavori come L'uomo che zoppicava, Una donna in cielo, Attenzione! Pericolo! Be', hanno lanciato la monetina.  uscito Tyrone Power al posto mio, e sono tornato a Broadway. Da allora sono stato in tre produzioni che sono risultate un fiasco, e in un paio che meritavano di esserlo e alla fine lo sono state. Sto rapidamente giungendo alla conclusione che l'unico modo per entrare a far parte di un Grande Spettacolo  di essere chiamato alle armi!

Jupiter trov questo resoconto abbastanza interessante da passarlo a Watkins e Purdy. Entrambi lo avevano letto quando Morse ritorn con Brown.

L'attore era un po' pi basso della media, di corporatura snella e, giudic Jupiter, di una bellezza inoffensiva. L'abito di gabardine, la cravatta e le scarpe bianche erano stati scelti con cura, come se l'uomo fosse stato ben consapevole che i suoi ex compagni avrebbero cercato di rintracciare nel suo aspetto qualche influenza di Hollywood o di Broadway. Il risultato era nella migliore tradizione Hasty Pudding: ricco ma non vistoso. Jupiter si sorprese a chiedersi se la macchietta di terra sulle sue scarpe fosse voluta o puramente casuale, e sorrise per essersi fatto quella domanda. Si era dimostrato maligno come tutti gli altri: "In fin dei conti  un attore", si disse.

Brown stava sulla porta e manifestava una paziente curiosit. Poteva essere autentica oppure studiata, ma Jupiter s'impose di smettere di analizzarlo e di ascoltare piuttosto quanto aveva da dire.

Watkins, tornato ai suoi modi da aula di tribunale, disse: "Mr Brown, la prego, ci vuole dire tutto quello che ricorda dei suoi movimenti della notte scorsa?".

"Santo cielo", rispose Brown sommessamente. "Certo. Da dove comincio?".

"Diciamo dalle dieci".

Brown sollev le sopracciglia e si accomod su una sedia. "Non ho controllato l'ora per tutta la sera, ma penso che la cena sia finita intorno alle nove e mezzo. Ho fatto parecchie partite a backgammon, poi sono andato al bar a bere un paio di drink. In realt io non dovrei bere neanche un goccetto, ma questa mi era sembrata l'occasione giusta per trasgredire. Per me ne sono pentito immediatamente. Mi sono sentito male e sono andato a letto. Dovevano essere le undici e mezzo".

"Dopo quell'ora ha lasciato la sua stanza?".

Brown ridacchi. "Immagino che quella comare di Henderson sia andato a spettegolare in giro. Poco fa  venuto da me e con aria disinvolta ha cercato di carpire il mio turpe segreto. Ho deciso di regalargli un'emozione e ho negato tutto". Detto ci, ridacchi di nuovo.

Jupiter pens che quell'uomo era veramente molto controllato, se davvero cercava di nascondere qualcosa.

"Certo che mi ha visto", prosegu Brown. "Appena mi sono sdraiato la mia nausea  aumentata, cos ho preferito uscire piuttosto che insudiciare il bagno. Sono stato fuori dieci minuti, sufficienti per quello che avevo in mente, o meglio nello stomaco".

L'attore si guard attorno, come per assicurarsi che tutti avessero apprezzato i suoi giri di parole.
Jupiter pens che Brown avrebbe finito con l'andargli a genio o con il risultargli insopportabile: non esistevano vie di mezzo.

"Immagino che lei non abbia idea del perch North sia stato ucciso", continu Watkins.

"Nessunissima idea", rispose Brown, improvvisamente serio. "Una gran brutta storia. Non lo vedevo dai tempi del college". La lista di coloro che non avevano visto North dai tempi del college stava crescendo a vista d'occhio.

"Ha notato se North era al bar quando lei  andato a letto?".

Brown scosse il capo. "Non ne sono sicuro. Ma ne abbiamo riparlato a pranzo, e ci sono tre persone

che lo hanno visto uscire dall'albergo. Sono a tavola in questo momento, e hanno intenzione di venirne

a parlare con lei".

"In tre lo hanno visto uscire?".

"S. Da quello che ho capito due di loro erano sulla veranda a chiacchierare, e North  uscito con Winston. Larry Winston. Lui dice che North  andato a prendere qualcosa sulla sua auto, ma non lo hanno visto ritornare. Non credo che siano rimasti ad aspettarlo, per...". S'interruppe, agit una mano, poi aggiunse: "Forse vorr sentirli personalmente".

"S", disse Watkins. "Come si chiamano gli altri due?".

"Cartwright e Blagdon".

Watkins fece un cenno col capo a Morse, e l'ispettore se ne and di nuovo. Jupiter si ricord che Blagdon era l'uomo che aveva portato la notizia a Rice. Si alz per riprendere il Class Report dal tavolo dove l'aveva lasciato Purdy. Quel libro si stava rivelando una fonte molto utile.

Brown si era alzato in piedi, e quando pass davanti al tavolo dov'erano posati i due reperti di Watkins si ferm.

"Lei sa cos' questo?", chiese Watkins seccamente.

L'attore sollev gli occhi dal tavolo. "Il coltellino? Mi sembra una specie di amuleto".

"Sa cosa significa?".

"No", rispose Brown. "Non ne ho mai visto uno del genere".

Il procuratore distrettuale borbott. "D'accordo. Scusi se l'abbiamo disturbata, Mr Brown".

Brown usc, e Jupiter scelse Blagdon come primo nome del terzetto in questione. Blagdon era stato
conciso:

THOMAS HUNTLEY BLAGDON: AMMINISTRAZIONE PUBBLICA. Indirizzo: 1517 33rd St., N.W., Washington, D.C.
Impegnato nella ricerca per conto del National Labor Relations Board, Washington, D.C. Ho criticato il governo per cinque anni dopo aver lasciato il college, poi ho deciso di vedere com'era dall'interno. Non mi sono ancora convertito del tutto, ma il mio lavoro  illuminante.

Senza neppure tentare di decifrare l'attuale posizione di Blagdon nei confronti del governo, Jupiter si
dedic a Cartwright:

NELSON DAVIS CARTWRIGHT, JR.: AVVOCATO. Indirizzo: 133 W. 83rd St., New York City. Da due anni sono socio giovane dello studio legale Carroll, Burgess, Stetson and Croft. Nel 1938 e nel 1939 sono stato assegnato allo staff del procuratore distrettuale Dewey per le indagini speciali sui racket di New York.
Non si  trattato di un lavoro entusiasmante come appare nei film, ma mi ha convinto della necessit di metodi pi efficaci nei processi penali, oltre che di una pi saggia interpretazione e gestione del nostro sistema di libert sulla parola. Nel tempo libero ho trasformato le mie teorie in un progetto di legge che spero sar presto presentato all'assemblea legislativa dello stato di New York. Mi rendo conto delle difficolt che comporta, ma ho conservato abbastanza del mio idealismo di studente universitario da sperare che si possa fare qualcosa a questo riguardo.

Avanti un altro detective, pens Jupiter, e pass a Winston. Laurence Hood Winston, di Westbury, Long Island, non aveva fornito informazioni su di s, ma Jupiter seguiva le riviste pi spocchiose abbastanza da vicino per sapere che Winston giocava ancora a polo.

"Avere un programma", disse Jupiter passando il libro a Watkins. "L'unico modo per seguire i giocatori".

Nelle sue letture di romanzi polizieschi, Jupiter tendeva a sorvolare sui punti in cui il poliziotto interroga i testimoni.

Quei passaggi sembravano non finire mai. Quell'abitudine non lo aveva mai aiutato a risolvere delitti immaginari, ma lui persisteva. In quel momento avrebbe voluto che le indagini si spostassero su qualcosa di pi stimolante, ma decise che la sua sensazione era dovuta al fatto che aveva fame.
Probabilmente Betty e Rice stavano facendo colazione, di sicuro rallegrati da una bella birra fresca.

"Mmm", disse Watkins, sollevando gli occhi, "il tizio ha lavorato con Dewey".

"S", conferm Jupiter. "Prima Matthews, il ranger solitario, e ora Cartwright, l'acchiappabanditi".

Ma Cartwright non arriv subito. Morse ritorn con Blagdon e Winston, e rifer che l'avvocato aveva ricevuto una telefonata e sarebbe arrivato da l a poco.

Blagdon era il pi basso dei due, ed entrando accese una nuova sigaretta con il mozzicone della precedente. Aveva degli occhiali con le lenti spesse e la montatura in tartaruga, e in qualche modo aveva l'aria di chi li avesse appena infilati per dare un'occhiata distratta a un quotidiano. Malgrado la sua attivit sul campo da polo, Winston sembrava essere in una forma peggiore di tutti gli altri laureati che Jupiter aveva visto fino a quel momento. La vita e il collo debordavano dai confini della cintura e del colletto, e i suoi occhi, evidentemente provati da molte notti insonni, sembravano in grado di aprirsi solo per met.

Senza aspettare una domanda, Blagdon disse: "Da quanto abbiamo capito, ieri sera North doveva incontrarsi con qualcuno. Ha detto a Larry che stava uscendo a prendere qualcosa che aveva dimenticato. Cartwright e io eravamo seduti in veranda, e Larry ci aveva raggiunto. North non  tornato, ma non ci abbiamo fatto caso".

Watkins alz una mano. "Un momento, prego. Vorrei avere un quadro pi chiaro di quello che  successo. Lei dice che era seduto in veranda con Mr Cartwright. Di che veranda si tratta?".

"Quella dalla parte dell'oceano. Vi si accede dal bar. Cartwright e io eravamo l fuori quando sono arrivati North e Winston".

Watkins si rivolse a Winston. "Lei  uscito sulla veranda insieme a North?".

Winston annu. "Gi. Stavamo chiacchierando al bar e io ho detto che uscivo a prendere una boccata d'aria. Sherm  venuto con me. Ha detto che doveva andare a prendere qualcosa in macchina".

"Ha spiegato di cosa si trattava?".

"No". Winston si mise a sedere.

Con un'unica tirata Blagdon accorci la sua sigaretta di mezzo centimetro, e parl in una cortina di fumo. "Penso che fosse poco prima di mezzanotte. Noi ci siamo trattenuti l fuori un'altra mezz'ora, e ricordo che erano circa le dodici e mezzo quando siamo rientrati nel bar".

"Ha detto che non vi ha sorpreso che North non fosse tornato", osserv Watkins.

"Esatto", disse Blagdon. "Dobbiamo aver pensato che fosse rientrato dall'altra parte, attraverso la hall.
Il tragitto era pi breve arrivando dal parcheggio".

"Allora North  andato al parcheggio dopo aver lasciato voi?".

"Esattamente".

"Non sembrava nervoso o agitato?". Watkins aveva rivolto la domanda a Winston.

"Che diavolo, no. Parlavamo di vini e di altre sciocchezze del genere".

"Conosceva bene North?".

"Non credo di aver visto Sherm pi di un paio di volte da quando abbiamo lasciato il college. L'ho incontrato a New York circa quattro anni fa, mi pare. Avremo parlato per non pi di cinque minuti".

"Allora non riesce a pensare a un movente?".

Winston scosse il capo, e Watkins si rivolse a Blagdon: "E lei?".

"Se mi venisse in mente un movente, glielo direi. Non lo vedevo dai tempi del college".

"Bene, conosciamo l'ora approssimativa in cui North ha lasciato l'albergo", disse Watkins grattandosi il mento. "Voi tre siete rimasti insieme sulla veranda fino a quando lei non  rientrato mezz'ora dopo, esatto?".

"Larry  rientrato dieci minuti prima di noi. Ma lo abbiamo trovato al bar".

Il procuratore distrettuale si avvicin al tavolo e indic la minuscola spada. "Qualcuno di voi ha mai visto prima qualcosa di simile?".

Blagdon diede una veloce sbirciata all'amuleto dietro le sue lenti spesse e disse: "Io no, mai. E tu, Larry?".

Winston si alz in piedi e si avvicin.

"No", rispose. "Che diavolo ?".

"Non lo so", ammise Watkins.

In quell'istante si apr la porta ed entr Cartwright. L'avvocato si present formalmente e si scus per essersi fatto attendere.

"Immagino che Blagdon le abbia gi detto molto di quello che anch'io so di questa faccenda", disse Cartwright in modo frettoloso. Sembrava ansioso di dare tutto l'aiuto possibile.

"S", rispose Watkins. "Siamo stati fortunati ad aver appurato cos in fretta e con tanta precisione l'ora dell'allontanamento di North. Non mi aspettavo di trovare qualcuno che lo avesse visto lasciare l'albergo".

"Credo piuttosto che il problema sia se North abbia detto o meno la verit quando ha spiegato a Larry che stava andando in macchina a prendere un pacchetto o non so che altro", osserv Cartwright.
"Se fosse la verit, avrebbe dovuto incontrare qualcuno al parcheggio. In caso contrario doveva avere un appuntamento con qualcuno da qualche altra parte".

"S", ammise Watkins. "Immagino, Mr Cartwright, che lei non abbia un'idea di quale potrebbe essere il movente dell'omicidio di North?".

"Assolutamente nessuna. A Harvard l'avevo conosciuto appena, e in pi non lo vedevo da dieci anni".

Segu un attimo di profondo silenzio.

"Per caso qualcuno ha visto North lasciare l'albergo prima di quell'ultima volta?", domand l'ispettore Morse.

Watkins aggrott la fronte. "Perch?".

"Be', non vedo come qualcuno potesse prevedere che lui avrebbe lasciato l'albergo. Non ci risulta che abbia ricevuto telefonate, e per quanto ne sappiamo neanche lui ne ha fatte. Il suo assassino lo stava aspettando con una pistola. Quella di North era una scusa, questo  poco ma sicuro".

Il procuratore distrettuale annu e si rivolse a Winston. "Ricorda le parole esatte che ha usato North quando ha detto che andava alla macchina?".

"Diavolo, non posso ricordare le parole esatte! Eravamo sulla veranda, e lui ha detto di aver dimenticato qualcosa in macchina. Ha detto che tanto valeva andarci in quel momento, dato che era gi fuori".

"In origine  stato lei a proporre di uscire in veranda, giusto?", chiese Watkins.

"Cosa intende dire?", domand Winston aggrottando la fronte.

"Tu, Larry", spieg Blagdon, "hai dichiarato che quando eravate al bar hai detto a North che pensavi di uscire a prendere una boccata d'aria".

"Ah, s", ammise Winston. "L'idea  stata mia".

"Ovviamente", disse Cartwright, "se North doveva incontrarsi con qualcuno sarebbe potuto andarsene in qualsiasi momento. La proposta di Winston di uscire sulla veranda poteva essergli sembrata un buon pretesto".

" possibile", disse Watkins.

Si sent bussare delicatamente alla porta, e Morse and ad aprire. Dopo una breve conversazione con un fattorino si rivolse a Watkins.

"C' una telefonata per lei".

Watkins si alz e Jupiter, convinto che fosse ancora troppo presto per trarre delle conclusioni, lo segu fuori dalla stanza. Watkins prese la telefonata dall'apparecchio della reception e Jupiter, senza neppure provare a far finta di non origliare, gli gironzol attorno.

"S, pronto", disse Watkins. "Parla il procuratore distrettuale Watkins. S, mi occupo io del caso... Ah, s, Mrs North".

Watkins si chin in avanti mostrando un vivo interesse, e Jupiter osserv la sua faccia. Non riusciva a sentire cosa diceva la donna, ma le sue parole sortivano un certo effetto sul procuratore.

"Ah, Cartwright?  sicura del nome?... S... Quanto tempo fa?... S, capisco".

A Jupiter parve che la mano con cui Watkins reggeva il telefono stesse tremando.

"Per favore, potrebbe ripetermi tutto, Mrs North?".

La voce continu e Watkins, che solo allora aveva notato la presenza di Jupiter, lo guard di traverso.
Scosse brevemente il capo e sollev una mano per invocare un silenzio che gi esisteva.

"S, capisco, Mrs North. Grazie. Veniamo da lei questo pomeriggio. Grazie, arrivederci".

Watkins pos il ricevitore e parl con un tono eccitato: "Be', ecco la svolta. La svolta arriva sempre, ma questa  comparsa prima di quanto credessi".

"La moglie di North?", chiese Jupiter.

"No, sua madre. La moglie di North ha chiamato Cartwright. Era sua la telefonata che ha ricevuto".
Strinse le labbra. "Che gran lavoratore, quel ragazzo! Ha fissato un appuntamento appena possibile, a met strada fra qui e Catunit, dove vivono i North".

"Per quale motivo?".

"La donna lo ha chiamato per avere un suo consiglio. Mi sembra una storia fasulla. Il tenore della conversazione era questo. Ascolti. La moglie di North dice: "Pronto, Nelson, sono Ann". Cartwright risponde: "Ah, s, Ann, mi fa piacere che tu abbia chiamato. Posso fare qualcosa per te?". "Voglio parlare con te prima di vedere la polizia". Cartwright dice: "Non posso parlare con te, Ann, a meno che tu non mi nomini tuo avvocato". Mrs North risponde che  esattamente quello che vuole e Cartwright dice che va bene, possono incontrarsi da qualche parte. Ann suggerisce il ristorante dell'Howard Johnson sulla statale appena fuori Batham. Cartwright assicura che arriver al pi presto".

Jupiter si trov un po' disorientato da quel resoconto.

"Con chi stava parlando poco fa?".

"Con la madre di North. Quella donna ha sentito la conversazione".

"In che modo?".

"Era di sopra, a letto, e ha sentito Mrs North che chiamava l'albergo. Ha ascoltato dalla derivazione".

Jupiter aggrott la fronte. "Perch?".

"Cosa intende con questa domanda?", chiese Watkins.

"Perch ha origliato?".

Watkins scroll le spalle. "Come faccio a saperlo? Mi fa piacere che l'abbia fatto, ecco tutto. Questa  una bella svolta. La moglie di North vuole un avvocato e chiama Cartwright. Devono essere vecchi amici. E Cartwright ha appena dichiarato che non vedeva North da dieci anni. Questa s che  una notizia!".

"Potrebbe essere la verit", disse Jupiter. "Rice aveva conosciuto la moglie di North ai tempi del college, e non vedeva North da dieci anni".

"Verificher", dichiar Watkins. Si allontan in direzione della sala di scrittura.

Jupiter fece per seguirlo, poi si ferm. D'accordo, erano in presenza di un nuovo sbocco, ma cosa significava? A quanto pareva la moglie di North voleva un avvocato e si era rivolta a Cartwright. Ma perch voleva un avvocato? Quei due si sarebbero visti al ristorante...

"Ora che ci penso", sussurr Jupiter, "anch'io sono piuttosto affamato".

8

Il cartello stradale a Syonsett indicava "Batham -10 miglia". Jupiter vide il tachimetro salire a cinquanta, e decise di lasciarlo l. Il traffico era scarso, e lui poteva delegare il controllo della sua auto a quel segmento della mente che rimane vigile mentre il resto del cervello si concede una pausa. Si pu osservare questo tipo di controllo nell'attivit meno pericolosa di un coltello in mano di chi intaglia o di una penna in mano a chi fa degli scarabocchi. Le auto moderne offrono un'attivit maggiore con un minimo sforzo, perci sono diventate il nuovo strumento dei pensatori e dei sognatori. Avendo notato che il suo pensiero era sempre pi fluido quando guidava, Jupiter aveva fatto risalire l'effetto alla causa e, di conseguenza, aveva raddoppiato l'assicurazione.

Aveva lasciato un biglietto per Betty alla reception per dirle che sarebbe andato a Batham e che sarebbe tornato in tempo. In quel momento la sua attenzione era concentrata non tanto sui motivi per incontrare Mrs North quanto sul tentativo di scoprire delle crepe nelle testimonianze che aveva ascoltato e nelle conclusioni che ne aveva tratto. Chiaramente il primo problema era l'ambientazione dell'omicidio. Perch North era stato ucciso durante la rimpatriata e, inoltre, perch in quel punto particolare del campo da golf? Fino a quel momento non c'era una risposta logica a quegli interrogativi, e neppure alla domanda se l'omicidio fosse premeditato. Le risposte sarebbero arrivate in seguito.

E la modalit dell'uccisione? North aveva subito un colpo di arma da fuoco da distanza ravvicinata, ma poco prima della morte era anche stato colpito alla nuca: quest'ultimo episodio era nella lista delle conclusioni provvisorie di Jupiter. North era stato messo fuori combattimento per poi essere trasportato all'undicesimo tee. Il fatto che dal volante fossero state cancellate le impronte digitali significava che qualcuno aveva caricato North, privo di sensi, sulla sua auto e lo aveva trasportato fino al campo da golf. Jupiter non era in grado di spiegarne il perch.

"Ci sono un sacco di cose che non riesco a spiegarmi", borbott.

Soprattutto a proposito di quelle impronte di scarpe e della cavalleresca tutela operata da O'Neill sul nome della signora che gli aveva telefonato la sera prima. E che dire di O'Neill e Matthews? Veramente

erano usciti a giocare a golf a mezzanotte? C'era modo di verificare l'autenticit della loro storia?

"S, c' un modo. Potrebbe non portare a niente, ma ci prover non appena tornato in albergo".

E Brown? L'attore aveva ingannato Henderson quando aveva negato di essere uscito la notte prima?

"C' un modo per verificare anche questo!", decise. "Sgradevole ma efficace".

E poi c'era l'allontanamento di North dall'albergo. Voleva prendere un pacco o qualcos'altro dalla sua macchina, aveva riferito Winston. Chiss se North lo aveva fatto veramente. Se qualcuno lo aveva aspettato fuori e gli aveva dato una botta in testa, allora il pacco doveva essere ancora in macchina.

"Chiedere a Purdy che cosa  stato rinvenuto a bordo dell'auto".

E se non si fosse trovato nessun pacco? Allora North doveva avere un appuntamento con qualcuno e aveva trovato quella scusa per liberarsi di Winston.

"E quel maledetto amuleto", sussurr.

Significava qualcosa? Quella spada era forse il simbolo di qualche societ segreta? Peccato che non fosse qualcosa che lui era in grado di riconoscere, come un toro o un maiale o una torcia. O qualcosa di anche pi comune, come una chiave Phi Beta Kappa.

"E ben presto dovr scoprire come ha fatto Ed a ferirsi la mano".

Il pensiero di Rice lo riport a un esame della propria posizione. Di sicuro Betty si sarebbe infuriata perch era scappato via lasciandola sola in albergo. Il giorno prima delle nozze, per giunta. Non avrebbe dovuto farlo, ma del resto neppure andare in giro cercando di risolvere un omicidio era un comportamento gradito la vigilia del matrimonio. Betty si era dimostrata subito disponibile ad accompagnarlo a Cambridge, ma forse perch voleva stare con lui a ogni costo. Non avrebbe dovuto portarla con s. Una volta aveva letto da qualche parte che il matrimonio  il fiorire dell'amore e l'amore  spirito di sacrificio. L'idea era che quando ci si sposa si rinuncia a parte della propria indipendenza, e cos facendo si arriva ad amare pi pienamente. Pi si rinuncia pi si ama? Forse. Forse lui non avrebbe dovuto lasciarla da sola, ma oggi era oggi e domani era il matrimonio.

Con un senso di colpa poco pi che vago, imbocco l'uscita di Batham per dirigersi all'Howard Johnson. Fuori c'erano parecchie auto parcheggiate, e lui si chiese se sarebbe riuscito a identificare Mrs North tra i clienti del locale. Dopo un attimo di riflessione si convinse che non sarebbe stato tanto difficile. Se era l, doveva essere seduta da sola a sorvegliare la porta.

Jupiter entr e si sedette al bancone. Lo fece soprattutto perch aveva fame, ma anche perch non aveva ancora deciso se parlarle oppure no.

Guard la fila di spar alla sua sinistra e nel secondo vide Mrs North, seduta con gli occhi verso la porta e una tazza di caff davanti a s.

Non c'era alcun dubbio che fosse lei. Il suo viso portava i segni di un grande stress, e le dita che tamburellavano sul tavolo indicavano il suo nervosismo. Indossava una giacca di tweed leggero e un cappello marrone, i capelli avevano bisogno di essere pettinati ed era rimasta solo una traccia di rossetto da quello che doveva essere stato il trucco del mattino. Basta questo, si disse Jupiter, per confermarmi che ho ragione. Poche donne pranzano da sole in pubblico senza curarsi dell'aspetto fisico.

Ordin un sandwich al pomodoro e bacon, un hot dog e un bicchiere di latte e torn a guardare Mrs North. Era molto minuta e dalle informazioni che gli aveva fornito Rice sapeva che doveva avere ventotto, trent'anni. Sembrava pi vecchia, ma era del tutto naturale, date le circostanze. In quel momento gli pareva molto sola, spaventata e, s, attraente. Jupiter fu un po' sorpreso dalla propria reazione, ma la imput alle dimensioni della donna. Era pi bassa di quanto lui pensasse e, sotto la precoce abbronzatura, il viso sembrava delicato e quasi malaticcio. Avendola conosciuta dieci anni prima, Rice l'aveva definita "una gran bella ragazza". Vedendola in quel momento, si rese conto che Rice era stato impreciso. Le belle ragazze possiedono una connotazione di vigore fisico; Mrs North non doveva averla mai avuta.

La donna sollev lo sguardo e Jupiter distolse il suo pi rapidamente di quanto avrebbe fatto se l'avesse guardata con naturalezza. Si disse che avrebbe avuto bisogno di maggior esercizio se voleva spiare le persone per mestiere, e si gir sullo sgabello per guardare fuori. Vide fermarsi un'auto e scendere un uomo. Jupiter rest senza fiato. L'uomo era Harlan Brown.

Successe in fretta. Brown si accinse a entrare, guard indietro, trasal visibilmente e abbass il capo.
Evitando di guardare il parcheggio si precipit verso la sua auto e sal a bordo. La vettura stava indietreggiando quando Jupiter vide arrivare un'altra macchina: riconobbe immediatamente Watkins,

Cartwright e Morse seduto davanti.

Inconsapevolmente Jupiter era sceso dallo sgabello e si era rimesso in piedi. Si trov accanto al tavolo di Mrs North prima di avere idea di quello che avrebbe fatto. La donna sollev lo sguardo e spalanc gli occhi.

"Stia tranquilla", le disse. "Cartwright  qui con la polizia. Sono qui fuori. Se deve dire qualcosa, si limiti a dichiarare che ha chiamato Cartwright perch voleva parlare con un avvocato. Andr tutto bene.
Non dica altro".

Si infil nel spar accanto e si sedette con la schiena rivolta verso la porta.

Dopo qualche istante sent Watkins dietro di lui che diceva: "Mrs North?", e lei che rispondeva: "S?".
Watkins si present.

Jupiter trattenne il fiato e finalmente la donna disse, sommessamente: "Immagino che Mr Cartwright le abbia detto che l'ho chiamato. Sa, pensavo di dover vedere un avvocato".

Accidenti, pens Jupiter, accidenti, adesso ci sono dentro fino "al collo''.

9

La cameriera disse: "Le porto il sandwich al tavolo, signore?", e Jupiter trasal.

"No, no. Lo incarti pure, lo porto via".

"S, signore", rispose la cameriera.

Mrs North e Watkins se n'erano andati. Jupiter era rimasto a chiedersi cosa lo avesse indotto ad agire in quel modo. Gli sembrava di aver parlato a Mrs North perch non era riuscito a trattenersi. Si rendeva conto che d'istinto aveva cercato di aiutarla, di proteggerla, ma da cosa? Da Watkins, l'uomo che cercava di catturare l'assassino di suo marito? Se lo aveva fatto per questa ragione, allora doveva aver creduto che la donna fosse colpevole o, per lo meno, che avesse qualcosa da nascondere. E il suo comportamento avrebbe fatto di lui un complice di quello che lei stava nascondendo, qualunque cosa fosse. E Brown? Perch era andato a cercare Mrs North, e come faceva a sapere che l'avrebbe trovata l?

Si alz, pag il conto alla cassa e port in auto il suo sacchetto con il pranzo.

"Le cose si muovono", riflett, "io ci sono dentro e dovr restarci".

E il modo migliore per restarci era di seguire Watkins. Il procuratore distrettuale aveva detto a Mrs North che l'avrebbe accompagnata a casa. Lui non doveva fare altro che seguirli e cercale di rientrare nelle indagini. Per fortuna Watkins non lo aveva visto.

"Mi  andata proprio bene", disse tra s e s mentre avviava il motore per dirigersi verso Catunit.

Con una mano guidava e con l'altra mangiava. Il sandwich al pomodoro era buono ma imbrattava le mani, meglio l'hot dog. Guidava pi veloce del solito, nel tentativo di raggiungere Watkins e di risparmiarsi il fastidio di chiedere dove abitavano i North.

Era veramente affamato, e il cibo lo aveva fatto sentire molto meglio. Era perfino in grado di vedere se stesso nella giusta prospettiva e di riderne.

"Il grande Jones  di nuovo in pista, armato del suo immancabile pranzo al sacco".

La situazione si fece pi calda quando raggiunse l'auto di Morse a due miglia da Catunit. Si tenne lontano un centinaio di metri e cerc di immaginare l'eventuale conversazione che poteva svolgersi nell'auto che lo precedeva. Il grosso problema di Watkins sarebbe stato di scoprire perch Mrs North aveva sentito il bisogno di un avvocato. Secondo Jupiter, se Cartwright aveva accettato quel ruolo era per impedire al procuratore distrettuale di avere delle risposte che Mrs North non voleva dare. Jupiter non sapeva quanto potesse durare quella situazione. Probabilmente fino a quando Watkins non fosse stato in grado di dimostrare che Mrs North aveva avuto una parte attiva nell'omicidio. E questo significava disporre di qualche prova concreta a suo carico. Come le impronte di piedi sul campo da golf che corrispondevano alle scarpe di Mrs North?

"Aspetta e vedrai, amico. Aspetta e vedrai", si disse.

L'auto che lo precedeva svolt e Jupiter la segu. La strada secondaria conduceva sul litorale: la percorsero per un miglio, oltre una serie di residenze estive per la maggior parte gi aperte. I giardinieri erano chini sulle aiuole, e qui e l era in azione un tagliaerba. Su un tratto di spiaggia alcune persone erano impegnate in familiari ma limitate attivit balneari. Jupiter concluse che il pomeriggio di Catunit stranamente non aveva risentito dell'omicidio di uno dei suoi abitanti. Indubbiamente perch le persone non ne erano a conoscenza. Lui era stato cos assorbito dal suo interesse per l'omicidio da dimenticare

che la notizia non aveva ancora avuto tempo di diffondersi. Una malattia comune agli esseri umani, concluse. Bisogna che ogni tanto qualcuno ci rammenti che il sole  il punto focale dell'universo, e non la nostra persona.

Morse imbocc un vialetto ghiaioso che, lasciandosi la litoranea alle spalle, saliva su per la collina fino a una grande casa grigia, con il tetto a due spioventi. Jupiter fece una smorfia davanti a tanta bruttezza.
La casa era tutto meno che funzionale per essere una dimora estiva, e tuttavia tipica per lasciare intendere ricchezza senza ostentazione: Jupiter decise che doveva essere salvaguardata come un esemplare storico. Alle generazioni future doveva essere consentito di osservare con meraviglia la mancanza di immaginazione e la rigida correttezza che avevano caratterizzato i loro antenati, anche in vacanza.

Il vialetto terminava con un piccolo cerchio davanti alla casa, destinato in origine ai veicoli trainati da cavalli; e anche se la ghiaia era libera da erbacce e veniva regolarmente rastrellata, evidentemente nessuno dei North aveva osato sfidare la storia del passato per renderlo meno disagevole per la propria auto. Jupiter si chiese quanto tempo avesse passato negli ultimi dieci anni a percorrere i vialetti delle case delle vacanze senza rovinare il prato.

Si ferm dietro l'auto dell'ispettore e guard la casa antidiluviana che incombeva su di lui. Era ancora assorbito da quell'orrore quando not che le persone nell'auto dell'ispettore erano scese e lo fissavano.

Ricambi lo sguardo e not con piacere che l'occhiata di riconoscimento da parte di Mrs North era stata solo momentanea. Finalmente Watkins parl con gli altri e si fece avanti.

"Be', eccomi qui", disse Jupiter.

"Lo vedo", rispose il procuratore. "Temo di non poterle permettere di accodarsi in questo modo, Mr Jones. Questo  un caso di omicidio, e dubito che i North vogliano che dei detective dilettanti mettano il naso in casa loro".

"Pu sempre nominarmi suo assistente e garantirmi un profilo professionale", sugger Jupiter.

Watkins non sorrise.

"Ascolti", aggiunse Jupiter, "ha pensato di guardare nell'auto di North per vedere se c' qualcosa che lui voleva recuperare? Ha pensato di controllare se Brown  andato veramente a vomitare l fuori la notte scorsa? Ha...".

"Santo cielo", disse Watkins disgustato.

Ma Jupiter era sicuro che non avesse pensato a nessuna delle due cose. "Continuano a venirmi delle idee", spieg.

"D'accordo", rispose Watkins senza entusiasmo, "visto che  arrivato fin qui la far entrare, ma la prego di restare in silenzio".

Jupiter si fece avanti e Watkins li present a Mrs North.

"Mrs North, questo  Mr Jones. Lui ... uno dei miei assistenti".

Jupiter chin il capo, e lei rispose con un cenno, ma senza sorridere. Aveva aggrottato appena la fronte, e lui apprezz l'incertezza che l'aveva colta. Raramente gli assistenti dei procuratori distrettuali facevano una soffiata ai sospettati per informarli dell'arrivo dei loro superiori.

Cartwright la prese sottobraccio con un gesto protettivo ed entrarono in casa. Lei li condusse in un grande soggiorno umido e arredato a casaccio. Sedie di canna d'India erano sistemate attorno a elaborati tavoli vittoriani, un folto tappeto persiano aveva stuoie di paglia ai suoi lati, e degli acquerelli di canali veneziani si spartivano le pareti con un'ampia documentazione fotografica delle barche a vela dei North, passate e presenti. Jupiter pens che quello non era il genere di stanza dove avrebbe prosperato una sfrenata allegria. Nonostante le contraddizioni nell'arredamento, quella stanza era un gradevole salotto.

Watkins disse: "Come sa, Mrs North, lei  libera di discutere di tutto ci che desidera con Mr Cartwright prima di rispondere alle mie domande. Posso solo ribadire che cos facendo la sua testimonianza successiva dovr essere considerata alla luce di questo colloquio con il suo avvocato".

"Ne abbiamo gi parlato", disse Cartwright con impazienza. "Ann, c' un'altra stanza dove possiamo parlare?".

Lei annu e uscirono.

"Vado a vedere cosa posso scoprire sul quell'auto", disse l'ispettore Morse, e li segu nell'ingresso.

Jupiter guardava un'esibizione di foto di famiglia sistemate a falange sul piano a coda. Ce n'era una di

North con il berretto da diportista, che succhiava una pipa con l'aria preoccupata per il vento e per il tempo. Sembrava sicuro di s, ma Jupiter esitava a trarre ulteriori conclusioni da quella foto sul carattere di North. Mrs North non era inclusa in quello spiegamento di immagini, anche se c'era una foto eseguita in studio di una bella ragazza che le assomigliava: Jupiter la esamin con l'aria di apprezzare.
Tranne che per le fotografie che lo ritraevano, Jupiter considerava le belle ragazze i soggetti pi interessanti per un obiettivo fotografico. Dubitava che i suoi gusti sarebbero cambiati dopo il matrimonio, e si scopr perfino a chiedersi se l'immagine di quella ragazza in particolare non fosse in vista da qualche parte.

"Quel Cartwright va in cerca di guai", disse Watkins, pi a se stesso che per iniziare una conversazione.

"Perch?", chiese Jupiter.

"Se lui crede di cavarsela con quei metodi incalzanti in uso a New York, si sbaglia di grosso".

Jupiter evit di osservare apertamente che fino a quel momento la condotta di Cartwright sembrava improntata alla massima correttezza. "Immagino che abbia chiesto alla signora perch ha voluto un avvocato?".

"Ancora non le ho chiesto niente. Cartwright l'ha spaventata e le ha impedito di dire qualunque cosa".

"Cosa ha detto prima che lasciaste l'hotel?".

"Niente. Ha dichiarato di essere stato assunto da Mrs North. Continua a sostenere che non vedeva North da dieci anni".

"E Mrs North?".

"Dice di non aver visto neppure lei. La conosceva ai tempi del college, e sostiene che lei lo abbia chiamato perch sapeva che faceva l'avvocato e pensava che fosse andato alla riunione del decennale".

Possibile, pens Jupiter, ma non del tutto probabile.

"Crede che abbia ucciso suo marito?", chiese.

"Non si pu dire che sia distrutta per la perdita", rispose Watkins.

Anche Jupiter lo aveva notato e forn la sua spiegazione. "Lo shock per un evento del genere pu durare per un po' di tempo. Non si  in grado di percepire immediatamente un lutto".

"Ah, e cos lei  anche uno psicologo?", chiese Watkins ma non in tono sarcastico.

"Certo. Ma che mi dice del dottore che ha dato la notizia alla famiglia? Lui potrebbe dire se la moglie  stata colta di sorpresa".

"Lo vedr questo pomeriggio all'hotel", rispose il procuratore. Il suo tono indicava che c'erano alcune cose a cui era in grado di pensare autonomamente, e Jupiter si astenne dall'offrire altri suggerimenti.

Ripens al problema della presenza di Brown all'Howard Johnson, e si chiedeva se dovesse parlarne quando ritornarono Mrs North e Cartwright. La brevit del loro colloquio poteva significare qualcosa oppure niente. Ci che contava era che Mrs North lo aveva ritenuto necessario.

Mrs North si sedette sul bordo di una delle sedie di canna d'India, e dal suo viso Jupiter cap che era pronta per sottoporsi a una dura prova.

"Mi dispiace, Mrs North, che sia necessario svolgere questa indagine", disse Watkins con gentilezza.
Chiaramente era intenzionato a fingere che il colloquio appena svolto non fosse di grande importanza.
"Sono spiacente di disturbarla in un momento come questo, ma ci sono alcune domande che devo farle subito".

"S, capisco", rispose lei tranquillamente.

"Prima di tutto, le viene in mente una qualunque ragione per cui qualcuno possa aver voluto uccidere suo marito?".

"No, assolutamente nessuna".

"Ma lei dichiara di aver chiamato Mr Cartwright perch voleva parlare con un avvocato. Perch?".

Alz gli occhi a guardare Jupiter, e lui aveva notato che Cartwright lo aveva osservato dubbioso fin da quando era rientrato nella stanza. Be', pens, lei gli ha parlato di me.

"In verit non sapevo cosa volevo che facesse. Non avevo sentito nessun particolare su quello... che era successo a mio marito, e volevo parlare con qualcuno che sapesse qualcosa di pi".

Jupiter pens che quella risposta poteva essere stata preparata dall'avvocato.

"E ha pensato che fosse meglio incontrarlo da qualche parte?".

"Sono stato io a proporglielo", intervenne Cartwright. "Francamente, non ci tenevo proprio a figurare

in questo caso".

"Se  cos", disse Watkins, "mi sorprende che abbia fatto tanto per vedere Mrs North da sola".

"Verissimo", ammise Cartwright. "Ma non dimentichi che Mrs North mi aveva telefonato. Io le avevo detto che non potevo parlare con lei, a meno che non mi assumesse come suo avvocato. Ha risposto che era d'accordo e io ho acconsentito a vederla. In quella posizione era mio dovere fare tutto quello che potevo per proteggere i suoi interessi. Appena ho parlato con lei poco fa, mi sono reso conto che voleva solo qualche informazione pi dettagliata sulla morte di suo marito. Insomma non avevo nessun motivo per vederla da sola".

Watkins replic: "Mrs North avrebbe potuto spiegarcelo di persona, non le pare?".

"No", rispose Cartwright. "Le avevo gi detto di non rispondere a nessuna domanda finch non avesse parlato con me".

Jupiter aveva sentito dire che le indagini condotte dal procuratore Dewey facevano spesso uso di qualche bizzarro raggiro legale, e in effetti Cartwright sembrava piuttosto adatto allo scopo.

"Per il momento possiamo sorvolare su questo aspetto", disse Watkins. "Quando ha visto per l'ultima volta suo marito, Mrs North?".

"Ieri mattina:  partito per Syonsett intorno alle dieci".

"Era... di buon umore?".

Accidenti, pens Jupiter, questo Watkins sa come usare le parole.

"S".

"Aveva progettato di passare la notte in albergo?".

"S. Syonsett dista solo venti miglia da qui, ma immaginava che avrebbe bevuto e cos aveva preferito non mettersi in macchina subito dopo".

"Capisco", disse Watkins. "Lei  rimasta in casa tutta la sera, Mrs North?".

"S, sono andata a letto intorno alle dieci".

"Bene". Watkins esamin il soffitto, poi tir fuori la busta ed estrasse l'amuleto. "Ha idea di cosa sia, Mrs North?".

Glielo avvicin e lei lo guard parecchi secondi prima di rispondere: "No, non l'ho mai visto".

"Grazie", disse Watkins e rimise l'amuleto nella busta senza commenti. Avevo ragione, pens Jupiter,  un attore. "Ho saputo che la madre di Mr North  qui. Pensa che potrei vederla?".

"S, certo. Credo che sia di sopra, a letto. Devo portarla qui?".

"Sarebbe molto gentile". Watkins aspett che si alzasse, poi aggiunse: "Immagino che lei vada perfettamente d'accordo con sua suocera, vero, Mrs North?".

Lei si ferm di botto e quando si volt sul suo viso c'era meno colore di prima.

"Questa domanda  proprio necessaria?", si affrett a dire Cartwright.

"Credo di s, Mr Cartwright", rispose Watkins. "Cerco di stabilire quale fosse la natura dei rapporti all'interno del nucleo familiare".

"Posso affermare di andare perfettamente d'accordo con mia suocera", disse Mrs North sommessamente.

"Di solito ascolta di nascosto le sue telefonate?".

La donna si morse il labbro. "Non ne ho idea". Poi, silenziosamente e senza mutare espressione, si mise a piangere.

Jupiter sent il pressante desiderio di sferrare un pugno a Watkins. Era lo stesso istinto di protezione che aveva provato nei confronti di quella donna poco prima; e sebbene si rendesse conto che il procuratore stava facendo pi o meno il proprio dovere, quella sensazione restava immutata. Cartwright accompagn Mrs North fino alla porta, poi torn guardando in cagnesco Watkins.

"Mi dispiace", disse il procuratore, e Jupiter dovette riconoscere che sembrava sincero.

"Lo credo bene", si limit a dire Cartwright.

Morse ritorn e Watkins, ben lieto di avere l'opportunit per cambiare argomento, port l'ispettore in un angolo. Cartwright tir fuori un pacchetto di sigarette e lo porse a Jupiter.

"Grazie", disse Jupiter prendendone una.

Cartwright accese un fiammifero e disse: "Non mi  del tutto chiara la sua posizione in questa faccenda, Jones".

"Neppure a me".

Cartwright indic con un gesto della spalla gli uomini nell'angolo. "Lavora con loro?".

"In un certo senso".

Non voleva essere enigmatico. Ben presto avrebbe dovuto decidere la sua posizione, ma al momento non aveva idea di quale sarebbe stata la sua scelta.

"Magari potr darmi un passaggio fino all'albergo quando ce ne andiamo di qui", azzard Cartwright.

"Con piacere", rispose Jupiter.

"Buon pomeriggio, signori".

Si voltarono insieme e videro sulla soglia Mrs North senior. Aveva parlato sommessamente, ma il tono freddo e autoritario della sua voce mostrava chiaramente che solo le necessit e la sua buona educazione le avrebbero consentito di tollerare quel colloquio.

Watkins si fece avanti per presentarsi e automaticamente Jupiter and a spegnere la sigaretta in un posacenere. Quella reazione insolita lo sorprese leggermente, ma poi not che Cartwright aveva fatto la stessa cosa. Si rese conto che quel gesto era stato un palese omaggio all'abilit di Mrs North di dominare una situazione. Si avvicin diritta a una sedia e si accomod, mentre Watkins borbottava altre presentazioni.

"Non la tratterremo a lungo, Mrs North. Ci sono solo un paio di domande". Watkins toss, palesemente a disagio, e disse: "Prima di tutto,  in grado di pensare a un motivo per quanto  accaduto?".

"Cosa intende?".

"Sa di qualcuno che potrebbe avere avuto un motivo per uccidere suo figlio?".

"Certo che no". Aveva parlato come se quell'idea fosse totalmente assurda.

"Di recente era agitato o preoccupato per qualcosa?".

"Assolutamente no". Poi aggiunse: "Lo avrei saputo".

S, pens Jupiter, oserei dire che l'avrebbe saputo.

"Le viene in mente qualcuno che potrebbe trarre un beneficio economico dalla sua morte?".

Mrs North mostr il disappunto con cui molte persone facoltose considerano l'interesse degli estranei per le loro questioni finanziarie.

"Il denaro di Sherman  in amministrazione fiduciaria. Passer direttamente a mio nipote".

"Capisco", disse Watkins.

Jupiter non invidiava il procuratore. Interrogare i parenti di una vittima era un'impresa molto difficile, ma evidentemente Mrs North non si era resa conto o non era disposta ad ammettere che qualcuno potesse avere avuto una ragione per uccidere suo figlio.

"Oltre ai domestici e a sua nuora, c' qualcun altro in famiglia?".

"No. Tranne, naturalmente, mio nipote".

"Lei non ha altri figli?".

La sua espressione cedette per un istante. "No".

Watkins incalz: "Allora lei e sua nuora eravate sole in casa ieri sera?".

"S", rispose. "La sorella di mia nuora era venuta per cena, ma se n' andata intorno alle nove per fare ritorno in citt".

Jupiter, che gi prestava attenzione, rizz le orecchie.

"Intende dire che  tornata a Boston, Mrs North?".

"Certo", rispose, sollevando le sopracciglia. "Ha un appartamento a Boston".

"E se n' andata alle nove?".

"Non ricordo il momento preciso, Mr Watkins, ma direi che erano circa le nove".

" stata informata della... tragedia?".

"Certo. Mia nuora le ha telefonato immediatamente dopo l'arrivo del dottor Hooper".

Watkins si pass una mano su un lato della testa e fece alcuni passi sul tappeto. "E ora parliamo della conversazione telefonica che lei ha captato proprio prima di chiamarmi. Che cosa l'ha indotta a origliare?".

"Be'", inizi, poi si interruppe brevemente. "Non lo definirei origliare, come dice lei. Ho sentito che Ann chiamava l'hotel di Syonsett, e ho sollevato il ricevitore al piano di sopra per evitarle il disturbo di venire a riferirmi".

"S, certo", disse Watkins. "Aveva idea del perch sua nuora chiamasse l'albergo?".

"No".

"Ha parlato al telefono per farle sapere che era in linea?".

"Be', no, io...". Si interruppe di nuovo e comparve un tocco di rosso su entrambe le sue guance. "In effetti non so perch l'ho fatto, Mr Watkins. Questo... tutto questo  stato uno shock terribile per me".

"Me ne rendo conto, Mrs North", disse Watkins delicatamente. "Sua nuora  salita da lei prima di uscire?".

"No, se n' andata subito dopo aver telefonato".

"E perch lei ha chiamato me all'albergo?".

"Be', pensavo... Oh, veramente non so quello che pensavo... Non ero pi io e mi era sembrato strano che Ann avesse dato un appuntamento a un uomo... Oh, non so".

Fece uno sforzo per riprendersi e Watkins, dopo la sua esperienza con Mrs North, pi giovane, prese per buona o si accontent di quella spiegazione.

"Posso capire", disse. "C' ancora una cosa, e detesto parlarne, ma ritengo sia necessario che io la sappia: quello di suo figlio e sua nuora era un matrimonio felice? C'erano mai stati dei contrasti?".

Evidentemente la domanda le era stata meno sgradevole di quella sul denaro, perch rispose immediatamente. "No, nessun contrasto. Sherman le era affezionato e lei... per quanto ne so era affezionata a lui".

"Molte grazie", disse Watkins bruscamente. "Mi dispiace di averla disturbata".

Lei si affrett ad alzarsi e fece il gesto di accompagnarli alla porta.

"Se non ha niente in contrario", aggiunse Watkins, "devo fare ancora qualche domanda di routine.
Vorrei interrogare i domestici. Ma non disturberemo pi lei".

Mrs North usc e Watkins tir fuori la pipa. "Be',  fatta", disse a nessuno in particolare. Il suo sollievo per aver concluso quel colloquio era quasi comicamente palese.

Sia Jupiter che Cartwright accesero una sigaretta e l'ispettore Morse spar nell'ingresso per una qualche missione segreta.

Fin da quando erano arrivati Jupiter si chiedeva se avrebbe avuto occasione di vedere Ann North da sola, e aveva appena escogitato un metodo che poteva funzionare. "Penso che intenda procurarsi un paio di scarpe di Mrs North per confrontarle con le impronte di piedi sul campo da golf", disse al procuratore distrettuale.

"Sar meglio", ammise Watkins.

"Vado a cercarle io? Devo pure fare qualcosa per giustificare la mia presenza".

"Mander uno dei domestici", rispose Watkins, indaffarato con la sua pipa.

"Si fida molto", osserv Jupiter.

Watkins spense il fiammifero e guard Jupiter. "D'accordo. Vada a prenderle lei, se vuole".

Jupiter si trov nell'atrio prima di riflettere su come Watkins poteva aver preso la sua osservazione sul fatto di fidarsi. Lui aveva inteso che bisognava essere molto fiduciosi nel prossimo per dare a un domestico l'opportunit di portare un paio di scarpe che non appartenevano a Mrs

North, ma ora si chiedeva se il procuratore aveva esitato a fidarsi di lui.

"Questo succede quando si ha la coscienza sporca", borbott salendo le scale.

Su entrambi i lati del corridoio al secondo piano c'era una fila di porte: due erano aperte. Guard dentro la prima e vide che era la camera da letto di un bambino con un mucchio di giocattoli in un angolo. La seconda stanza conteneva un letto singolo; Ann era seduta accanto a una finestra aperta.
Jupiter picchi leggermente sul muro e lei si guard attorno senza trasalire.

"S?".

"Mr Watkins vorrebbe dare un'occhiata a un paio delle sue scarpe". Lei aggrott la fronte, e lui si affrett a spiegare: "Si tratta di un controllo per essere sicuri che lei non era sul campo da golf ieri sera".

"Entri, la prego", disse la donna con calma, e palesemente, pens Jupiter, non particolarmente perplessa. "Non capisco perch lei...".

Si interruppe, e lui intervenne: "Non c' tempo per spiegare, anche se sarei in grado di farlo. Le ho parlato al ristorante perch lei aveva l'aria smarrita e, be', innocente. Ancora non so bene perch l'ho fatto".

"Ma lei non  un poliziotto?".

Jupiter scosse il capo. "Questa  un'altra lunga storia. Posso solo dirle che al momento sto cercando di

scoprire chi ha ucciso suo marito. Se ci riuscir, dovr decidere come comportarmi. Meglio se mi d quelle scarpe. Un paio con il tacco alto".

Lei si avvicin a un armadio e ne scelse un paio a caso. Gliele porse e disse: "Credo che lei dica la verit. Grazie per quello che ha fatto".

Jupiter si sarebbe sposato il giorno dopo, ma era pur sempre un uomo e fu compiaciuto per quelle parole. "La gente cerca sempre di occuparsi di lei?".

"Non lo so proprio".

Lui prese le scarpe. "Lei non era su quel campo da golf ieri sera, vero?".

"No, non c'ero, ma...". Si interruppe e distolse lo sguardo. "Immagino che potr scoprirlo da queste scarpe".

"Come?".

Torn a guardarlo bruscamente, e con l'aria spaventata. "Non le vorreste se non aveste il modo per scoprirlo, vero?".

"No". Si chiese perch avesse dovuto fare il furbo. Ora doveva sapere se lei era al corrente di quelle impronte. "Cartwright glielo ha detto?".

"Che cosa?". Lei stava cercando di tenere la guardia alta, e improvvisamente Jupiter si vergogn di se stesso.

"Senta, Ann, sono capitato in questa storia per errore. Non so se ora posso uscirne oppure no. Ma voglio che sappia che sono dalla sua parte se ha bisogno di me".

Lei non rispose e lui si accingeva ad andarsene quando sent uno scalpiccio alle sue spalle. Un ragazzino con il costume da bagno fradicio si ferm sulla soglia e disse: "Oh".

"Entra, tesoro", disse Ann sommessamente, e il ragazzino avanz timidamente. Lei guard Jupiter e disse: "Tutto a posto. Grazie".

"Certo", rispose Jupiter e usc dalla porta.

Al piano di sotto consegn le scarpe a Watkins. "Eccole", disse. Poi aggiunse, tra s: "E adesso, amico, ciascuno per s".

10

"Se io mi sposassi domani", disse Cartwright, "sarei cos nervoso da non essere in grado di pensare ad altro".

"Non  cos", rispose Jupiter. "Se si arriva fino a questo punto, si  contenti di avere qualcos'altro a cui pensare. Ma forse domani sar nervoso".

"Io lo sarei gi ora".

Avevano lasciato la casa dei North, e Watkins era stato favorevole alla proposta di Cartwright di farsi dare un passaggio da Jupiter fino all'hotel. Jupiter immaginava che il procuratore avesse colto con piacere l'occasione per discutere del caso con l'ispettore Morse in privato. Fino a quel momento Cartwright non aveva parlato dell'omicidio se non per indagare di nuovo sui motivi che spingevano Jupiter a occuparsi della faccenda. Lui, che aveva poche domande da rivolgere all'avvocato, si era limitato a riferire della telefonata di Rice e del proprio interesse puramente da dilettante nei confronti del crimine.

"Pensa di continuare a investigare anche dopo che Rice sar stato scagionato?", chiese Cartwright.

"Dipende".

"Da cosa?".

"Be', per prima cosa", rispose Jupiter, lanciando un'occhiata di traverso all'avvocato, "dipende dal motivo per cui ha voluto farsi dare un passaggio da me".

Cartwright sorrise. "Tanto vale essere sinceri, vero?".

"Si risparmia tempo".

"Ann mi ha detto che lei era all'Howard Johnson e le ha parlato. Mi sono chiesto perch".

"Quando ero nella sua stanza, poco fa, le ho detto che lo avevo fatto perch aveva l'aria smarrita e innocente. In fin dei conti  proprio cos".

"Santo cielo", comment Cartwright sommessamente, poi rise. "Sa,  proprio la stessa ragione per cui volevo vedere Ann e per cui ho tenuto fuori Watkins finch mi  stato possibile".

Jupiter imbocc la statale per Syonsett. "Credevo che non la vedesse da dieci anni".

"In effetti  cos. Non vedevo nessuno dei due da dieci anni. Ma al college la frequentavo molto. Lei, be', non  certo il genere di ragazza che vorresti vedere indagata dalla polizia in un caso di omicidio...
innocente o colpevole che sia".

"Pensa che ci siano dubbi in proposito?".

"Sono sicuro che non ha sparato a suo marito".

"Ma crede che potrebbe sapere chi lo ha fatto?".

"No, neppure questo". Dopo qualche istante di riflessione, Cartwright aggiunse con foga: "Pensavo a quella vecchia strega che origliava al telefono".

Jupiter scopr con piacere che l'analisi di Cartwright sul carattere di Mrs North non era diversa dalla sua. "Com'era North al college?".

"Un tipo a posto".

"Non era come sua madre?".

"Forse un po'. Non si pu mai sapere come potr evolversi un uomo".

"Verit sacrosanta", conferm Jupiter.

"Immagino che si possa, lavorando coscienziosamente sul problema a tempo debito", ammise l'avvocato. "Ma North era una di quelle persone che dai per scontate. Te lo trovavi sempre attorno, e quando si ubriacava lo faceva in modo garbato. Sa cosa intendo".

"Certo". A Jupiter incominciava a piacere Cartwright. Riscontrava con piacere che in lui non c'era traccia della boria tipica dell'avvocato di Harvard socialmente corretto. "Immagino che avr notato l'assoluta mancanza di un qualsiasi movente fino a questo momento".

"Ha ragione, sembra proprio che non ce ne siano".

"Ovviamente non abbiamo scoperto niente sulla vita di North al di fuori della cerchia familiare. Ho visto nel Report che aveva qualcosa a che fare con il mercato immobiliare. Lei pensa che abbia truffato qualcuno?".

"Abbiamo controllato", disse Cartwright.

"O forse c' di mezzo una signora".

"Abbiamo verificato anche questo, ma dubito che Sherm fosse il tipo da impelagarsi in questo genere di cose".

Tutto questo, pens Jupiter, non chiarisce affatto il motivo per cui Harlan Brown era appostato presso la porta del ristorante. Si era aspettato che Cartwright dicesse qualcosa su Brown; anzi, aveva persino creduto che la richiesta di un passaggio fosse un pretesto per discutere di Brown. Doveva essere cos, perch, da qualunque punto di vista si esaminasse la faccenda, c'era un solo modo per cui Brown sapeva che Ann North sarebbe stata in quel ristorante in quel preciso momento: glielo aveva detto Cartwright.

Continuarono il viaggio senza parlare. Jupiter cercava di pensare a un modo ingegnoso per introdurre nella conversazione il nome di Brown, ma desistette. Se voleva ottenere qualcosa, doveva essere diretto.

"Perch Brown era andato a cercare Mrs North al ristorante?".

Jupiter, un convinto sostenitore dell'importanza di leggere le espressioni del viso per comprendere le emozioni di una persona, si era voltato a guardare Cartwright mentre formulava la sua domanda.

Tuttavia rimase deluso. L'avvocato sorrise.

"Mi stavo giusto chiedendo se ci fosse andato. Ann non l'ha visto. Cos' successo?".

"Devo dedurre che lei si aspettasse questa domanda", osserv Jupiter.

"Mi ero chiesto cosa fosse successo a Brown. Lo avevo mandato da Ann nel caso in cui io fossi stato trattenuto in albergo".

"Perch?".

Cartwright scosse il capo. "Non vorrei proprio avere uno come lei alle calcagna, non se la cava per niente male! Va bene, le dir cosa  accaduto. Quando Ann mi telefon in albergo, io stavo andando da Watkins. Non sapevo per quanto tempo mi avrebbe trattenuto, o se la polizia si sarebbe mossa subito per andare a casa dei North. Ann mi era sembrata nervosa, e io volevo fare tutto quello che potevo per lei. L'ho gi spiegato. Brown ne sapeva quanto me sull'omicidio, ne avevamo parlato a pranzo, a dire il vero per tutta la mattina. Anche lui conosceva Ann sin dai tempi del college. Sapevo che avrebbe fatto qualunque cosa per aiutarla. Mi ha preceduto al ristorante, e io li avrei raggiunti appena possibile. Ma, come ha visto, non ce l'ho fatta".

"Che cosa avrebbe dovuto fare Brown se lei non fosse arrivato?".

"Scoprire cosa voleva Ann e darle dei consigli se necessario".

"Sta dicendo che Mrs North avrebbe dovuto ricevere una consulenza legale da un attore?".

Cartwright se ne usc in una breve risata. "Brown era a portata di mano, tutto qui. Per questa ragione l'ho mandato da lei".

"Ha intenzione di parlare di Brown con Watkins?", chiese Jupiter.

"Niente affatto", rispose l'avvocato con determinazione. "Esiste una cosa chiamata favoreggiamento.
Se dovesse risultare che Ann ha sparato a suo marito, Brown potrebbe essere ritenuto un complice. In effetti, anche lei".

"Ci ho pensato", ammise Jupiter. "E credo che sia venuto in mente anche a Brown. Si  indubbiamente eclissato quando ha visto arrivare Watkins".

"Ovviamente, ora che sappiamo cosa voleva Ann da me, non avrebbe avuto molta importanza se Watkins lo avesse visto. Comunque non c' motivo di complicare le cose".

"Santo cielo, no", rispose Jupiter, pensando che al momento le cose erano gi abbastanza complicate.
Decise di credere alla versione di Cartwright. Ancora non c'era ragione di dubitarne, e oltre tutto sembrava logica. Di sicuro pi logica della spiegazione fornita da Ann del suo immediato interesse per ulteriori dettagli sulla morte del marito. Cartwright e Brown si erano comportati da amici. Ann si era dimostrata non colpevole di quel delitto, e forse ne era persino all'oscuro.

"E che mi dice di O'Neill?", chiese Jupiter per rompere il silenzio.

"O'Neill?".

"S, il veterano di guerra. Ieri notte era sul campo da golf con Matthews".

Cartwright sembr mostrare interesse per l'argomento. "Perch mi chiede di O'Neill?".

"Crede che potrebbe esserci un legame?".

"Con North? Ne dubito. O'Neill  stato in Europa per la maggior parte degli ultimi dieci anni, credo.
Matthews vive nel Wyoming".

"O'Neill ha ricevuto una telefonata da una ragazza ieri sera poco dopo la mezzanotte, e di nuovo questa mattina. Sul campo da golf c'erano delle impronte di scarpe femminili. Immagino che lo sappia".

"Sapevo delle impronte. Non ero a conoscenza delle telefonate. Crede che O'Neill e Matthews avrebbero annunciato che andavano a fare una partita a golf nel cuore della notte se avessero progettato di uccidere North proprio l?".

"Sembra improbabile", ammise Jupiter, "ma O'Neill non ha voluto dire a Watkins il nome della ragazza che gli ha telefonato. La sua storia  sembrata un po' romanzesca. Lei ha conosciuto la sorella di Ann al college? Quella che ha cenato in casa North ieri sera?".

Gli era appena balenato alla mente un possibile legame tra O'Neill e la sorella di Ann. Probabilmente era inverosimile, ma in quel momento qualunque idea meritava di essere presa in considerazione.

"Ora ricordo che Ann aveva una sorella. Doveva avere dodici o tredici anni quando eravamo tutti al college. Non immagino come possa aver chiamato O'Neill".

"Neppure io", disse Jupiter. "Comunque penso che Watkins far eseguire dei controlli sulla sorella".

"S, direi di s", rispose Cartwright.

Segu un altro silenzio, durante il quale passarono davanti al ristorante dell'Howard Johnson.
Entrambi ci fecero caso, ma nessuno dei due comment. Jupiter comprese che quell'argomento era momentaneamente esaurito.

"Ha detto che insegna a Harvard", disse Cartwright.

"Le piace?".

"Le ore passano piacevolmente, e a me non dispiace sentirmi parlare".

Cartwright rise. Jupiter era ben contento di lasciar cadere per un attimo l'argomento dell'omicidio; gli sembrava del tutto inutile teorizzare sulle scarse prove di cui disponeva fino a quel momento.

"Non arde dal desiderio impellente di trasmettere sapere ai suoi giovani studenti?".

"In questo particolare momento della storia", spieg Jupiter, "mi vengono alla mente ben pochi argomenti meno importanti della conoscenza degli Antichi Maestri per arricchire il bagaglio culturale dei giovani".

"Perch lo fa?".

"Bella domanda. Be', prima di tutto perch mi d di che vivere, come dico sempre, e poi non riesco a

pensare a molto altro da fare. Incidentalmente, sono il terzultimo nella lista di arruolamento del

distretto di Cambridge".

"Potrebbe sempre arruolarsi".

"S", ammise Jupiter, "potrei sempre arruolarmi".

"Ma non lo farebbe se dovesse sposarsi domani", concluse l'avvocato. "Come va la facolt in questo momento? Sempre aggregata a Conant?".

"Il tam-tam  forte, pr e contro, ma soprattutto pr come sicuramente sapr. Io ho cercato di attenenti nelle mie lezioni agli argomenti per cui sono stato assunto. Un'impresa, potrei aggiungere, insolita a Harvard come scrivere un libro senza usare la lettera "e"".

"Mi pare quasi di sentirli alla facolt di giurisprudenza. Si credono tutti dei grandi esperti", disse Cartwright ridacchiando.

" molto piacevole conoscere qualcuno che non lo ".

"Ho rinunciato dopo la legge sugli affitti e prestiti".

"Era un disegno di legge eccellente, vero?", osserv Jupiter. "Ma forse mi prende in giro. Ho letto nel Report che lei aveva un suo disegno di legge".

"Ce l'ho ancora", rispose Cartwright con una certa amarezza, "e sembra che io possa conservarlo".

Durante il resto del viaggio Jupiter ascolt il resoconto dell'avvocato sulle difficolt connesse al passaggio della legge sulla riforma del codice penale nello stato di New York. Apprese molte cose che gi sospettava, e concluse che Cartwright aveva perso quasi tutto il fervore che aveva ispirato il suo disegno di legge. Se quell'uomo non era ancora un cinico, era sulla strada giusta per diventarlo.

Jupiter ferm l'auto all'imbocco del vialetto che conduceva all'hotel. "Vado un attimo al campo di golf".

"A scavare?", chiese Cartwright scendendo.

Jupiter annu. "Vado a dare un paio di vangate".

"Buona fortuna e grazie. A dopo".

Non si notavano molti segni di un'attivit investigativa nei dintorni del club. Alcuni laureati di Harvard facevano ruotare pigramente le mazze dietro il primo tee, mentre sul putting green sei di loro erano impegnati in una partita triste ma a quanto pareva interessante dal punto di vista finanziario.
Parecchi caddy disoccupati si lanciavano una palla da baseball accanto alla loro casa.

Jupiter giocava a golf circa tre volte all'anno. Non aveva niente contro quello sport, semplicemente si rendeva conto che per essere bravi bisogna praticarlo con regolarit: lui preferiva concentrarsi sul tennis. Ma quando giocava a golf, invariabilmente si convinceva che, con un mese di pratica costante e alcune lezioni da un professionista competente, avrebbe potuto agevolmente piazzarsi in modo pi che decoroso. Sapeva che non sarebbe mai arrivato a verificare questa teoria, che tuttavia gli dava un senso di superiorit sui molti incompetenti che incontrava sui campi da golf. Questa sensazione persisteva anche se era consapevole che anche loro erano dei sognatori. "Tutti i golfisti", aveva dichiarato una volta, "piazzano i loro colpi migliori a letto".

Si avvicin ai caddy e chiese a uno di loro se fosse nei paraggi uno dei due aggregati ai giocatori che avevano scoperto il corpo di North.

"S", rispose il ragazzo, e chiam uno di quelli che giocavano con lui.

Il caddy si avvicin e Jupiter gli chiese se era stato con i golfisti della prima partita.

Il ragazzo annu. "Ero con Johnny O'Hara. Lui  fuori anche adesso. Io sono Bob Newman".

"C'era gi stato qualcuno sul campo prima della vostra partita?".

"No. I primi siamo stati noi".

"Hai raccolto qualche pallina nel primo fairway?".

"Se ho raccolto delle palline?". Il caddy si gratt la testa. "Cosa vuol dire?".

"Tu o Johnny avete trovato delle palline nel primo fairway?".

"Palline perse?".

"S", rispose Jupiter con pazienza, " questo che intendo".

Il ragazzo s'insospett improvvisamente. "Perch vuole saperlo?".

"Va tutto bene. Se ne avete trovate potete tenervele. Cerco solo di scoprire se ce n'erano".

"No, non abbiamo trovato nessuna pallina".

"Grazie, figliolo".

Be', pens Jupiter, questo potrebbe significare qualcosa oppure niente. O'Neill ha detto che lui e Matthews hanno tentato di giocare a golf ma hanno desistito dopo aver perso una mezza dozzina di palline nel primo fairway. Il fatto che nella prima partita del mattino non si sia trovata nessuna pallina non significava necessariamente che O'Neill avesse mentito. Nell'incontro successivo avrebbero potuto trovarne, o forse i tiri avrebbero mancato del tutto il fairway. Inoltre O'Neill e Matthews non sarebbero rimasti nel primo tee e non avrebbero tirato tre palline ciascuno. Ne avrebbero colpita una, poi sarebbero andati a cercarla. Non trovandola, sarebbero passati al colpo successivo prendendone un'altra. Non avendo trovato neppure quella, probabilmente avevano rinunciato. Mezza dozzina era un modo di dire, e poteva significare anche quattro palline perse, a una lunga distanza l'una dall'altra lungo il fairway. Comunque era meglio chiarire quella faccenda con O'Neill.

Il caddy era tornato alla sua partita di pallone, e Jupiter chiese a un altro ragazzo dove incominciavano le famose impronte di piedi che conducevano all'undicesimo tee.

"Proprio l, vicino all'emporio", rispose, indicando col dito. "Si possono seguire facilmente dall'inizio alla fine".

Jupiter avanz nel campo da golf e rintracci le orme, perfettamente visibili, in un fairway poco distante. Chiunque fosse la ragazza, non aveva scelto la via pi diretta. Le sue impronte percorrevano il margine di un fairway, attraversavano un tratto di rough e di pini bassi e sbucavano su un altro fairway.
Jupiter prosegu per mezzo miglio, perdendo di tanto in tanto le tracce, ma ritrovandole quasi immediatamente nell'erba rasata del campo. Alcuni gruppi di golfisti lo avevano guardato stupiti, ma evidentemente lo avevano identificato come un altro poliziotto e si erano astenuti dal fare commenti.
Che cosa ci facesse quella ragazza su un campo da golf nel cuore della notte non era il solo problema su cui non aveva la bench minima idea. Prosegu, sentendosi uno sciocco e immaginando molte folli possibilit per spiegare quelle impronte. Quando si scopr a contemplare la possibilit che un uomo avesse indossato delle scarpe da donna per lasciare quelle impronte, decise di lasciar perdere immediatamente.

A quel punto not un tratto di terreno sotto un albero dove le impronte si mescolavano.
Apparentemente la ragazza si era fermata l per un po', perch le orme si erano ammassate. Jupiter sollev lo sguardo e vide la collinetta dove era stato scoperto il corpo di North. La ragazza doveva essersi fermata per aspettare qualcosa, ma cosa? Un segno da parte di North? Da l si sarebbero potuti vedere chiaramente i fari della sua auto mentre percorreva la strada sterrata, ma perch lei avrebbe dovuto aspettare se doveva incontrarsi con lui?

"Ci rinuncio", disse, e ripart in direzione del club.

Prese l'auto e ritorn al parcheggio dell'hotel. Dentro Mr Stevens era ancora in servizio, e Jupiter gli chiese come andavano le cose.

"Sono venuti i reporter", rispose il direttore con aria tetra. "Se almeno si mantenessero calmi... ma temo di no. Ho saputo di alberghi rovinati da una semplice scazzottata nella hall".

"Dev'essere dura per lei", ammise Jupiter, "ma non dimentichi che era un uomo di Harvard quello che hanno ucciso. Questo conferisce comunque un certo stile a tutta la vicenda".

Mr Stevens si rallegr visibilmente. Evidentemente non aveva considerato quell'aspetto.

"Per inciso", disse ancora Jupiter, "le dispiace darmi il numero della stanza di Harlan Brown?".

Stevens cerc il numero, e Jupiter lo ringrazi prima di allontanarsi. La stanza di Brown era a piano terra, nell'ala sinistra dell'hotel. Jupiter pass davanti alla stanza e usc dalla porta in fondo al corridoio.
Alcuni scalini conducevano a un ampio tratto di prato. Cerc di immaginare quale posto l'attore avesse scelto per il suo intento ma rinunci. Fece un giro circolare attorno al prato, guardando attentamente l'erba.

"Alcuni aspetti di questo lavoro da detective sono tutto meno che stuzzicanti", borbott. Dopo dieci minuti di ricerche infruttuose torn dentro. Niente palline da golf sul fairway e niente tracce di colazione sul prato, pens. Be', pu bastare.

Con una deduzione del tutto elementare, localizz Betty e Rice nel bar. Erano a un tavolo con altri quattro laureati e sembrava che festeggiassero. Rice alz gli occhi e lo vide.

"Bentornato!", esclam. "Mi hanno discolpato".

Jupiter sorrise a Betty e disse: "Mi fa piacere che sia successo a qualcuno. Com' la storia?".

"Non ho preso a pugni nessuno. Solo una porta. Vieni fuori e ti faccio vedere cos' successo". Rice si

alz in piedi e prese sottobraccio Jupiter. "Un colpo da maestro, ho sfondato il pannello".

Betty si alz insieme a lui e si mise al fianco di Jupiter. "A partire da domani potr lamentarmi quando scappi via e mi lasci. Mi sei mancato".

"Anche tu. Ma sembra che io mi sia perso un sacco di cose da quando sono arrivato".

11

Erano quasi le cinque e il bar si stava affollando. Betty, Jupiter e Rice erano seduti a un tavolino d'angolo. Avevano esaminato la porta in questione, Rice aveva spiegato che il danno era stato riscontrato da un impiegato dell'albergo e che Purdy e la polizia dello stato avevano trovato dei frammenti di pelle ancora attaccati al legno fracassato. Non c'era alcun dubbio sul fatto che Rice avesse preso a pugni quella porta la sera prima. La porta dava nella lavanderia dell'hotel, e la polizia si era mostrata soddisfatta attribuendo il gesto di Rice solo a una smania distruttiva da ubriaco. Il colpevole del misfatto si era detto pronto a risarcire il danno e Mr Stevens aveva accettato la sua offerta.

Jupiter sollev il bicchiere in un brindisi silenzioso a Betty e bevve il primo sorso della giornata.
"Attribuisco un profondo senso psicologico al tuo tentativo di infrangere una porta chiusa a chiave", disse a Rice.

"Anch'io", rispose l'amico annuendo solennemente. "Indubbiamente si tratta di una lotta a livello subconscio per raggiungere la perfezione in tutto. A questo punto la qualit e la quantit del mio genio sono fuori discussione".

"Devi essere molto felice", comment Jupiter.

"Lo sono. Una simile dimostrazione di sincerit  molto rara in un artista. Credo che il prossimo inverno far un one-man-show a New York".

"Dovresti. Hai conosciuto la mia fidanzata?".

"Ho pranzato con lei", rispose Rice inchinandosi, "e mi ero chiesto chi fosse. Mi risulta, Miss Mahan, che il suo futuro marito si dedica a far luce sui crimini".

"Perch non saliamo tutti in macchina e non torniamo a Cambridge?", chiese Betty.

"Buona idea", disse Rice, poi si rivolse a Jupiter. "Cosa ne pensi, vecchio mio?".

"Credo che dovremmo parlarne. Prima di tutto c' il problema della cena di questa sera. E Cynthia?".

"Cynthia era la damigella d'onore di Betty e l'unica accompagnatrice della sposa.

"Dobbiamo andare a prenderla alle sette", rispose Betty. "Ci restano due ore per arrivare a Cambridge e vestirci".

"Cynthia  per me, vero?", chiese Rice.

Jupiter annu. "E se fosse malata?".

"Non  malata", replic Betty.

"Lo so, ma se lo fosse rischieremmo di tornare in citt per niente".

"Credo di seguire il tuo ragionamento", intervenne Rice. "Stai cercando di creare un intervento divino per il bene di tutti".

"Anch'io so quello che sta pensando", disse Betty.

"Questa cena  molto importante per te?", le chiese il suo promesso sposo.

"S. Lo abbiamo programmato da tempo e..."., "Allora andiamo", dichiar Jupiter alzandosi. "Vado a pagare i drink".

Betty gli afferr un braccio. "Non siamo obbligati ad andare, tesoro, se  pi importante restare qui".

Jupiter si rimise a sedere. "Ora vi metto al corrente dei fatti di mia conoscenza. Poi passeremo ai voti".

Parl ininterrottamente per venti minuti. Era soprattutto un tentativo di riorganizzare mentalmente gli elementi di quel caso, pi che una buona ragione per restare in hotel. L'alibi di Rice, com'era chiaro a tutti, liberava dal sospetto di ogni possibile interesse personale da parte di Jupiter nei confronti dell'omicidio. Ora poteva abbandonare il campo con la coscienza a posto e senza preoccuparsi di informare la polizia su quello che lui aveva fatto o appreso.

Mentre parlava altri laureati di Harvard erano arrivati al bar per un drink. Un improvviso afflusso di uomini, tutti eccitati e con l'abbronzatura recente. Erano i componenti della spedizione di pesca d'altura che avevano appena saputo dell'omicidio. Il vociare si faceva sempre pi forte ed eccitato. Jupiter not Brown, Blagdon e Winston in piedi al bancone del bar. O'Neill, Cartwright e Matthews non avevano fatto altro che entrare e uscire da quando lui era arrivato.

A chiusura del suo riassunto disse: "Be', questo  tutto. Io non ne ho tratto nessuna conclusione. Voi cosa ne pensate?".

"Perbacco!", esclam Betty. "Scommetto che ne sai pi tu della polizia".

"Credo di s", rispose Jupiter con molta seriet.

"Mi andrebbe un altro drink", dichiar Rice. "Potrebbe aiutarmi a prendere una decisione".

"Restiamo o andiamo?", chiese Jupiter alla fidanzata.

"Onestamente, Jupiter, non lo so".

"Neppure io".

"Forse potremmo farci un altro drink e poi decidere", propose Rice.

"D'accordo", rispose Jupiter. "Ci penso io".

Si fece strada fino al bar e ordin i drink. Mentre spettava accese una sigaretta e lasci cadere il fiammifero in un portacenere che aveva davanti. Tra i mozziconi e i fiammiferi bruciati c'erano tre semplici fiammiferi da cucina in legno, non utilizzati e spezzati nel mezzo. Mentre lui li guardava il barista prese il portacenere e lo svuot sotto il bancone. Jupiter non protest, ma fece scorrere lo sguardo sugli uomini presenti nel bar. Al momento non riconobbe nessuno. Arrivarono i drink e lui li port al loro tavolo.

Betty not la sua espressione. "Cosa c'?".

"Ho scoperto qualcosa", rispose mettendosi a sedere. Avvertiva un fremito lungo la schiena. "L'uomo che ha ucciso North ha preso un drink in questo locale negli ultimi quindici minuti".

"Mio Dio", disse Rice e allung la mano verso il bicchiere.

Jupiter spieg il fatto dei fiammiferi. "Il tizio ha il vizio di spezzare i fiammiferi, lasciandoli in giro.
Dobbiamo solo scoprire chi ha questa abitudine".

Rice si lecc le labbra e strinse gli occhi per guardarsi attorno. Betty lanci un'occhiata seria a Jupiter, scosse leggermente il capo e tese una mano.

"Dammi qualche spicciolo", disse, sforzandosi di sorridere. "Far meglio a chiamare Cynthia per dirle che  malata".

12

L'ora del cocktail, quel piacevole periodo di transizione tra le preoccupazioni della giornata e l'aspettativa di una serata migliore, stava per concludersi al Syonsett Beach Hotel. Gli ospiti avevano indossato lo smoking, e anche se predominava il nero, molti di loro, dimostrandosi intelligentemente consapevoli della natura tropicale dell'estate in New England, avevano optato per una giacca bianca.

Erano le sette. Purdy era andato a casa per una cena a base di branzino pescato dal figlio al massimo della marea di quel pomeriggio. L'ispettore Morse era al ristorante di George cercando di scegliere tra arrosto e prosciutto, mentre il procuratore distrettuale Watkins faceva un'ultima dichiarazione alla stampa all'Howard Johnson sulla statale di Syonsett, da non confondersi con l'omonimo locale di Batham. Mr Stevens era nel suo ufficio a giocherellare con due uova in camicia su un toast.

In breve, era un momento di recupero.

Betty, Jupiter e Rice fino a quel momento a corto di risultati nella ricerca del demolitore di fiammiferi, erano rispettivamente al quinto, quarto e ottavo cocktail. Erano seduti a un tavolo grande, un po' discosto dal bancone ma a tiro di voce dal barista, e al momento erano con loro Cartwright, Winston, Blagdon e Matthews. Poco dopo, su invito di Jupiter, furono raggiunti da Brown. L'attore rifiut un drink spiegando brevemente il suo disturbo di stomaco, e Jupiter gli espresse la sua solidariet.

"Tutto questo ha l'aria di un pranzo dei cerimonieri dello sposo", osserv Betty. "Forse dovrei andarmene".

"No, la prego, cara signora", esclam Rice alzandosi in piedi. "Signori, vorrei proporre un brindisi a una delle persone pi straordinarie che ho incontrato. La conosco da tanto tempo e so che siete d'accordo quando dico che le auguro tutta la fortuna del mondo; credo che dovremmo alzarci a brindare a una grande ragazza e a una persona stupenda. Alla sposa!".

Lev il bicchiere e gli altri si alzarono in piedi prima di bere. Jupiter si guard attorno e decise che solo a Matthews e Brown era sfuggita la caricatura che Rice aveva fatto del discorso tradizionale. Forse il rancher era stato troppo tempo lontano dai pranzi dei cerimonieri, e probabilmente Brown aveva perso i contatti con Rice.

"Sei stato molto carino, Ed", disse Betty.

"Figurati, Betty. Lo sai che lo penso veramente".

" difficile alzarsi in piedi e fare un discorso del genere", disse Winston. Da quando lui era arrivato al tavolo, Jupiter era sorpreso di quanto fosse diverso dal "giocatore di polo tipico del laureato di Harvard". Winston aggiunse: "Mio Dio, i brindisi che ho sentito in quelle feste! Sono stato cerimoniere in ventotto matrimoni".

"Tieni il conto?", chiese Cartwright.

"Sono in gara con mio fratello", spieg Winston. "Mi supera di tre, ma quest'anno pareggio. Lui  sotto le armi".

Rice intervenne: "Sono sicuro che il nostro Mr Jones sarebbe lieto di offrirti un posto".

"Certo", disse Jupiter. "Vorresti venire a lavorare per me domani?".

"Grazie", rispose Winston scuotendo il capo, "ma non conta. Non ci  concesso ingraziarci gli sposi".

"Perbacco!", esclam Betty guardando in aria. "Credo che tutti dovrebbero sposarsi".

"Una volta", puntualizz Brown.

"Io non posso sposarmi", disse Winston. "Non potrei mai fare la lista dei miei cerimonieri senza ferire un gran numero di sensibilit".

"Forse questo  il movente dell'assassinio di North", osserv Jupiter.

Al tavolo cadde un silenzio improvviso che lo sorprese.

"Come sarebbe?", chiese Blagdon con tutta calma.

"Forse qualcuno si  offeso per non essere stato scelto come cerimoniere alle sue nozze", disse Jupiter, rendendosi conto di come fosse sembrata sciocca quell'osservazione dopo il silenzio.

"Forse", comment Winston prendendo il suo bicchiere.

Lo aveva detto scherzosamente, ma il riferimento a North aveva zittito gli altri. Jupiter si chiedeva cosa ci fosse dietro quel silenzio quando si scopr a fissare un fiammifero spezzato nel portacenere sul tavolo. Questo era bruciato, ma era del medesimo tipo degli altri ed era spezzato allo stesso modo degli altri.

Per qualche secondo gli riusc difficile respirare. Al tavolo fumavano tutti e qualcuno doveva aver acceso una sigaretta, poi aveva spezzato il fiammifero come d'abitudine e lo aveva lasciato cadere nel portacenere senza che nessuno se ne accorgesse. Da pi di un'ora lui faceva delle puntate periodiche al bar per controllare i portacenere, e il demolitore di fiammiferi era seduto proprio al suo tavolo!

Betty vide la sua espressione e aggrott la fronte. Lui sollev le sopracciglia e ostentatamente scosse la cenere dalla sigaretta nel portacenere. Lei not il fiammifero e la sua bocca si apr.

Rice, che non aveva notato il fiammifero, disse: "Mi chiedo se il tizio abbia pianificato di uccidere North prima di venire alla riunione, o se gli sia balenata in testa l'idea in quel momento".

"Ancora non  stato stabilito con certezza che l'assassino sia uno di noi", osserv Cartwright.

"Se  stato uno di noi", disse Blagdon, "lo ha progettato in anticipo. Dubito che molti di noi sarebbero arrivati armati di pistola".

"Giusto", osserv Brown. "Non ci avevo pensato".

"E tu, Dick", chiese Rice a Matthews, "non porti un revolver a sei colpi per affrontare i ladri di bestiame?".

Matthews sorrise. "Sembra che avrei avuto pi bisogno di un'arma qui che non quando sono a casa".

Poi Rice vide il fiammifero. Si era chinato in avanti per spegnere la sigaretta e la sua mano scatt all'indietro.

"Cosa c'?", chiese Winston.

"Mi son bruciato il dito", rispose Rice, e guard Jupiter. Gett la sigaretta sul pavimento e fin il suo drink.

"Qualcuno  pronto per un altro drink?", chiese Jupiter.

Si guard attorno.

"Questa volta ci penso io", disse Matthews, ma nessuno si dichiar pronto.

"Non vi pare che Betty e Jones siano una bella coppia?", chiese Rice.

"Certo", disse Matthews.

Rice guard dritto in faccia Jupiter. "Credo proprio che siano la coppia perfetta". Sceglieva le parole con molta cura.

"Finch non ci lasciamo", dichiar Jupiter.

" quello che intendevo io", conferm Rice.

"Andr tutto bene finch teniamo gli occhi bene aperti", afferm Jupiter.

"Sicuro!", dichiar Rice, e vide la luce. "Oh, sicuro!".

Betty non capiva come mai nessuno si accorgesse che c'era qualcosa di strano in quello scambio di battute. Disse: "Credo che il testimone abbia bevuto un po' troppo".

"Non  cos strano", dichiar Winston dall'alto della sua esperienza.

"Quante volte hai fatto il testimone?", chiese Rice.

"Nove", rispose Winston senza esitare.

"Con un vestito di tua propriet?".

Winston sorrise e annu.

"Un bel risparmio per lo sposo", dichiar Rice. "A proposito, Jones, hai provveduto per il mio abbigliamento?".

"Certo. Si  occupato di tutto il mio uomo da Read and White".

"Questi dettagli devono essere noiosi per tutti", osserv Betty.

Jupiter si era accorto che la sua fidanzata incominciava ad agitarsi, e lui stesso faceva altrettanto. Da un momento all'altro uno di quelli seduti al tavolo poteva spezzare un fiammifero e cos facendo dimostrare che in un qualche momento era stato sul sedile posteriore dell'auto dell'uomo assassinato. E Jupiter era convinto che la sua presenza in quell'auto aveva avuto uno scopo ben preciso. Inoltre non aveva dubbi su chi fosse quell'uomo. Blagdon e Brown avevano parlato pochissimo da quando si erano uniti al gruppo, Matthews era impassibile, e Cartwright e Winston erano stati quasi allegri. Se non fosse stato cos orribilmente importante si sarebbe divertito a scoprire il vincitore della scommessa sull'assassino: il primo classificato era quello che spezzava un fiammifero!

"Credo di essere pronto per quel drink", dichiar Rice.

Matthews prese le ordinazioni e and al bar.

"Come pensate che finiranno i Red Sox quest'anno?", chiese Winston.

Blagdon rispose dettagliatamente, citando le statistiche e concludendo che Boston poteva accontentarsi di finire nella prima divisione. Jupiter espresse la propria opinione, continuando a chiedersi come mai l'argomento North venisse evitato accuratamente.

"Non c' niente come l'istruzione ricevuta a Harvard per affrontare una discussione intelligente", disse Betty. "Personalmente, credo che Boston abbia i migliori giocatori in campo in entrambi i campionati".

"Possibile", dichiar Blagdon.

Jupiter intervenne: "Forse dovremmo scambiarla con Kieran e una somma imprecisata di denaro".

Matthews torn con i drink e disse: "Hanno incominciato ad avvicinarsi alla sala da pranzo".

"Dov' O'Neill?", chiese Jupiter. "Non lo vedo".

"Si sta ancora vestendo", disse Matthews. "Aveva appena incominciato quando sono sceso".

Jupiter prese un pacchetto di sigarette dal tavolo e le offr agli altri. Matthews fu l'unico a prenderne una, che accese con un fiammifero di carta di una bustina accanto al suo bicchiere.

"Mi chiedo se parleranno di North durante la cena", disse Brown.

"Mi chiedo se si parler d'altro", aggiunse Blagdon.

"Intendevo nei discorsi ufficiali", precis l'attore. "Suppongo che dovranno farlo, ma questo roviner tutto quanto avevano programmato sul piano del divertimento".

"Io trovo che l'omicidio ha migliorato decisamente il tono della riunione", dichiar Blagdon. "Mi ero aspettato di annoiarmi per tutto il tempo".

"Perch sei venuto?", chiese Jupiter.

Blagdon si strinse nelle spalle. "Era una buona scusa per andarmene da Washington. Inoltre volevo vedere che effetto hanno avuto questi ultimi dieci anni sui miei compagni di classe".

"Ne hai tratto qualche conclusione?".

"Sono pi o meno come mi ero aspettato. Non si cambia mai molto dopo il college. Alcuni si sono allargati, altri sono rimasti tali e quali, ma gi allora si poteva prevedere come sarebbe finita".

Cartwright si rivolse a Jupiter. "Era quello che dicevi nel pomeriggio".

"Lo so. Ma ero molto interessato al Grande Dubbio che sembra affliggere la maggior parte di noi su questo periodo della nostra vita. Prendete me. Quando mi sono laureato sapevo esattamente quello che

volevo fare. Ora incomincio a chiedermi se era proprio cos".

"Questi sono anni di dubbi", osserv Blagdon.

"Esatto", ammise Jupiter, "ma lo sono la maggior parte degli anni. Quello che voglio dire  che questa riunione del decennale ti fa improvvisamente guardare indietro: ti rendi conto che sei uscito dal college da cos tanto tempo, e ora dove sei?".

"Vorrei tanto saperlo", disse Brown.

"Mi sbaglio se penso che tutti noi, tranne Rice e Matthews, ci chiediamo dove siamo?", osserv Jupiter. "Escludo loro due perch Rice, che lo ammetta oppure no,  un artista, e Matthews sembra aver trovato nel suo ranch quello che cercava".

"Tu che ne dici, Dick?", chiese Blagdon.

"Mi piace il mio lavoro, se  questo che intendete", rispose Matthews.

"A me piace il mio lavoro quando riesco a trovarlo", aggiunse Brown con un sorriso, "ma spesso mi chiedo se ne valga la pena. Nel teatro ci sono cinquanta fasulli per ogni autentico artista. Devi giocare a palla con i fasulli per trovare lavoro, e ti chiedi se la proporzione cambier mai".

"Come pensate che finiranno gli Yankees quest'anno?", borbott Rice.

"Dipende da Gomez", disse Betty.

Winston batt sul braccio di Blagdon. "Voi ragazzi di Washington prendete pure i miei soldi ma non provateci ad abolire il baseball".

"Non lo faremo", dichiar Blagdon. "Ma non mi dire che ti piace Roosevelt?".

"L'altro giorno il mio vecchio si lamentava che le sue entrate sono state decurtate a cinquantamila", disse Winston con un sorriso. "Io gli ho detto di non preoccuparsi. Con i suoi titoli in perdita io ne rimediavo quaranta a settimana a Wall Street. Per questo mi piace il baseball".

"Credo che questa sia una risposta esauriente alla mia domanda", dichiar Jupiter.

"Certamente io mi chiedo perch lo faccio", aggiunse Winston. "Wall Street croller tra cinque anni, ma non possiamo permettere che crolli troppo rovinosamente. Non ditelo in giro, ma Roosevelt sta facendo la cosa giusta".

"Mio Dio", intervenne Blagdon. "Un giocatore di polo con una coscienza sociale".

"Al diavolo la coscienza sociale", grugn Winston. "Preferisco continuare a giocare a polo. Se fosse solo Roosevelt a prendersi i miei soldi sarei felice di ucciderlo con le mie mani".

Dopo quel riferimento a un omicidio cadde un altro silenzio sul tavolo, e Winston non nascose il suo imbarazzo.

"Non credo che North la pensasse cos", disse Jupiter molto prontamente.

"Certo che no", disse Winston e aggiunse, con minore veemenza: "Per lo meno, non credo. Dalla sua pagina sul Class Report emerge che lui pensi che se Willkie fosse eletto torneremmo subito ai bei tempi andati".

"Come sei riuscito a fare il cerimoniere in ventotto matrimoni?", chiese Cartwright.

"Ho brancolato un bel po' prima di vedere la luce". Winston sorrise e aggiunse: "Diavolo, ho votato per Willkie ma non per le stesse ragioni di molti altri".

Jupiter osserv Blagdon che prendeva una sigaretta dal pacchetto sul tavolo e la teneva in mano senza accenderla. "Quella  stata una grande campagna elettorale".

"Siamo risaliti alle elezioni", intervenne Betty. "Vediamo di non risalire fino alla guerra civile".

" quello che continuo a dire in ufficio", disse Blagdon ridacchiando. Prese un fiammifero di legno dalla tasca, lo strofin sotto il ripiano del tavolo, accese la sigaretta, spezz il fiammifero tra le dita e lo gett nel portacenere.

Parve non essersi accorto dell'espressione inorridita di Betty e del gesto repentino con cui Rice pos il suo bicchiere. Jupiter mise entrambe le mani sul tavolo per non farle tremare, chiedendosi cosa dovesse fare. Blagdon continu a parlare della situazione a Washington.

Per Jupiter era come se il tempo si fosse fermato e la voce di Blagdon fosse l'eco della conversazione che si era appena svolta. Nessuno dei presenti aveva cambiato espressione, ma all'improvviso i loro volti sembravano irreali ed estranei come quelli degli attori su un palcoscenico. Winston e Cartwright ascoltavano con attenzione quello che diceva Blagdon, mentre Matthews fissava il soffitto e Brown si guardava attorno, verso gli uomini che uscivano dal bar per avviarsi verso la sala da pranzo. Betty fissava irrigidita il bicchiere che aveva in mano, e Rice scuoteva lentamente la testa da un lato all'altro.

La scena dur per oltre un minuto, poi si cristallizz per due secondi senza n suoni n movimenti.
Dalla scala alla loro destra era giunto il rumore smorzato ma inconfondibile di uno sparo.

Jupiter si sporse in avanti e Matthews balz in piedi. Gli uomini che uscivano dal bar si fermarono di colpo, poi tutti si voltarono verso la scala.

Matthews fu il primo a lanciarsi su per la rampa, e Jupiter lo segu facendosi largo tra la folla.
Arrivarono insieme al primo piano e si precipitarono lungo il corridoio. O'Neill usc da una porta a met del corridoio stesso e corse verso di loro. Si ferm quando li riconobbe. Indossava una giacca da smoking bianca, la cravatta a farfalla non era annodata e gli pendeva dal colletto.

"Cosa  successo, Jack?", chiese Matthews trafelato.

O'Neill aveva le labbra strette spasmodicamente. "Un bastardo mi ha sparato".

13

O'Neill fece scorrere lo sguardo lungo il corridoio. "Allora non lo avete visto scendere la scala?".

"Non  sceso nessuno gi per la scala", disse Matthews.

O'Neill volt le spalle a tutti e corse lungo il corridoio. Matthews e Jupiter lo seguirono. In fondo al corridoio c'era una scala di servizio e O'Neill si ferm.

"Potrebbe essere sceso da qui".

"O salito", osserv Jupiter. "Cosa  successo?".

"Mi stavo vestendo, e qualcuno ha aperto la porta e mi ha sparato". O'Neill diede un'occhiata alla tromba delle scale verso l'alto. "Non credo che sia salito. Avr cercato di scappare all'esterno". Si accinse a scendere la scala.

"Non dimenticare che ha una pistola", disse Jupiter.

" un pessimo tiratore", dichiar il reduce di guerra continuando a scendere.

Nel corridoio si era radunato un gruppo di laureati.

Jupiter disse a Matthews: "Torna l e tienili fuori da quella stanza".

Dopo un attimo di esitazione Matthews rispose "Okay" e torn sui suoi passi. Jupiter segu O'Neill gi per la scala. Sull'atrio del piano terra si aprivano due porte: una conduceva all'esterno, e l'altra, a giudicare dai rumori al di l, Java sulla cucina. O'Neill la apr e un cuoco con il cappellone bianco alz lo sguardo dai fornelli.

" entrato qualcuno qui?", chiese O'Neill.

Il cuoco scosse il capo.

Jupiter usc dall'albergo e vide che il sole stava per tramontare. La spiaggia era avvolta da un tenue bagliore e percorsa da una piacevole brezza marina, ma non c'era nessuno in vista. Nel parcheggio e sulla provinciale non si vedeva nessuna auto in movimento.

O'Neill lo raggiunse, si guard attorno e imprec. "Sar salito di sopra. Se era qualcuno dei partecipanti alla riunione, potrebbe aver percorso il corridoio del terzo piano per poi raggiungere la folla radunata nella hall".

"Non hai visto chi era?", chiese Jupiter.

"Diavolo, no. Ho sentito sparare alle mie spalle, e poi sbattere la porta. Deve avermi mancato per pochi centimetri. Il proiettile ha colpito lo specchio". O'Neill si pass una mano tra i capelli poi, come se si rendesse conto per la prima volta del rischio che aveva corso, ricominci a imprecare. Tornarono dentro e salirono la scala verso il primo piano.

Il corridoio era affollato e Matthews era fermo sulla porta della stanza di O'Neill. C'erano poche chiacchiere ma molta eccitazione.

O'Neill si fece largo per entrare nella sua camera e Jupiter lo segu. Due poliziotti in divisa, che erano stati lasciati di servizio nell'albergo, erano gi sul posto.

"Cosa ci fate qui, ragazzi?", chiese O'Neill. "Qualcuno va in giro armato di pistola. Fareste meglio a cercare di trovarlo".

"Lei crede che sia nell'hotel?", chiese uno di loro.

"Pu darsi. Non lo scoprirete certo restando qui a bighellonare".

"Andiamo", disse l'altro. "Tenete fuori di qui tutta quella gente".

"D'accordo", rispose O'Neill.

I poliziotti si precipitarono fuori e Jupiter esamin lo specchio sopra la toeletta. C'era un foro

rotondo nel vetro, con un'incrinatura a forma di stella tutto intorno. Lo specchio distava meno di tre

metri dalla porta.

"Sei proprio un tipo fortunato", osserv Matthews, scuotendo il capo.

"Lo sono da molto tempo", rispose seccamente O'Neill. "Perch diavolo qualcuno dovrebbe volermi morto?".

"Una domanda pi che legittima", disse Jupiter. "Qualche idea?".

"Se ne avessi, non me lo chiederei". O'Neill fissava il foro nello specchio.

"Allora pensi che abbiamo a che fare con un pazzo scriteriato?", chiese Jupiter.

O'Neill distolse rapidamente lo sguardo dallo specchio. "Non ci ho pensato. Ricorda solo che qualcuno mi ha appena sparato".

"Certo", rispose Jupiter, "ma questa  l'unica alternativa che mi viene in mente per ora. I casi sono due: o quell'uomo aveva una buona ragione per spararti, oppure non gli importava quale potesse essere il suo bersaglio".

Matthews annu. "Cos sembrerebbe, Jack".

"Non preoccupatevi, scoprir chi  stato", dichiar O'Neill prima di uscire in corridoio.

Un laureato che Jupiter non aveva mai visto infil la lesta nel vano della porta, guard sbalordito lo specchio incrinato e disse: "Ma  scandaloso!".

Dietro di lui Jupiter vide Rice e Cartwright in corridoio e li raggiunse.

"Ce n' sempre una nuova", disse Rice, ma con un'espressione molto seria.

"Chi  stato?", chiese Cartwright.

"O'Neill dice che non lo sa", rifer Jupiter. "In tal caso potremmo aspettarci qualche altra sparatoria.
Dov' Betty?". I

" rimasta di sotto".

La notizia dell'attentato era arrivata in sala da pranzo, e la hall era piena di gente. E la voce che un assassino girava indisturbato aveva causato dei raggruppamenti istintivi delle rispettive professioni.
Dodici avvocati si erano radunati in un angolo, otto medici in cerchio sussurravano tra di loro, mentre sei ufficiali dell'esercito stavano nel centro dell'atrio con i pollici infilati nella cintura. Altri gruppi erano meno definiti, ma era palpabile il desiderio di raggrupparsi. Non c'era panico, ma nessuno voleva essere visto da solo.

Uno dei poliziotti era al banco del ricevimento a telefonare per avere rinforzi, mentre l'altro era piazzato davanti alla porta d'ingresso con un atteggiamento borioso, ma chiaramente insicuro riguardo all'efficacia della propria presenza.

Mr Stevens, che aveva finito le uova ed era perfino stato sul punto di ordinare del gelato, si era pentito di aver scelto le uova e quella professione ed era tornato a chiedersi perch mai fosse venuto al mondo.
Provava un sentimento misto di autocommiserazione e di una rabbia irragionevole nei confronti di O'Neill e di ogni membro di quella riunione. "Un tempo avevamo a che fare con uomini di una classe ben diversa", borbott. "Quest'anno sono molto scadenti. La qualit peggiora".

Jupiter trov Betty sola al tavolo, con l'eccezione di Brown che si era dimenticato del disturbo di stomaco e finiva i cocktail che avevano lasciato gli altri. Rice, che insieme a Cartwright aveva seguito Jupiter, not la manovra di Brown e riprese subito il suo drink.

Jupiter si sedette e mise al corrente Betty degli ultimi avvenimenti.

"Mi fa piacere che tu non l'abbia trovato", disse lei. "Mi spaventa il modo in cui ti vedo scattare appena senti qualcuno sparare. Mi aspettavo di sentire una raffica di colpi appena sei arrivato in cima alla scala".

"Se l' battuta molto in fretta", disse Jupiter.

"Perch hanno cercato di uccidere O'Neill?", chiese Brown.

"Non lo sappiamo ancora", rispose Jupiter.

"Perch qualcuno non fa qualcosa?", domand Betty.

Jupiter si strinse nelle spalle. Al momento non riusciva a pensare ad alcuna strategia. Una perquisizione nelle stanze sembrava inutile: l'assassino non avrebbe certo tentato di nascondersi in una camera se effettivamente era un componente della rimpatriata. Piuttosto, come aveva suggerito O'Neill, avrebbe fatto meglio a darsela a gambe, scendendo in fretta e furia nella hall e mescolandosi agli altri. E se si trattava di qualcuno di fuori, bisognava chiarire come facesse a sapere in quale stanza era O'Neill, e

proprio in quel momento particolare. E Jupiter dubitava che qualcuno potesse disporre di una simile informazione, a meno che non fosse stato presente in albergo per tutto il tempo.

"Credo che sia stata una bella fortuna per Matthews essere qui con noi quando  accaduto il fatto", osserv Cartwright. "Divideva la stanza con O'Neill".

"Esatto", disse Brown. "Soprattutto visto che ieri notte erano insieme sul campo da golf".

E anche Blagdon  stato fortunato, pens Jupiter, rammentando il fiammifero spezzato. "Questo dar a tutti noi qualcosa su cui riflettere", disse.

La tensione nella stanza si stava allentando. La sparatoria era stata un episodio emozionante, ma sapere che nessuno era stato ucciso e che l'assassino avrebbe potuto colpire ancora aveva creato un'atmosfera simile all'aspettativa che segue l'accensione di un petardo. Nessuno era ancora convinto che fosse stato il gesto di un incompetente, ma la punta massima della paura era passata.

Jupiter vide O'Neill vicino al banco del ricevimento, circondato da un gruppo di laureati sbalorditi. Si sfior la testa con la mano per mostrare come il proiettile gli fosse passato vicino e poi, mentre il suo pubblico commentava adeguatamente, fin di annodarsi la cravatta.

Cartwright incontr lo sguardo di Jupiter e chiese: "Cosa ne pensa?".

"Francamente sono perplesso".

"Vuoi dire che non hai ancora nessun sospetto?", chiese Rice. "Hai qualcosa sepolto nella mente che stai cercando di ricordare? Un piccolo particolare che al momento ti  sfuggito, ma che se riuscissi a ricordarlo metterebbe a posto tutte le tessere di questo macabro puzzle?".

"Non ancora", rispose Jupiter ridacchiando. "Questo arriver in seguito".

"Scusa", aggiunse Rice, sommessamente. "Credevo che fossimo gi a quel momento".

"Comunque sono molto curioso di sentire quello che O'Neill dir a Watkins", disse Jupiter.
"Dovrebbe arrivare quanto prima".

Il procuratore distrettuale comparve dieci minuti dopo, in compagnia dell'ispettore Morse. O'Neill li accompagn nella sua stanza.

"Sbrigati a tornare", disse Betty a Jupiter che si accingeva a seguirli. "Mi sta venendo fame".

Nel corridoio al piano di sopra c'era ancora un discreto numero di curiosi, e Jupiter si chiese come mai potessero attingere tanto piacere di seconda mano dalla semplice osservazione del foro di un proiettile in uno specchio. Incominciava a sentirsi un po' sdegnato quando si rese conto che quello che faceva lui era solo una forma esasperata dello stesso desiderio di partecipazione in un delitto.

Si ferm sulla soglia mentre O'Neill completava la descrizione di come fosse stato davanti allo specchio ad annodarsi la cravatta quando aveva sentito aprirsi la porta e immediatamente dopo un colpo di pistola.

"Prima di rendermi conto di quanto era successo la porta si era gi richiusa", concluse. "Non so quanto sono rimasto l dopo lo sparo, ma quando mi sono affacciato sulla porta a guardare fuori non ho visto nessuno. Poi sono uscito in corridoio e ho incontrato Matthews e Jones che salivano su per la scala".

O'Neill aveva notato Jones sulla porta e lo aveva indicato con il pollice. Matthews and a sedersi sul bordo di un letto, mentre Watkins e Morse si fermarono accanto al cassettone. Il procuratore distrettuale aveva la fronte aggrottata, del tutto comprensibilmente pens Jupiter.

"Allora lei non ha visto...", esord Watkins, poi scosse il capo. "Ma chi era?".

"Non lo so", rispose O'Neill. "Se lo avessi saputo avrei fatto qualcosa. Mi hanno gi sparato prima d'ora, ma quelle volte era del tutto legale".

"Vuol dire che non riesce neppure a immaginare un movente?", chiese Watkins in tutta calma.

"Molte persone hanno un motivo per uccidermi", disse O'Neill con un sorrisetto amaro. "Circa ottanta milioni, in effetti. Ma non ne ho vista neppure una qui attorno".

"Lei, Mr O'Neill, vorrebbe farmi credere", aggiunse

Watkins, sempre senza alzare la voce, "che non riesce a pensare a nessuna ragione collegabile con il delitto da parte di qualcuno che cerca di ucciderla?".

O'Neill annu. "Esatto, ha capito benissimo".

"Temo di non crederle".

"Okay. Pu anche non credermi", rispose O'Neill con indifferenza. "Non m'importa quello che crede lei, ma la notte scorsa  stato ucciso un uomo, e a quanto pare l'assassino  ancora in giro. Se fossi in lei

farei qualcosa. Potrebbe incominciare estraendo il proiettile dalla parete per vedere se proviene dalla stessa arma che ha ucciso North. Potrebbe fare un sacco di cose".

"Ho intenzione di farne molte, Mr O'Neill. Prima di tutto, vorrei parlare pi dettagliatamente della telefonata che ha ricevuto questa mattina. Visto quello che  appena successo, immagino che non avr obiezioni a fornirmi il nome della donna che le ha telefonato".

"Mio Dio", esclam O'Neill con una risata. "Non penser che sia stata lei a spararmi!".

"Vorrei sapere il suo nome".

O'Neill guard Jupiter e poi Matthews, come se avesse la sensazione che il procuratore distrettuale avesse bisogno di essere assecondato. "Senta, qualcuno ha aperto la mia porta e mi ha sparato. Doveva sapere in che stanza mi trovavo e inoltre che mi avrebbe trovato qui a vestirmi per la cena. C' stata solo una donna in albergo per tutto il giorno, ed  la fidanzata di questo giovanotto. Immagino che abbia un alibi. La giovane donna che mi ha telefonato ha un marito che per non  qui in albergo:  andato a Dartmouth, se questo le pu essere di aiuto".

"Ancora non mi vuol dire quel nome?".

"No. Forse non ha importanza, ma io sono ostinato".

"Potrei essere altrettanto ostinato, Mr O'Neill, e arrestarla come testimone reticente".

"Proceda pure. Sono gi finito dentro per molto meno".

"Perch non gli dici quel nome, Jack?", intervenne Matthews. "Non far molta differenza".

"Lo so", si affrett a rispondere O'Neill. "Di certo non in questo caso. Ma come ho gi detto, perch dovrei fare qualcosa che la metterebbe nei guai con suo marito?".

"La sua cavalleria, Mr O'Neill, mi sembra pi grande del suo buon senso". Avendo dimostrato la sua bravura nel concepire una frase, Watkins si rivolse subito a Morse. "Mander qui qualcuno per recuperare il proiettile".

Raggiunse la porta, si ferm e disse da sopra la spalla: "Lei non  in arresto, Mr O'Neill, ma la prego di restare nella sua stanza fino a quando non sar pronto a parlare di nuovo con lei".

Nel passare sfior Jupiter e si avvi lungo il corridoio.

O'Neill sorrise a Matthews. "Sono proprio un ragazzaccio, devo restare in classe anche dopo la fine della lezione". Poi si rivolse all'ispettore Morse. "Immagino che voi della polizia avreste preferito che fossi stato ucciso. Cos resterei di sicuro dove potreste trovarmi".

"Avremo cura di lei, amico", dichiar l'ispettore prima di incominciare a rimuovere lo specchio dalla parete.

"Entra, detective", disse O'Neill a Jupiter, "vieni a vedere com' divertente".

"No, grazie. Ho gi visto abbastanza".

O'Neill si volt di scatto. "Hai qualche indizio?".

"Ne ho milioni".

"Non sai chi mi ha sparato, vero?".

Morse pos lo specchio contro il muro e sollev lo sguardo. Matthews si era sporto in avanti e O'Neill aveva smesso di sorridere. Era il genere di situazione che piaceva molto a Jones: decise di tenerli sulla corda.

"Io sono solo un detective dilettante, ma sarei propenso a dire che quella  stata una domanda impossibile".

"Cosa intendi?", chiese O'Neill con la fronte aggrottata.

"Semplicemente che non potrei rispondere n s n no".

Con quello che riteneva fosse un chiaro esempio di "girare sui tacchi", Jupiter li lasci per andare al piano di sotto. Era ragionevolmente eccitato ma anche confuso. Se fosse stato un poliziotto avrebbe fatto del suo meglio per chiarirsi le idee interrogando parecchie persone, ma non avendone l'autorit non avrebbe funzionato e lui lo sapeva. Poteva andare da Watkins e mettere tutte le sue carte in tavola, come si dice, ma non era pronto neppure a fare una cosa simile. Per la verit, qualcuna delle tessere di quello che Rice aveva definito "un macabro puzzle" stava andando a posto; ma c'era ancora una miriade di pezzi mancanti, e finch l'immagine non risultava chiara era meglio se non diceva niente e continuava ad agire per conto suo.

Al piano terra Watkins aveva emanato un ordine perch tutti andassero in sala da pranzo e si sistemassero ai tavoli. Poich la cena era gi stata rimandata di un'ora, i membri della rimpatriata

avevano accolto con entusiasmo la proposta.

Al tavolo di Betty erano ancora presenti le stesse persone di prima, con l'eccezione di Matthews.
Blagdon e Winston erano ritornati, era stato ordinato un altro giro di drink che erano gi stati parzialmente consumati.

"Hai fame?", chiese Jupiter a Betty, e lei annu. "Bene, andiamo".

Rice disse: "Posso andare, anche se non mi hanno ancora interrogato?".

"Tu vuoi essere interrogato?", chiese Cartwright.

Rice si rizz sulla schiena. "Sono sempre tra i primi a essere interrogato. Andarmene ora potrebbe sembrare... be', che non sono disposto a collaborare".

"Se riesci a schiodarti da quella sedia", disse Jupiter, "possiamo andare a pranzo da qualche parte.
Inoltre  meglio che tu prenda la tua valigia. Non torniamo qui".

"Non torniamo?", chiese Rice piegandosi in avanti. "Perbacco, diventiamo latitanti!".

Un'interpretazione che il procuratore distrettuale parve propenso ad adottare quando vide che Jupiter, Betty e Rice stavano per lasciare l'albergo.

"Non ho nessun reale motivo per trattenervi", disse, "ma mi sorprende che vogliate andarvene".

"Il fatto ", rispose Jupiter, "che ci sposiamo domani, a Cambridge. Tutto il gruppo della rimpatriata domani mattina si trasferisce a Cambridge, e se nel frattempo mi viene in mente qualcosa li avr a portata di mano".

"Non ha ancora pensato a niente, vero?".

"Temo di aver pensato troppo. Lei  andato a pranzo, e qualcuno ha sparato. Forse se me ne vado anch'io succeder qualche altra cosa".

"Pu essere. Be', mi faccia sapere se le viene in mente qualcosa".

Jupiter disse che l'avrebbe fatto e uscirono.

Mentre si avviavano alla macchina Betty disse: "Be', la storia finisce qui. Mi chiedevo in che cosa consistesse una vostra rimpatriata e ora lo so. Mi dispiace che tu non sia riuscito a risolvere il caso, Jupiter, ma immagino che  cos che qualche volta succede".

"Certo", intervenne Rice. "Non prenderla troppo male, vecchio mio, abbiamo tutti le nostre piccole delusioni".

Betty aggiunse: "Peccato che quella persona abbia sparato a O'Neill, perch avevamo incastrato Blagdon con quel fiammifero spezzato. Tu sai che una cosa simile non funzionerebbe in un romanzo giallo. Il colpevole dev'essere presentato nella prima parte del libro. Ora sembra che la polizia debba ricominciare tutto da capo nella ricerca dei sospetti".

" proprio quello che faranno", disse Jupiter, "e francamente credo che commetteranno un grosso errore".

Rice si ferm su due piedi. "Vuoi forse dire che ti  scattato qualcosa in testa?".

"Scattato? La mia testa  un moto perpetuo!", esclam Jupiter. "Prima, per, dobbiamo mangiare qualcosa".

"Allora non torniamo a Cambridge?", chiese Betty.

"Alla fine, mia cara. Alla fine tutti tornano a Cambridge".

14

"Questa  la dimostrazione che non si pu programmare niente", disse Betty. "Ho sognato tutta la vita come sarebbe stato il mio matrimonio. L'esposizione dei regali, la sposa e il suo seguito radunati la vigilia delle nozze. Belle ragazze e uomini affascinanti, vino, musica, danze".

"E Larry Winston che aumenta di un matrimonio la sua lista da cerimoniere", aggiunse Rice. "Be', dev'essere una bella delusione. Davvero, Jones, penso che tu sia un po' una canaglia".

"Per lo meno abbiamo il vino", disse Jupiter, riempiendo i bicchieri. "E non  colpa mia se il mio testimone mi chiede di liberarlo da un'accusa di omicidio ventiquattro ore prima che ci presentiamo all'altare".

"Non la chiamerei una seria interpretazione dei fatti", osserv Betty. "Ma non pensare che mi lamenti.
Dopo aver passato otto anni a cercare di farmi sposare da te, al diavolo il cerimoniale! Tu cerca solo di esserci domani a mezzogiorno".

"Ce lo porter, dovessi minacciarlo con una pistola!", dichiar Rice. "Anche se potrei incorrere nelle

chiacchiere della gente se dovessi farlo".

"Sar grato a entrambi se vorrete trattare questa occasione con un po' pi di decoro", disse Jupiter.
"Vorrei proporre un brindisi".

"Tocca a Betty", intervenne Rice. "Noi ne abbiamo gi fatti tre per ciascuno. Facciamo le cose giuste".

"Questo sar un brindisi da fare in piedi", disse lei alzandosi. "Propongo di bere a un luogo che  vicino ai nostri cuori. Un luogo dove tutti abbiamo trascorso molte ore felici. Un luogo che, in effetti, ha reso possibile questa nostra bella riunione. Il Fogg Museum".

"Non la chiamerei una seria interpretazione dei fatti", borbott Jupiter alzandosi a sua volta in piedi.

Stavano cenando in un piccolo albergo nel centro di Syonsett. Fortunatamente a quell'ora la sala da pranzo era vuota. Di comune accordo, l'argomento dell'omicidio era stato bandito fino al momento della macedonia. Jupiter aveva promesso che a quel punto li avrebbe aggiornati sul risultato delle sue indagini.

Fuori era buio e dalla finestra aperta si vedeva la luna e si sentiva la brezza che soffiava dalla baia.
Fatta eccezione per l'assenza di Cynthia, Betty era soddisfatta dell'ambiente che la circondava. Le travi di quercia e le luci fioche di quel vecchio alberghetto creavano una calda atmosfera, insieme al vino: era sicura che quella cena, anche se non festosa come aveva immaginato nei suoi sogni di adolescente, sarebbe stata un evento molto piacevole a cui ripensare negli anni a venire. Era sicura che, al di l delle loro spiritosaggini, Ed e Jupiter avvertivano la solennit del momento. Se solo non ci fosse questo dannato omicidio, pens mentre la cameriera compariva con la macedonia.

Jupiter si schiar la gola. "Prima di tutto, voglio ringraziarvi per la pazienza che avete dimostrato entrambi nell'aver aspettato per ascoltare la mia analisi di questa misteriosa faccenda".

"Credo di poter pazientare ancora un po'", disse Betty.

"Dicci solo chi  il colpevole, e io telefono a Watkins all'hotel", dichiar Rice.

"La nostra storia comincia una decina di anni fa", disse Jupiter, "quando Sherman North si  sentito attratto da una ragazza di nome Ann Little. Lei era povera ma di buone maniere, e molto attraente.
North proveniva da una buona famiglia di antica data, era ricco e laureato ad Harvard. Si sono sposati.
Ann gli ha dato un figlio. Vivevano in citt d'inverno e al mare d'estate. Abitavano con la madre di lui.
North era un onesto cittadino, gestiva beni immobiliari e andava in barca a vela".

"Un personaggio pittoresco", comment ironicamente Rice.

"Per quanto siamo riusciti a scoprire, la loro vita coniugale non  mai stata turbata da un gesto inappropriato da parte di nessuno dei due. North non eccedeva nel bere, non giocava d'azzardo, non aveva relazioni con altre donne. Se a volte Ann North trovava che sua suocera era un po' troppo dispotica, non abbiamo prove che se ne sia mai lamentata. North gestiva onestamente il denaro che amministrava, e non dimenticate che l'indagine su un omicidio  molto veloce ad appurare cose del genere. Poi, all'improvviso, la prima notte di questa rimpatriata del decennale, Sherman North viene brutalmente ucciso".

"Non  stato brutalmente ucciso", obiett Betty. "Gli hanno sparato un colpo ben preciso al cuore".

"Prima lo avevano colpito alla testa", precis Jupiter. "Forse con un pugno, ma noi riteniamo che si tratti di un arnese, molto probabilmente non appuntito. Ma procediamo con ordine. Il corpo  stato trovato la mattina successiva sull'undicesimo tee del Syonsett Golf Club. Ci sono delle impronte di scarpe femminili dalla club house fino in cima al tee. L'auto di North, da cui sono state cancellate delle impronte digitali che potevano essere rivelatrici, viene trovata poco distante. Ora  necessario tornare agli avvenimenti della sera prima che conducono all'omicidio".

"Questa  la parte che mi interessa", dichiar Rice.

"I membri della riunione, oltre un centinaio, avevano cenato, bevuto vino e parlato fino alle dieci e trenta. Poi la compagnia si era sciolta, alcuni erano andati a giocare a backgammon, a carte o ai dadi, con puntate modeste; altri ne avevano approfittato per rispolverare vecchie amicizie chiacchierando tranquillamente sulla veranda, mentre la maggior parte si era diretta al bar per continuare a bere e intonare canzoni".

" a questo punto che io sono uscito", disse Rice.

"Esatto. Sappiamo quello che  successo a te, ma ora dobbiamo scoprire cosa  accaduto a North.
Riesaminiamo le deposizioni dei testimoni. Winston ha parlato con North nel bar poco prima di mezzanotte. Poi ha detto che sarebbe uscito in veranda per prendere una boccata d'aria, e che North lo

ha seguito. Una volta fuori North si  ricordato di un pacco che aveva lasciato nella sua auto e si  diretto verso il parcheggio. Cartwright e Blagdon, entrambi seduti in veranda, hanno confermato la versione di Winston. I tre sono rimasti seduti l fuori per mezz'ora, poi sono rientrati. Nel frattempo North non era ritornato, e dobbiamo presumere che fosse gi morto quando i suoi amici sono rientrati nel bar".

"Non penserai che tutti e tre...", esord Betty, ma Jupiter sollev una mano.

"Nel frattempo altri due, Matthews e O'Neill, dopo aver condiviso, per loro stessa ammissione, generose quantit di alcol, avevano deciso che la notte era abbastanza chiara per una partita di golf ed erano andati sul campo per verificare la loro teoria. Secondo la loro stessa testimonianza, avevano perso un buon numero di palline sul primo fairway, successivamente avevano passato circa un'ora sul green, poi erano rientrati in albergo. Nel frattempo O'Neill aveva ricevuto una telefonata da una donna descritta come una venticinquenne niente male. La stessa donna lo ha chiamato la mattina successiva, e lui sostiene che era un'ammiratrice di cui disdegna le attenzioni, e che vuole tutelare dall'ira legittima di un marito geloso".

"Perbacco, come parli bene", esclam Betty. "Qualche volta mi piacerebbe seguire una tua lezione".

"Poi c' l'attore, Brown, che  stato visto uscire dall'albergo da una porta laterale poco prima di mezzanotte. In un primo tempo ha negato, poi ha spiegato il suo gesto con una scusa che per delicatezza non riferir a questa compagnia. E ora esaminiamo attentamente queste storie. Risalendo all'indietro, prima ci imbattiamo in Brown e, come ho gi detto, un'indagine frettolosa non  riuscita ad avvalorare la sua versione. Matthews e O'Neill hanno detto di aver perso delle palline, ma non ne  stata trovata nessuna. Winston, Cartwright e Blagdon testimoniano l'uno a favore dell'altro, ma se dovessimo trovare una qualunque falla in una delle loro versioni, ci potrebbe compromettere anche le altre due.
Blagdon, come sappiamo,  un demolitore di fiammiferi, e un fiammifero spezzato  stato trovato sotto il sedile posteriore dell'auto di North. Io sostengo, signori, che tutti quegli uomini siano potenzialmente colpevoli di falso".

Jupiter fin il suo bicchiere di vino per inumidirsi la gola.

"Tuttavia, mi affretto ad aggiungere che apparentemente nessuno di quei signori nel corso degli ultimi dieci anni ha avuto il bench minimo rapporto con North o con sua moglie".

"Inoltre", aggiunse Betty, "tutti tranne O'Neill erano seduti al nostro tavolo quando qualcuno ha tentato di uccidere O'Neill".

Jupiter annu. "E poich O'Neill ha negato di essere a conoscenza di un qualsiasi motivo per un attentato alla sua vita, sono costretto a trarre una semplice conclusione".

"E sarebbe?", chiese Rice.

"Si sta facendo un tentativo concertato per proteggere una o pi persone sconosciute".

"La donna che ha lasciato le impronte delle scarpe", disse Rice con una certa enfasi.

"Molte donne lasciano impronte di scarpe", osserv Jupiter, "ma questa  una possibilit. Ora permettetemi di abbozzare una possibile sequenza degli avvenimenti".

"Se intendi che stai per dirci chi ha ucciso North, procedi pure", rispose Betty.

"Suggerisco la possibilit che Ann North non fosse innamorata di suo marito. Mi spingo oltre e dicoche, per una o pi ragioni a me sconosciute, volesse ucciderlo.  andata in auto fino all'hotel e lo ha aspettato fuori per parlargli. Quando lui  uscito con Winston lei lo ha chiamato, e insieme sono andati al parcheggio. Poi hanno raggiunto in macchina l'undicesimo tee, sono scesi, lei lo ha colpito alla testa, gli ha sparato ed  ritornata a piedi attraverso il campo da golf per riprendere la sua auto e tornare a casa. Durante quel periodo  stata riconosciuta da Blagdon, Cartwright e Wilson e, mentre camminava sul campo, anche da O'Neill e Matthews. L'ha vista anche Brown mentre girovagava nei dintorni.
Quando  stato scoperto il delitto, hanno deciso unanimemente di proteggerla sostenendo di non averla vista".

Betty e Rice si scatenarono nei commenti.

"Ma  pazzesco", disse lei. "Io penso che lei abbia percorso il campo da golf camminando all'indietro, perch dalle sue impronte sembrasse che lei andava verso il tee".

"Forse Blagdon le ha dato un fiammifero mentre era fuori e le ha detto di lasciarlo come prova nella parte posteriore dell'auto", prospett Rice.

"Poi  tornata all'hotel questa sera e ha sparato a O'Neill, che la stava proteggendo", disse ancora

Betty. "Faresti meglio a smettere di bere, amore".

Jupiter si inchin a entrambi. "Vedo che avete acquisito una profonda padronanza della storia cos come ve l'ho raccontata. Stavo solo sottoponendovi a un piccolo test per vedere se avete prestato attenzione". Incass un'occhiataccia e si affrett a continuare: "Cercavo anche di farvi riflettere sul fatto che per trovare una soluzione a questo caso dobbiamo avere una risposta consona alla moltitudine di domande contrastanti che si sono presentate. Fino a questo momento, io non ho una risposta a questi interrogativi".

"Ma quando eravamo in albergo hai detto...".

"Ho detto che non pensavo fosse necessario che la polizia indagasse oltre tra i partecipanti alla riunione", spieg. "In altre parole, come dite anche voi, il colpevole ci  gi stato presentato".

"Accidenti", esclam Rice, "questa storia comincia a diventare misteriosa. Lui ci dice che l'assassino  uno che conosciamo, qualcosa gli  scattato in testa, e ci tiene sulla corda fino alla scena finale".

"Non  cos", disse Betty con fermezza. "Se sapesse veramente chi  stato ce lo direbbe subito".

"Non so chi  stato", dichiar Jupiter.

"Ma sai qualcosa", incalz Betty. "Andiamo, devi ammettere che ti abbiamo ascoltato con pazienza".

"Per c' qualcosa che non mi torna", spieg Jupiter. "Come poteva qualcuno al di fuori dei partecipanti alla riunione sapere che O'Neill era nella sua stanza?".

"Non era possibile", dichiar Betty.

"Esatto, ma tutti i... principali sospettati, vogliamo chiamarli cos?, erano seduti al nostro tavolo al momento dello sparo".

"Giusto", conferm Rice.

"Allora si pone la domanda di chi ha sparato a O'Neill".

"D'accordo. Procedi", disse Betty.

Jupiter sorrise. "Be', non voglio certo rovinarvi il divertimento, ma vi dar un indizio.  stato commesso un errore che tutti i presenti nella hall avrebbero potuto notare. Un piccolo errore, ma secondo me molto significativo".

"D'accordo. Di cosa si tratta?", disse ancora Betty.

"Ha a che fare con l'abbigliamento, amici miei: un piccolo tocco sbagliato".

15

Erano le dieci quando lasciarono il ristorante. Betty e Rice avevano temporaneamente abbandonato i tentativi per strappare a Jupiter altre informazioni, purch lui garantisse di non conoscere l'identit dell'assassino di North.

"Penso che dovremo assecondarlo", aveva detto Betty. "Dopotutto ci ha pagato la cena".

"Se volete qualcosa a cui pensare", aveva concluso Jupiter, "cercate di fornirmi un movente per l'omicidio di North, una spiegazione di quelle impronte di scarpe, e una qualche ragione per la debolezza degli alibi di quei ragazzi rimasti all'hotel. Quando avremo chiarito tutti questi punti potremo fare una discussione come si deve".

In auto Rice chiese: "E adesso dove andiamo?".

"Torniamo al campo da golf per fare un esperimento sulle possibilit di una partita al chiaro di luna".

Attravers la citt e ripercorse la statale in direzione del campo da golf. Parcheggiarono sul bordo della strada che conduceva a quella per l'undicesimo tee.

Jupiter prese una pallina dal vano portaoggetti della sua auto e scese. Lungo la strada si estendeva un tratto di fairway tra due file di pini. La luna aveva superato il culmine del suo percorso, ma a un centinaio di metri si vedevano i tratti chiari di sabbia nei bunker a protezione del green. Jupiter entr nel fairway e lanci la pallina il pi lontano possibile verso la bandierina. La pallina spar nel cielo, poi, per un secondo, la vide scendere e sfrecciare sullo sfondo degli alberi. Annot il punto dove pensava che fosse atterrata e lasci il campo.

Tornato in auto Rice disse: "Non mi va di parlarne, Betty, ma non credi che si comporti in un modo strano?".

"Credo che non ci sia niente di cui preoccuparsi", rispose lei. "Ha sempre avuto la passione dei giochi".

Mentre inseguiva la pallina, anche Jupiter si era fatto qualche domanda. L'esperimento che conduceva

non provava niente in un modo o nell'altro. Era giusto per fare qualcosa mentre lottava con la sua coscienza. La grossa battaglia, naturalmente, era sul perch continuasse a rompersi la testa con una cosa che non lo riguardava pi. Sherman North non era niente per lui e il suo omicidio era una questione che doveva gestire la polizia. Il suo interesse nei confronti del crimine aveva solo a che fare con la soluzione di un problema, e non con la giustizia e la pena. Ma sfortunatamente era sempre pi palese che una soluzione impersonale, tale da soddisfare il suo ego di detective, non era pi possibile. La fortuna, buona o cattiva che fosse, gli aveva fornito certe informazioni ignote alla polizia, e che sarebbero restate tali fino a quando lui non avesse deciso altrimenti. A quel punto il problema poteva risolversi in tre modi: lui poteva tornare a Cambridge e disinteressarsi totalmente del caso; poteva andare da Watkins e dirgli quello che sapeva; oppure poteva continuare a indagare per conto suo e lasciare che succedesse quello che doveva succedere. Come per molte questioni riguardanti il comportamento umano, la decisione coinvolgeva altre persone oltre che lui. Sapeva che Betty, nonostante il suo buon carattere, voleva andare a casa, e lui da marito imminente aveva il dovere di riportarcela in un tempo ragionevolmente breve. Ma l'idea di lasciar perdere del tutto quel delitto non solo non gli sorrideva ma poteva anche fargli correre dei rischi. La sua chiacchierata d'impulso con Ann North al ristorante lo aveva messo nella situazione di dover dire tutto alla polizia o di tenere tutto per s finch non avesse trovato la soluzione. E quello che ora lo tratteneva dall'andare da Watkins era lo stesso senso di protezione che quella donna aveva suscitato in lui senza un motivo ben preciso. In tutta quella faccenda ingarbugliata, era sicuro di una cosa, e cio che altre persone oltre a lui agivano da scudo per qualcuno. E se proteggevano Ann, lui non desiderava smascherarla n da solo n insieme alla polizia. Si rendeva conto che era un sentimento irragionevole da provare nei confronti di una donna che aveva visto una volta sola, ma non poteva farci niente. E questa consapevolezza non lo portava di certo pi vicino a una decisione.

Avvicinandosi al punto in cui pensava fosse atterrata la sua pallina, aveva deciso che la luce della luna era ingannevole non solo nell'accentuare la bellezza femminile. Nel raggio di qualche metro si sarebbe potuto vedere una pallina nell'erba, ma da pi lontano era impossibile. La bandierina nel green sembrava molto vicina, ma quando lui aveva incominciato ad avvicinarsi si era sorpreso per la distanza che lo separava da essa. Era stato sul punto di rinunciare alla ricerca della pallina quando improvvisamente ci aveva messo un piede sopra. Aveva avuto la stessa esperienza cercando le palline nel rough, e aveva deciso che giocare al chiaro di luna non sarebbe mai diventato uno sport popolare.
Come aveva previsto, il suo esperimento non era approdato a nulla. Matthews e O'Neill potevano aver provato a giocare e aver avuto la stessa esperienza. La sua precedente riflessione sulle palline andate perdute restava tuttora inconcludente.

"Non sto andando da nessuna parte", borbott e raccolse la pallina.

Tutta quella storia non aveva molto senso. Nessun movente, niente impronte di scarpe femminili con un percorso inverso, Blagdon che spezzava i fiammiferi, e lo sparo a O'Neill. Per lo meno lui aveva una risposta per quest'ultimo episodio, ma come si inseriva nel quadro complessivo? Cosa era successo la notte scorsa l sul campo da golf? L'auto di North doveva aver percorso la strada che costeggia il campo. Due uomini giocavano e una donna camminava verso l'undicesimo tee. I tre si erano visti?
Avevano sentito lo sparo? Il vecchio della baracca nel bosco lo aveva sentito. Aveva detto...

"Mio Dio", esclam Jupiter e si precipit verso la sua auto.

C'era qualcosa nei recessi della sua mente, qualcosa che gli era sfuggito, ma ora c'era stato un click.
Rise ricordando quello che aveva detto Rice in albergo. Ora, misteriosamente, il detective aveva rammentato il piccolo particolare, la frase rivelatrice, che poteva essere la chiave del problema.

"Mi fa piacere che finalmente tutto si sia chiarito", decise. "Detesto le storie in cui il detective continua a cercare di ricordare quello che gli  sfuggito".

Quando raggiunse la macchina Rice chiese: "Allora, com' andata?".

"Ho mancato un birdie al putt di sei piedi". Mise in moto. "Betty, come te la cavi a ricordare frammenti di un dialogo?".

"Dipende dal dialogo", rispose la ragazza. "Per ricordo sempre le mie osservazioni spiritose".

"A proposito del nostro amico che abbiamo visto nel bosco questa mattina... ti ricordi cos'ha detto esattamente a proposito di uno sparo che ha sentito la notte scorsa?".

"Vediamo. Ha detto che era stata una notte tranquilla tranne che per uno sparo.  andata cos?".

" quello che mi chiedo", rispose Jupiter. "Al momento cos pensavo, ma ora mi sembra di ricordare che ha parlato di una sparatoria nella notte. Una "sparatoria" vorrebbe dire pi di un solo colpo. Te ne ricordi?".

"Ma non pu esserci stato pi di uno sparo".

"Forse. Ma io ero interessato all'ora dell'accaduto e non ho pensato a come aveva formulato la frase.
Sono abbastanza sicuro che abbia detto "una sparatoria". Comunque, c' un modo molto semplice per scoprirlo. Una delle regole fondamentali del giornalismo. Se vuoi scoprire una cosa, va' a chiederla all'uomo che te la pu dire".

"E, come molte regole, non  particolarmente buona", osserv Rice. "Immaginiamo che tu volessi trovare la risposta di Giuseppina al famoso rifiuto di Napoleone. Cosa faresti, ti uccideresti?".

"Stai banalizzando la questione", rispose Jupiter imboccando la strada sterrata che conduceva alla baracca.

"Abbiamo discusso del colpo sparato a O'Neill", disse Rice. "Tu dici che la risposta ha a che fare con l'abbigliamento. Potrei sapere se riguarda l'eleganza degli abiti o il modo di indossarli?".

"Il modo di indossarli", rispose Jupiter.

"Come vedi", disse Rice rivolto a Betty, "siamo al punto di prima".

"Voi continuate a lavorarci", disse Jupiter e ferm l'auto al bordo della radura. Da una piccola finestra della baracca filtrava una luce fioca. "Mi fa piacere che sia ancora in piedi. Ci vorr solo un minuto".

"Non so se mi piace questa storia", osserv Betty nervosamente. "Potrebbe pensare che sei un malintenzionato pronto a far danni al cantiere".

"Lui crede che tutti siano Mr Freeman", disse Jupiter. "Non preoccuparti. Se ho bisogno di aiuto chiamo".

"Farai meglio a chiarire che tipo di aiuto", intervenne Rice. "Se dovesse aggredirti con un'arma pericolosa, non servirebbe chiedere aiuto. La polizia dista parecchie miglia da qui".

"Grazie, vecchio mio", rispose Jupiter prima di scendere dall'auto.

Mentre si avvicinava alla casa non era del tutto calmo. Provava il disagio tipico dei non addetti ai lavori nei confronti della pazzia, e anche se Mr Stevens aveva dichiarato che l'ex guardiano notturno era inoffensivo, l'idea di un colloquio con lui nel cuore della notte era tutt'altro che piacevole. Decise di dare un'occhiata attraverso la finestra prima di bussare alla porta.

L'unico vetro era coperto da un velo di polvere, ma alla luce di una lampada a kerosene su una cassetta rovesciata riusc a vedere uno sgabello di legno in un angolo, un letto disfatto e il vecchio guardiano notturno seduto con la schiena alla finestra. Si dava da fare con qualcosa che aveva in grembo; guardando pi attentamente Jupiter vide, sentendosi venir meno il coraggio, che l'uomo stava affilando un'ascia.

16

Ci sono molte volte in cui ci si rammarica delle proprie azioni, ma sono relativamente poche quelle in cui ci si rammarica della propria reputazione. Jupiter, di solito per uno stimolo eccessivo provocato dall'alcol bevuto la notte prima, molte mattine aveva sofferto di rimorso, ma quella era la prima volta in cui rimpiangeva veramente di avere una reputazione locale da investigatore dilettante. Sapeva che avrebbe potuto ritornare in macchina e ammettere con tutta franchezza che per niente al mondo sarebbe entrato a parlare con un matto con un'ascia in grembo. Betty avrebbe capito benissimo, e di certo Rice si sarebbe offerto di andarci lui. Per contro c'era la piccola questione dell'ego che  responsabile non solo di tutti gli atti della creazione umana, ma anche di tutti quelli dell'umana follia.
Jupiter soppes la sicura ferita inferta al suo ego contro quella possibile da parte dell'ascia, e la bilancia, gi influenzata dai cocktail e dal vino, si inclin a favore della reputazione.

Raggiunse la porta e cerc di bussare con un tocco autorevole, come preludio al suo ruolo da Mr Freeman, e nello stesso tempo tentando di non allarmare e di non squilibrare l'uomo all'interno gi abbastanza squilibrato.

"Il che", borbott, " un buon trucco se sei capace di farlo".

Si sent un rumore di passi strascicati, poi la porta si apr di una decina di centimetri. Jupiter aveva scordato la cicatrice sulla faccia dell'uomo, e indietreggi un paio di passi.

"Buonasera", disse Jupiter sforzandosi di sorridere. "Sono Mr Freeman".

L'uomo sbirci fuori, nel buio, e dopo un attimo disse: "Venga alla luce".

Jupiter esegu e attese.

L'uomo teneva l'ascia lungo il fianco, e all'improvviso sogghign. "Oh, salve, Mr Freeman. Entri".

Jupiter deglut ed entr nella baracca.

"Dovevo essere sicuro che fosse lei, Mr Freeman, prima di farla entrare. Sa com'?".

"Certo". Jupiter si era fermato nervosamente sulla soglia. Non era facile immaginare cosa avrebbe fatto un uomo che chiamava tutti Freeman ma doveva identificare i suoi visitatori alla luce.

"Si sieda, Mr Freeman", disse l'uomo, "e si metta comodo".

L'uomo, che come ricord Jupiter si chiamava Tom, indic l'unica sedia, ma lui scelse il bordo del letto per la sua vicinanza alla porta.

"Una notte tranquilla, eh, Tom?", chiese nel tentativo di essere cordiale.

Tom si sedette e appoggi l'ascia sulle ginocchia. "Quasi sempre  una notte tranquilla quando sono in servizio".

Jupiter si chiese fino a quando potesse risalire la memoria di quell'uomo; se non ricordava la notte prima, quel colloquio non sarebbe stato di nessuna utilit.

L'uomo controll con il pollice il filo dell'ascia e sorrise in direzione di Jupiter. "Affilata come un rasoio, eh? Ci si potrebbe staccare la testa a qualcuno".

Era una notte tiepida, ma Jupiter sent un soffio gelido alla nuca. La lampada guizz sotto un'improvvisa folata di vento, e sopra la sua testa un ramo sfreg sinistramente contro il tetto. Davvero un bel modo per passare la sera prima del matrimonio, pens tristemente.

"Ho letto quello che un tizio ha fatto con un'ascia", disse Tom alzandosi di colpo. Jupiter si aggrapp al bordo della branda ma l'uomo si diresse verso la cassa da imballaggio e torn con una rivista. Apr le pagine consunte al posto che cercava e spinse la pubblicazione verso il suo interlocutore. Era una rivista poliziesca di qualit scadente e la fotografia mostrava, come Jupiter pot giudicare da una rapida occhiata, un corpo senza testa in una pozza di sangue.

"Bel lavoro", disse Jupiter, e Tom torn alla sua sedia scuotendo il capo per esprimere il suo apprezzamento.

Be', per lo meno stiamo entrando in argomento, pens Jupiter. "Sono venuto da lei, Tom, perch ho saputo che la notte scorsa qui attorno c' stata un po' di agitazione".

Tom sollev gli occhi dalla rivista e si gratt la testa. "Non ricordo nessuna agitazione la notte scorsa, Mr Freeman".

"Qualcuno ha detto che si sono sentiti degli spari".

"Degli spari?". Tom alz la testa verso il soffitto e Jupiter avvert lo sforzo che faceva l'uomo per ricordare. "Ah, s, ci sono stati degli spari la notte scorsa. Lontano".

Jupiter non riusciva a capire se Tom lo aveva detto per compiacere "Mr Freeman", ma si chin in avanti ansiosamente. "Quanti spari, Tom?".

"Qualcuno".

Qualcuno? Mio Dio, pens. "Quanti?".

Tom si volt e sul suo viso comparve un'espressione impaurita. "Non sono guai per me, Mr Freeman, vero?".

"No, Tom, nessun guaio. Ricorda quanti spari? Due, tre?".

Il viso del vecchio si contorse. "Qualche volta faccio fatica a ricordare le cose".

"Succede a tutti", si affrett a dire Jupiter. "Pi di tre?".

"Ne ho sentiti sei", rispose il vecchio, finalmente deciso. "Li ho contati. Come faccio con i rintocchi dell'orologio, qualche volta".

Jupiter non sapeva se credergli oppure no. Quell'uomo era pazzo ma non c'era ragione che inventasse un numero preciso senza averlo sentito davvero. La notte scorsa c'era stato almeno uno sparo e di sicuro Tom lo aveva sentito.

" sicuro che fossero sei? Se erano ravvicinati forse era difficile distinguerli. Forse sono stati solo un paio e sono sembrati di pi".

"Oh, no, Mr Freeman, li ho contati bene. Erano lontani, pi lontani dei rintocchi dell'orologio".

Se questo tizio mi prende in giro, pens Tom... ma no,  proprio matto. "Quanto erano lontani, Tom?".

"Be', Mr Freeman, questo non saprei dirlo".

L'espressione spaventata era ricomparsa e Jupiter si chiese quanto dovesse mettere a dura prova il cervello di quell'uomo. Non aveva ancora incominciato a pensare quanto sarebbe servita alle indagini quella informazione, ammesso che fosse corretta. "Mi ascolti, Tom. Proviamo in questo modo. Quando io dico "bang", quello  il primo sparo; e quando lei pensa che sia ora del secondo me lo dica. Capito bene?".

Tom annu.

"Okay, bang!".

Guard l'orologio e attese. Tom aveva preso in mano l'ascia e stringeva forte il manico.

"Ora, credo".

Nove secondi. Molta gente nel calcolare il tempo era incline a essere veloce, ma non c'era modo di sapere come si comportava quell'uomo.

"Grazie, Tom. Questo  tutto quello che volevo sapere".

Jupiter si alz e non vide che Tom aveva sollevato l'ascia. Sent solo un sibilo vicino alla testa, seguito dal tonfo dell'ascia che si conficcava nella parete.

Per quattro secondi, calcolati accuratamente, rimase impietrito, incapace di muoversi, poi sent la risata stridula del vecchio.

Se c'era bisogno di qualcos'altro per incidergli quella scena nella mente come il massimo degli incubi, quella risata fu proprio ci che gli serviva. Continu, non proprio isterica, ma alta e stridula, e folle come niente che lui avesse mai avuto la sventura di sentire.

Fece un balzo di lato e raggiunse la porta. Un'incontenibile fascinazione lo costrinse a fermarsi e a girarsi per guardare quell'uomo. Con una mano si copriva la bocca, con l'altra si batteva la coscia, piegato quasi in due.

"Oh, Mr Freeman!", biascic. "Non volevo spaventarla, ma avrebbe dovuto vedere che faccia aveva!".

Jupiter, troppo atterrito per parlare, non comment.

"Volevo solo mostrarle", disse ancora Tom, smettendo di ridere con la stessa rapidit con cui aveva incominciato, "cosa potevo fare se qualcuno si aggirava qui intorno".

Jupiter si rese conto lentamente che quell'uomo non aveva avuto nessuna intenzione di ucciderlo, ma ne aveva gi abbastanza del ruolo di Mr Freeman e del guardiano notturno. "Lei  un tipo straordinario, amico mio", disse, e corse alla macchina.

Si infil accanto a Betty, accese i fari e avvi il motore. "Nel vano portaoggetti di questa auto c' mezza pinta di whisky. Chiedo che qualcuno tiri fuori la bottiglia, sviti il tappo, e me la tenga appoggiata alle labbra secondo un'angolazione adeguata".

17

Jupiter restitu la bottiglia a Betty e disse: "Quello che mi piace quando faccio il detective  la possibilit di conoscere delle persone cos interessanti".

"A proposito dell'attentato a O'Neill", intervenne Rice, "se  stata una questione di abbigliamento...".

"Zitto", disse Betty. "Cosa  successo, Jupiter?".

"Be', ai suoi tempi il vecchio Tom doveva essere un guardiano notturno molto efficiente".

Raccont dettagliatamente l'accaduto e non lesin i particolari sull'episodio del lancio dell'ascia.

"Di solito non mi succede", dichiar Betty portandosi la bottiglia alle labbra, "ma mi tremano le mani".

"Dopo di te", disse Rice.

Betty gli pass la bottiglia e si rannicchi accanto a Jupiter. "Da questo momento tu non mi lasci pi".

"Per la miseria", esclam Rice, "ci sei andato davvero vicino. Ma prima o poi tutti noi dobbiamo morire".

"Gi, questo  quello che dicono all'ufficio reclutamento", disse Betty rabbrividendo.

"Allora, cosa  successo la notte scorsa?", chiese Rice. "Un'esercitazione di tiro al bersaglio?".

Avevano imboccato la strada secondaria e Jupiter ferm l'auto.

"Chi vuole fare Mr Anthony?".

"Io", rispose prontamente Rice. "Qual  il tuo problema, giovanotto?".

"Non sapevo che tu ascoltassi la radio", osserv Jupiter.

"Un vignettista deve tenersi aggiornato. Coraggio, esponi il tuo problema".

"Be', Mr Anthony, domani mi sposo e non so cosa fare".

"Conosci la ragazza da tempo?".

"Da circa otto anni".

"Capisco. Continua, ti prego".

"Be', mi trovo in qualche modo invischiato in un'indagine per omicidio e non so se devo andare alla polizia e riferire quello che so in proposito. Se lo faccio potrei causare non pochi guai".

"Queste informazioni di cui dici di essere in possesso avrebbero come conseguenza la soluzione del caso?".

"Il che sarebbe un bene. Ma il guaio  che non so chi danneggerebbe. Quello che voglio sapere, Mr Anthony,  se devo continuare per conto mio fino a quando non arrivo al fondo della faccenda".

"E questo come si ripercuote sulla giovane donna che dici di aver intenzione di sposare?".

"Potrei dover tenerla alzata fino a tardi".

"Be', mio caro giovanotto, il mio consiglio  ridicolmente semplice. Va' dalla ragazza che dici di amare, parlale del tuo problema e ti assicuro che, se lei  la persona adatta a unirsi a te nel sacro vincolo del matrimonio, ti dir cosa devi fare".

"Grazie, Mr Anthony".

"Il prossimo caso, prego".

"Quanto tardi?", chiese Betty rassegnata.

"Dipende", rispose Jupiter. "Ora sono le undici. Prima di tutto dobbiamo fare una visita ai North a Catunit. Sono venti miglia da qui".

" sulla nostra strada, vero?", chiese ancora Betty.

"S,  sulla nostra strada".

"Bene, andiamo".

Jupiter avvi il motore senza spiegare che se la visita ai North aveva successo avrebbero dovuto ritornare a Syonsett. Una cosa alla volta, decise.

"E ora", disse Rice, "vorremmo conoscere la tua interpretazione a proposito di quegli spari multipli".

"Senza tacere dei tuoi sospetti", aggiunse Betty. "Personalmente ritengo che il tuo amico della baracca sia pi pazzo di quello che credi. Nel corpo c' un solo proiettile. Dove sono gli altri?".

"Ripartiamo da zero", disse Jupiter convinto. "Non so se Tom fingeva oppure no. Non vedo nessuna ragione per cui dovrebbe mentire, ma d'altronde non vedo nessuna ragione per cui dovrebbe esserci stato pi di uno sparo".

"Un altro strano elemento nella folle trama dell'omicidio", osserv Rice. "Forse il colpevole ha costretto la sua vittima a ballare mentre le scaricava colpi tra le gambe".

"Non  impossibile", ammise Jupiter. "L'unico problema  che forse North era privo di sensi quando  stato ucciso. Inoltre gli hanno sparato da distanza ravvicinata, il che significa che c'erano poche probabilit di mancarlo".

"Forse lo ha ucciso e in preda all'euforia ha scaricato dalla pistola i colpi restanti", sugger Betty. "Ho letto che spesso l'atto fisico di uccidere  eccitante".

"Da questo momento controller quello che leggi", disse Jupiter. "No, dubito che il tizio abbia scaricato la pistola tanto per divertirsi, avrebbe attirato troppa attenzione. Lui...".

S'interruppe, folgorato da un'idea.

"Silenzio", sussurr Rice. "Il Maestro ha avuto un'altra delle sue intuizioni".

"Perch North  stato ucciso sul campo da golf? Perch nessuno potesse sentire lo sparo e impedire all'assassino di fuggire. Possibile. Succede spesso. Ma c' stato pi di uno sparo. Sembrava che ce ne fosse stato solo uno e che l'assassino volesse farlo credere, per questo la scelta di un luogo solitario".

"E...?", chiese Rice.

"Questo significa che c'era una ragione ben precisa per sparare pi di un colpo. Una volta trovata la ragione, abbiamo la soluzione".

"Fantastico", comment Rice, toccando Betty con il gomito. "Ti sembra che questa interpretazione ci consenta di fare qualche progresso?".

"Be', s e no. Significa che l'omicidio  stato premeditato, ma non riesco ad andare oltre".

"Neppure io", ammise Jupiter.

Proseguirono in silenzio per un po', ammirando i riflessi della luna sull'acqua. La bottiglia pass di mano in mano finch non fu vuota, e tutti e tre furono pervasi da una piacevole sensazione di rilassatezza. Betty canticchi un motivetto, Going Home, che Jupiter riconobbe sentendosi lievemente colpevole.

"Continuo a ripensare a O'Neill e al suo abbigliamento", disse Rice dopo un po'. "Capisco che c'entra quello da sera, ma tutti erano vestiti in modo corretto, no?".

"S".

"Ma era qualcosa che riguardava gli abiti da indossare per la cena?".

"S. Quante domande vuoi?".

"Provo con quella da otto dollari. Lo smoking?".

"Be', in parte. Vuoi continuare?".

Betty chiese: "Ha qualcosa a che fare con la differenza tra una giacca nera e una bianca? Non vedo come potrebbe entrarci, ma ormai non mi stupisce pi nulla".

"No. Tu sei fuori. Torna al tuo posto".

"Il farfallino di O'Neill non era annodato quando  sceso nella hall", osserv Rice. "Me lo ricordo".

"Farai bene a non dimenticartene".

"Vuoi dire che questo particolare ha qualcosa a che fare con l'episodio dell'attentato?", chiese Betty, drizzando la schiena.

"Assolutamente".

Rice fischi. "Accidenti, se tu sapessi chi ha sparato a O'Neill solo per il fatto che il suo farfallino non era annodato, vorrebbe dire che io ti ho sottovalutato".

"Dopo un po' le inezie ti saltano all'occhio", disse Jupiter in tono sbrigativo.

"Ma se sai chi ha sparato a O'Neill sai anche chi ha ucciso North", protest Betty. "Hai detto di non sapere chi ha ucciso North".

"Continuo a non saperlo. Questo non significa che l'assassino abbia sparato quell'ultimo colpo".

"Ma stanno per estrarre la pallottola dalla parete, e potranno capire se proviene dalla stessa arma".

"Oh, s, proviene dalla stessa arma, puoi starne certa".

Betty sbuff. "Mi sto stufando di questo gioco. Perch non ci metti a parte del tuo segreto?".

"Vorrei, ma devo pur conservare qualcosa per l'ultimo capitolo, no?".

"Niente da fare", sospir la ragazza. "Lo conosco, quando  in uno di questi momenti non gli cavi niente".

Durante il resto del viaggio verso casa North la conversazione evit l'argomento dell'omicidio. Rice li intrattenne con storielle e canzoni, e Jupiter pot concentrarsi.

Invece di imboccare il vialetto che conduceva alla casa, ferm l'auto all'ingresso e spense il motore.

"Se tu li conoscessi abbastanza bene per far loro una visita", disse Betty, "credo che non si dispiacerebbero se tu entrassi con la macchina".

"Be', non  esattamente una visita", rispose scendendo dall'auto. " pi qualcosa di simile a un furtarello".

Si allontan prima che Betty potesse protestare.

Contava sul fatto che tutti fossero a letto. Era quasi mezzanotte, quella gente aveva avuto quella che si pu definire una giornata faticosa, e lui era convinto che le probabilit di successo fossero decisamente a suo favore. Quando arriv alla casa fu sicuro di aver avuto ragione. Il pianterreno era al buio, mentre da una stanza al piano di sopra filtrava ancora una luce. Tenendosi sotto gli alberi percorse un lato della casa fino all'altezza del soggiorno. Ricordava che la stanza aveva una portafinestra, ed era abbastanza sicuro che i North non si preoccupavano di chiuderla a chiave la sera. C'era una terrazza davanti alla portafinestra, e Jupiter si accingeva a entrare quando sent dei passi alle sue spalle e una mano che gli sfiorava il braccio. Il suo cuore ripet la stessa rappresentazione dei brevi momenti dopo il lancio dell'ascia da parte di Tom, ma si tranquillizz subito. Era Betty.

"Io vado dove vai tu", gli sussurr. "Cadremo insieme".

"D'accordo", rispose lui, riprendendo fiato, "ma non posso prometterti niente di speciale".

"A me sta bene. E adesso sbrighiamoci, comunque vada. Pur di farla finita".

Percorsero la terrazza, e Jupiter fu piacevolmente sorpreso nel trovare socchiuso un battente della portafinestra.

"Troppo semplice", sussurr, ed entrarono.

Il chiaro di luna, gi descritto adeguatamente, risult essergli sufficiente per distinguere gli oggetti nella stanza. Si avvicin al pianoforte e prese la fotografia della ragazza che aveva notato nel pomeriggio. Si proponeva di tornare al ristorante di Syonsett e scoprire se George, lo chef serale, era in grado di identificare la giovane donna dell'immagine come quella che aveva visto la sera prima telefonare a O'Neill. Lui era sicuro che quella fosse la foto della sorella di Ann e, anche se era solo una congettura, era sicuro che George gli avrebbe dato una risposta affermativa.

Betty guard a sua volta la foto e rimase a bocca aperta. "Sarebbe a dire che sei venuto qui per la fotografia di una bella ragazza? Cosa sei, un maniaco sessuale?".

Lui la zitt e si accingeva a uscire quando vide una donna che arrivava dalla spiaggia attraverso il prato.
Jupiter pens che avrebbe dovuto sospettarlo quando aveva trovato la porta semiaperta, ma non aveva il tempo per recriminare. Afferr Betty per un braccio e la trascin velocemente dietro il pianoforte.
Anche lei aveva visto la donna e stava sussurrando: "Oh, santo cielo, poveri noi".

Era Ann North, con indosso un leggero soprabito sopra la camicia da notte. Si ferm con una mano sulla porta e si volt a guardare l'oceano. Si vedeva chiaramente il suo profilo e Jupiter, nonostante l'agitazione, fu percorso da un'ondata di tenera solidariet. La donna appoggi la testa alla porta, e Jupiter vi colse un'espressione che trov difficile decifrare. Non era dolore o determinazione, come si sarebbe aspettato, ma pace e, s, pens, perfino felicit.

La donna rimase immobile per mezzo minuto, poi entr e chiuse la portafinestra dietro di s. Jupiter sent tremare Betty accanto a lui e le strinse pi forte il braccio. Ma Ann attravers la stanza senza accendere la luce, poi la sentirono salire di corsa le scale.

Betty sospir di sollievo ma Jupiter non si mosse. L'immagine di Ann sulla porta era una cosa che di sicuro non avrebbe mai dimenticato. Quello che provava non aveva niente a che vedere con il suo amore per Betty, eppure si rendeva conto che non avrebbe mai potuto spiegarglielo. Per un attimo Ann North era stata il simbolo della Ragazza Perfetta, la Ragazza dei Sogni, che non esiste. Forse era stata l'eccitazione del momento, o perfino l'alcol che lui aveva bevuto, ma l'illusione c'era stata. Sapeva che molti uomini non si rendono mai conto che la Ragazza dei Sogni non esiste e non smettono mai di cercarla. Lui sapeva che se avesse visto Ann il giorno dopo e le avesse parlato, lei sarebbe stata come qualsiasi altra ragazza, inferiore a Betty sotto tutti gli aspetti, eppure per un attimo lei era stata la Ragazza dei Sogni, perfetta fin nei minimi dettagli. Inoltre, Ann gli aveva fatto detestare se stesso e le sue azioni come mai nessun rimorso del mattino dopo aveva fatto. Eccolo nella sua casa, con in mano la fotografia di sua sorella, pronto a cercare di dimostrare il legame di sua sorella con un omicidio che non avrebbe dovuto riguardarlo minimamente. Se portava quella foto a George al ristorante e risultava che lui aveva ragione, la polizia lo avrebbe scoperto domani. Be', al diavolo la sua prova. Si spost sulla parte anteriore del pianoforte e rimise la foto al suo posto.

"Non la prendi?", gli sussurr Betty.

"No. Ora non ne avr bisogno".

Apr la portafinestra senza far rumore e uscirono.

Mentre tornavano alla macchina sotto gli alberi, lei chiese: "Era Ann North, vero?".

"S".

"Era... be', era una bella visione l fuori, vero?".

"S, tesoro, era una bella visione".

18

Rice si addorment sulla strada di ritorno a Cambridge. Betty appoggi la testa sulla spalla di Jupiter e lui guid pi velocemente del solito per mantenersi vigile.

"Immagino che sia il giorno del nostro matrimonio", disse lei con voce assonnata. "Ti dispiace se finora non sono n trepidante n nervosa?".

"Anch'io sono stanco", ammise Jupiter. "Mi dispiace di averti rovinato l'ultimo giorno di libert. Se io avessi avuto un po' di buon senso, prima di tutto non saremmo dovuti andare a Syonsett".

"Dev'essere noioso avere buon senso. Adesso cerchiamo di venire fuori da tutta questa storia".

" difficile mantenere un equilibrio".

"Lo so", disse Betty e dopo una pausa aggiunse: "Mi chiedo perch  stato ucciso North. Hai visto,

sua moglie sembrava quasi felice".

"Il movente risiede l, da qualche parte, ma non riesco ancora a identificarlo. Uccidere  un passo drastico".

"Ma al momento molto popolare. Viviamo in un mondo schifoso, vero?".

"Non  facile, ma penso che non lo sia stato mai. "Non uccidere", ci viene comandato. Credo che sia una questione di gradi. A me piace la caccia, ma non il momento dopo aver sparato. Mi piace alzarmi presto e addestrare un cane e farmi un drink e parlare della caccia a fine giornata. Tutto questo fa superare il brutto di raccogliere un uccello morto".

"Se volevi seguire il comandamento dovevi rinunciare a mangiare la carne e il pesce e a schiacciare le zanzare".

"Certo. L'uomo deve porsi un limite. Per lo meno, un uomo sano di mente. Se veramente il vecchio Tom avesse cercato di uccidermi con la sua ascia, io avrei fatto del mio meglio per uccidere lui e senza preoccuparmene minimamente".

"Proprio questo dicono del vecchio Adolf e della sua ideologia".

"Esatto. Ed  quello che lui dice ai suoi ragazzi. L'imperialismo  ancora una parola che non ha perso il suo significato".

"Santo cielo! Non star per sposare uno della quinta colonna?".

"No. C' qualcosa di pi in gioco che non l'imperialismo. Non so se alla fine si sar rivelato degno di milioni di vite umane. Finora non  mai stato cos, ma gli uomini sono notoriamente ottimisti. Non  solo questione se tu pensi che la tua vita meriti il rischio, ma anche se vuoi trascinare con te le sorti di altri innocenti".

"Noi non siamo in dissidio con i tedeschi, ma solo con il loro Capo", disse Betty.

"Lasciando perdere gli slogan,  solo la questione della propria avversione a uccidere e a essere uccisi.
Quello che voglio tenere a mente  che tutti i pacifisti sono pensatori. La maggior parte dei soldati non pensa".

"E che mi dici dei pacifisti recuperati?".

"Ammiro la loro sincerit, ma continuo a ricordarmi della loro et. So che sarebbero disposti a dare la vita, ma si trovano nella straordinaria situazione di aver gi vissuto una buona parte della loro esistenza.
La differenza  tutta l, e nessuno pu farci niente. In questo momento, per me la mia vita  pi importante di qualsiasi altra cosa io riesca a immaginare. Solo per il fatto di essere vivo. Non ho mai vissuto queste esperienze, ma credo che piuttosto che essere morto preferirei lavorare quindici ore al giorno in un altoforno e non vedere mai la luce del sole. Tra dieci o quindici anni pu darsi che la penser diversamente. Non posso prevederlo. Posso solo dire come mi sento in questo momento".

"Sono d'accordo", dichiar Betty, "ma conosco molte persone che direbbero di te che sei miope".

"Li ho sentiti, ho letto i loro libri e ho tenuto aperta la mente. Immagino che sia questo il mio guaio. Il fatto di tenere la mente aperta. Sono invidioso della facilit con cui certe persone prendono posizione su argomenti importanti. La loro mente dev'essere magnificamente libera da preoccupazioni e pensieri".

"Cosa farai, Jupiter", chiese Betty lentamente, "quando ti daranno un colpetto sulla spalla e ti diranno: "Ecco la tua divisa"?".

" questo il problema, vero? Diavolo, non lo so. L'obiezione di coscienza non ha mai dimostrato molto. Il maggior obiettore di coscienza di tutti i tempi non  stato preso molto a esempio negli ultimi duemila anni. Comunque dubito che ne avrei i requisiti necessari. Devi avere un'educazione religiosa, e non credo che la logica sia un sostituto accettabile. A quel punto puoi sempre accettare e rischiare, come si dice. Sciocchezze. Quando indossi una divisa fai un contratto con te stesso di essere disposto a morire e a uccidere per un ideale. Chi non mette in atto questo proposito non fa altro che prendersi in giro. E se c' una cosa che non voglio fare in questa faccenda  pensare in seguito che mi son messo il paraocchi. C' solo un'alternativa. Si pu decidere che il mondo  un posto cinico e ognuno pensa per s e si pu intrallazzare e forse mentire un po' e, se si hanno le maniglie giuste, si pu anche finire dietro la linea del fuoco. Agli occhi del mondo tu starai facendo "la tua parte" e non sarai ucciso e non ucciderai. In breve, come quasi tutti su questa terra, sarai un bastardo per sempre".

"Se lo riconosci, non sei poi cos male", comment Betty. "Io preferisco prenderti vivo".

"C' anche un elemento di presunzione in quest'ultima scelta. Mi piace pensare che sar pi importante da vivo per il mondo dopo la guerra che non morire combattendola. Scelgo due pensatori

vivi al posto di due patrioti morti. E se il mondo nella sua storia ha fatto qualche passo avanti  perch

questa proporzione  stata mantenuta".

"Forse dovrebbero escogitare un test per il quoziente d'intelligenza dei soldati".

"Lo faranno. Ci stanno gi lavorando. Il tempo di un paio di altre guerre, e il lavoro  fatto".

Jupiter usc in una breve risata. "Questo genere di conversazione non trova posto in un'indagine per omicidio".

"Hai intenzione di continuare?".

"Come ho gi dichiarato, possiedo una mente indagatrice. Se potr scoprire qualcosa senza implicare nessuno, lo far. Poi dovr decidere come comportarmi. La vita non  altro che una serie di tentativi per prendere una decisione".

Parlarono poco per il resto del viaggio. Rice si svegli un paio di volte, chiese dove si trovavano e si riaddorment. Dormiva ancora quando Jupiter ferm l'auto davanti alla casa di Betty.

"Eccoci arrivati, tesoro", disse lei. "Si dice che porti male vedere lo sposo il giorno delle nozze, prima della cerimonia, ma immagino che a questo punto ci sia ben poco da fare".

Lui l'accompagn fino alla porta e lei gli si butt tra le braccia e gli sorrise. "Questa  l'ultima volta che mi lasci sulla porta, eh?".

"L'ultima volta".

La baci, e lei sussurr: "Tesoro mio, ti amo tanto".

"Anch'io".

"Ora va' a letto, mi raccomando".

"Avr gli occhi ben aperti in chiesa, te lo prometto".

"Buonanotte".

"Buonanotte, piccolina".

Quando torn in macchina Rice era sveglio.

"E cos, questa  Cambridge", disse sbadigliando. "Una cittadina graziosa".

"Vuoi andare a letto?".

"Andiamo al club a farci un drink. O devi fare delle altre indagini?".

"Tenter di fare una telefonata".

Raggiunse la piazza e si ferm davanti a un emporio. Per le strade c'erano molte persone vestite elegantemente da sera, ma gli studenti universitari erano gi partiti per le vacanze. La maggior parte degli uomini erano componenti della riunione del venticinquesimo i cui festeggiamenti notturni stavano per avere inizio.

Jupiter entr nel drugstore, prese l'elenco telefonico e cerc i Little. Non sapeva il nome della sorella di Ann, ma l'anziana Mrs North aveva detto che la ragazza aveva un appartamento in citt. Esisteva sempre la possibilit che fosse sposata, ma lui la escluse per come Mrs North si era espressa. Le donne sposate, secondo le signore dell'ambiente e della generazione della stessa Mrs North, non hanno "un appartamento in citt", ma piuttosto "vivono in citt con il marito". La distinzione era sottile ma chiara.
C'erano parecchie Little nubili, ma lui scelse come la pi probabile una Jane Little residente in Pinckney Street. Fece il numero e aspett. Il telefono squill due volte, poi rispose una voce femminile.

"Pronto, Jane? Parla Jack O'Neill". Ecco la grande prova, pens. Lei non deve fare altro che riconoscermi.

"Oh, Jack. Dove sei?".

Jupiter deglut e prese una rapida decisione. "Sono in citt, Jane. Possiamo vederci?".

"S, certo... Jack, va tutto bene, vero?".

"S. Arrivo subito. Ciao".

Pos il ricevitore ed espir. Aveva fatto centro.

"Lo so, Jane, sto giocando sporco", borbott, "ma potrebbe essere per il tuo bene".

Fuori disse a Rice che doveva andare in citt.

"Possiamo vederci al club se non vuoi venire con me".

"Dovr aspettarti in macchina?".

"S, ma non ci metter molto".

"Vengo anch'io. Non potrei affrontare il club senza di te. I vecchi laureati mi spaventano".

"Quando avremo finito in citt, andremo l a spaventare qualche vecchio laureato".

Percorsero il viale lungo il fiume, fino al parcheggio del centro storico. Le luci in alcuni edifici d'epoca erano ancora accese e Jupiter pens, come faceva spesso, che forse c'erano alcune cose sbagliate in Harvard come istituzione, ma niente che non andasse riguardo al suo aspetto notturno.

"Molto decorativo", disse Rice sospirando. "Sai, potrei sentire una punta di nostalgia".

"Cos devi sentirti alla tua riunione del decennale. Quelli erano giorni, come si suol dire".

"Difficile uguagliare quei quattro anni quanto a totale irresponsabilit. Mio Dio, quando penso ai problemi che avevo dovuto affrontare! Gli esami di met anno, quelli finali, le lezioni alle dieci.
Incredibile che non abbia avuto un crollo di nervi".

A Boston, al di l del ponte, a Beacon Hill, Jupiter si destreggi nel dedalo di strade, e trov il numero che cercava in Pinckney Street.

"Ah, Beacon Hill", esclam Rice, "Perbacco!".

"Ma come, voi newyorkesi non deridete le nostre tradizioni?".

"Noi abbiamo le nostre tradizioni, ma ogni tanto le spazziamo via".

"Allora sta qui seduto ad assorbire un po' del meglio in assoluto".

Il nome "Jane Little" era scritto chiaramente su una targhetta. Jupiter premette il pulsante del campanello, la porta si apr a scatto e lui sal su per le scale. L'appartamento di Jane era al terzo piano, e sper che lei non lo vedesse prima di poter entrare in casa. Ma quando svolt l'ultimo angolo della rampa, vide che lei era in piedi accanto alla porta. Il primo pensiero di Jupiter fu che la giovane donna non era cos attraente come in fotografia, e si rese conto che ben poche donne lo erano.

"Oh, pensavo...". Jane si interruppe, e Jupiter decise che era troppo sorpresa per rientrare e chiudere la porta. "Mi scusi", aggiunse, "credevo che fosse un'altra persona".

Lui sorrise. "Esatto. Lo sono".

"Ma non capisco. Io...".

"Mi chiamo Jones. Ero a Syonsett. Non ho niente a che fare con la polizia, ma ho fatto finta di essere O'Neill quando le ho telefonato".

Sapeva di mettere a rischio le sue possibilit di scoprire qualcosa dichiarando la sua posizione, ma aveva gi fatto abbastanza compromessi con il suo onore quando si era spacciato per O'Neill al telefono.

"Ma cosa vuole? Che cosa vuole da me?".

"Voglio parlare con lei. E non sono neppure un giornalista. Mi pu chiamare Sir Galahad se lo desidera. Io...".

"Sir Galahad!".

Tocc a Jupiter essere sorpreso. L'espressione della donna era improvvisamente cambiata quando lui aveva pronunciato quel nome; vi aveva letto un lampo di piacere, che si stava tramutando in paura. Cosa diavolo c'entrava Sir Galahad...?

"Le dispiace se entro?".

La testa di lei si muoveva lentamente avanti e indietro. "Io non so chi sia lei".

"Senta, Jane. Stasera ho visto sua sorella. Era ferma sotto la luce della luna e sul suo viso c'era una meravigliosa espressione". Una cosa non molto sensata da dire. "Si  fatto tardi e io sono stanco e domani mi sposo. Non so esattamente quello che sto facendo, ma sono pronto ad aiutare sua sorella".

"Meglio che entri", disse lei e indietreggi lentamente dalla porta. "Lei non  ubriaco, vero?".

"Immagino che cos sembri ma non lo sono". Jupiter entr e si ritrovarono uno di fronte all'altra nel piccolo soggiorno. "Lasci che le dica come sono finito dentro questa storia".

Le raccont di Rice e di Betty e di come avesse seguito da vicino l'operato della polizia, e concluse: "In questo momento sono andato pi avanti di loro di non so quanto. Non mi sto vantando, ho solo avuto un po' di fortuna. Il fatto  che non so quanto tempo passer prima che mi raggiungano. Sto cercando di arrivare a una conclusione prima di quel momento, cos sapr cosa dire loro".

"Non credo di capire del tutto", disse Jane, e lui si accorse che si metteva sulla difensiva. "Perch ha voluto vedere me?".

Lui si sedette sul bracciolo di una poltrona. "Prima di tutto voglio sapere perch Sherman North  stato ucciso".

"Non lo so".

"D'accordo. Perch ieri sera  andata a Syonsett e ha cercato di mettersi in contatto con O'Neill?".

La ragazza inarc le sopracciglia e si appoggi al caminetto. "Non so cosa intende".

Sei una ragazza simpatica, pens Jupiter, ma anche tu vai troppo al cinema. Forse lo faccio anch'io.

"Sar meglio che smettiamo di recitare, Jane. Il fatto  che in quel ristorante lavora un ragazzo di nome George in grado di identificarla quando la polizia andr a interrogarlo. Inoltre prenderanno in prestito un paio delle sue scarpe e le confronteranno con le impronte che lei ha lasciato sul campo da golf la notte scorsa".

Lei sapeva di essere sconfitta ma continuava a lottare. "Se  cos, immagino che dovr aspettarmi che arrivi la polizia".

"Lei non ci creder, Jane, ma io questa notte sono andato a casa dei North a rubare la sua foto che tengono sul pianoforte. Stavo per mostrarla a George. Ho deciso di no perch sapevo che lui sarebbe andato a spifferare tutto alla polizia. Gliel'ho detto per dimostrarle la mia buona fede. Io non sono lo scagnozzo di nessuno".

"Vorrei tanto sapere cosa sta facendo".

"Cerco di risolvere un problema. Per lo meno questo  quanto avevo incominciato a fare. Ora non lo so, ma evidentemente  pi di un problema per me. Se lei pensa che io sto solo ficcanasando in giro e non so niente, lasci che le dica questo. Ieri sera lei ha lasciato la casa dei North intorno alle nove. Non so dove sia andata, ma a mezzanotte meno un quarto lei  entrata in quel ristorante e ha telefonato a O'Neill. All'albergo le hanno detto che lui era sul campo da golf. Lei voleva vederlo, perci  andata in auto fino al club e a piedi ha percorso il campo da golf per cercarlo. Mentre era l ha visto qualche altra cosa. Credo che abbia visto uccidere North, da lontano".

Lei si era portata una mano alla gola, e lui continu. "Dopo gli spari lei si  avvicinata per vedere cosa era successo e ha trovato che North era morto. Lei voleva scappare quanto pi possibile in fretta, perci si  tolta le scarpe ed  corsa alla sua auto". Mio Dio, pens, perch non ho pensato prima a questa spiegazione per le impronte sparite? Jupiter aveva parlato in fretta, e praticamente la cosa era uscita da s! Aveva il fiato corto per tutto quel discorso e per l'eccitazione. A Jane tremava la bocca, teneva le mani strette a pugno lungo i fianchi.

"Vorrei che se ne andasse. La prego, mi lasci sola".

"D'accordo, Jane, me ne vado. Mi dispiace, non intendevo essere cos drammatico. Ma vorrei che lei mi dicesse un paio di cose".

Lei scosse il capo e distolse lo sguardo.

"D'accordo. Affari suoi. Ma non  cos grave come pensa. Alla polizia non ne sanno ancora niente, ma domani vengono qui da lei. Ne sono sicuro. Far meglio a preparare una sua versione corretta dei fatti.
Vorranno sapere a che ora  tornata a casa ieri sera. Ha lasciato la casa dei North alle nove, perci avrebbe dovuto essere a casa per le dieci e mezzo. Dove parcheggia la sua auto?".

"Fuori. Sul retro".

"Bene. Non potranno controllare con un garage. Io mi libererei delle scarpe che indossavo ieri sera, se gi non lo ha fatto. Questo espediente potrebbe non funzionare, ma funzioner se la polizia non la metter a confronto con George. Grazie al cielo non gli ho portato la sua fotografia". Jupiter aveva raggiunto la porta. "Buonanotte, Jane, continui a lottare".

Arrivato a met delle scale si rese conto di quello che aveva fatto. Lo shock fu come un pugno allo stomaco. Se quella non era complicit...!

"Mio Dio", disse ad alta voce, "per quello che ho fatto potrei prendermi vent'anni!".

"Per che cosa?", chiese una voce sul pianerottolo.

Jupiter afferr la ringhiera e guard verso il basso. Un uomo vestito da sera stava rimettendo in tasca la chiave di casa. Era decisamente malfermo sulle gambe, e chiaramente abitava in quella casa.

"Oh, niente", rispose Jupiter oltrepassandolo.

"Dovrebbe fare ricorso", disse l'uomo salendo le scale.

Una volta in auto Jupiter disse: "Non so cos'hanno quelle ragazze Little, ma di sicuro fanno uno strano effetto agli uomini".

19

Il procuratore Watkins si era sistemato per la notte in una stanza del Syonsett Beach Hotel. Il chiarore della luna ormai calante che filtrava dalla finestra e il rumore del mare che accarezzava la spiaggia lo

invitavano ad abbandonarsi a un sonno beato.

Tuttavia, lui era disteso con gli occhi aperti. Non era del tutto soddisfatto di come procedeva il caso.
D'accordo, il primo giorno aveva condotto le indagini nel modo pi esauriente possibile. Aveva gestito la delicata situazione della famiglia North con molta perizia, ed era sicuro che non ci sarebbero state ripercussioni politiche. Ancora pi difficile era stato il problema dei partecipanti alla riunione del decennale, dei quali era stato impossibile accertare a breve termine le affiliazioni e la sfera d'influenza.
Sperava di non aver pestato dei piedi importanti. Non si poteva mai dire con gli uomini di Harvard: uno poteva avere l'aria di un buono a nulla, e avere il padre giudice.

O'Neill sapeva qualcosa, e alla fine lui sarebbe riuscito a fargliela tirar fuori. Questa notte ci sarebbe stato un agente fuori dalla sua porta, escludendo in tal modo la possibilit che si verificasse un'altra aggressione.

Ma perch quel Jones aveva lasciato l'hotel in fretta e furia? Dopo essersi insinuato di prepotenza nelle indagini, sembrava strano che se ne andasse sul pi bello.

"Oh, be'", pens il procuratore distrettuale, "comunque aveva tutta l'aria di un pazzoide".

Matthews e O'Neill erano a letto ma non dormivano. Matthews osservava il bagliore della sigaretta di O'Neill e l'occasionale sprazzo di luce quando il suo amico aspirava il fumo.

"Continuo a pensare a Jones", disse O'Neill all'improvviso. "Tu cosa hai pensato di lui?".

Matthews soppes accuratamente la sua risposta. "Mi  sembrato a posto".

"Ah, s?", rispose O'Neill con una punta di sarcasmo. "Ma quanto a posto?".

In un'altra stanza a un altro piano Cartwright e Blagdon non avevano ancora spento la luce.
L'avvocato era seduto presso la finestra mentre Blagdon si stava svestendo.

"Cosa ne pensi, Tommy?", chiese Cartwright.

"Cosa ne penso?". Blagdon drizz la schiena e guard in faccia il suo compagno di stanza. "Be', per la prima volta da molto tempo mi sento veramente vivo".

"S, anch'io". Scosse il capo e guard fuori dalla finestra. "Una strana sensazione, un po' come essere in guerra".

Harlan Brown era a letto e cercava di leggere. Ma le battute della commedia gli sembravano irreali e finte. Erano pi come degli editoriali, accuratamente rifinite e messe insieme abilmente, cosicch la commedia possedeva ritmo e genialit ma i personaggi erano privi di realt. In quest'opera teatrale lui poteva interpretare il dottore, una parte che aveva sempre desiderato, ma come uomo il dottore era fasullo. Lui sapeva che cos doveva essere in teatro, che doveva esserci quella accentuata qualit drammatica del personaggio e dell'azione, ma ci si stanca a interpretare delle persone finte. Aveva sempre detto che quello era un modo per guadagnarsi da vivere, ma dopo un po' ci doveva essere qualcosa di pi. E sarebbe stato terribilmente difficile tornare a farlo dopo tutto questo.

Lasci cadere il libro sul petto e si mise a fissare il soffitto.

"Non m'importa di quello che succeder. Per lo meno so che non sono un personaggio fasullo".

Larry Winston era a letto e sapeva che si sarebbe addormentato presto: la quantit di whisky che aveva ingurgitato avrebbe fatto il suo effetto. A pensarci bene, quello era un mondo maledettamente folle. Suo padre aveva sempre detto che bisogna badare a se stessi e forse aveva ragione, ma una volta tanto si deve uscire da se stessi, e la cosa strana  che quando lo si fa ci si sente bene. Per esempio, quei tizi di Oxford e i loro stravaganti reggimenti. Quanto a boria non c'era nessuno che li eguagliava, eppure quando era scoppiata la guerra avevano guidato i loro uomini fuori dalle trincee con in mano niente altro che un frustino di salice. Questo con l'intento di far colpo sui soldati, tuttavia... Cosa aveva detto qualcuno sulla vita di un tenente inglese nell'ultima guerra? Un minuto e mezzo in azione? Forse in questa guerra  diverso, pens Winston, ma mi chiedo quanti di quelli che ho conosciuto l'abbia scampata a Dunkerque.

"Lo hanno fatto perch dovevano", borbott, "ma immagino abbiano sentito che era importante".

Per la seconda notte di seguito Laurence Hood Winston si addorment senza pensare al polo, alle donne e al baseball.

Nel loro club di Cambridge Jupiter e Rice erano seduti in compagnia di una bottiglia di whisky e di un vecchio laureato. L'anziano signore era appena arrivato e aveva spiegato che passava la notte al club in preparazione dei festeggiamenti del giorno dopo. Tre studenti universitari dell'ultimo anno erano in cucina a cucinare delle uova, ma per il resto la sede del circolo era deserta.

"Sono un laureato del 1910", continu il vecchio. "Non ho alcuna ricorrenza quest'anno, ovviamente, ma io torno tutte le volte che posso".

Jupiter e Rice dichiararono quale fosse stato il loro corso, e l'uomo accett un drink.

"Ma, santo Dio", disse a Rice mentre Jupiter versava da bere, "allora sarete stati a Syonsett".

Rice fece per parlare ma Jupiter toss.

"No", rispose Rice, "non sono riuscito ad andarci".

"Ma avrete sentito di quella cosa terribile che  successa proprio l?".

"S", rispose Jupiter, "Abbiamo letto la notizia sul giornale".

L'uomo scosse il capo. "Spaventoso. Io conoscevo il padre del ragazzo. Un grand'uomo. Una cosa orribile. Brutta cosa per il vostro corso".

"E una dura prova per la famiglia", osserv Jupiter.

"S, certo". Sollev rapidamente lo sguardo, ma la faccia di Jupiter era priva di espressione. "Non posso immaginare che una cosa simile sia successa al giovane North. L'avrete conosciuto al college, no?".

Guard con aria interrogativa Rice, che si affrett a rispondere: "S. Era una brava persona".

"Una storia spaventosa". Jupiter gli porse il bicchiere e lui bevve. "Strano come cose del genere colpiscano cos tanto con tutti gli orrori che accadono in Europa. Ma questo  un omicidio!".

"Dev'esserci una differenza", disse Jupiter. "Vorrei poterla scoprire".

L'uomo lanci di nuovo un'occhiata penetrante a Jupiter. "Non capisco".

"Omicidio di massa e un singolo omicidio", aggiunse Jupiter. "Per un singolo omicidio si va alla sedia elettrica".

"Oh, s". L'uomo usc in una risata incerta. "Dovrebbero proprio farlo. A incominciare da Hitler e gigi fino a tutti gli altri.  l'unica risposta".

"E quale sarebbe?", chiese Rice.

"L'estinzione totale della razza tedesca. Sono fonte di guai, lo sono sempre stati. Pu dire quello che vuole, ma questa  l'unica soluzione".

Rice ammicc in direzione di Jupiter, ma entrambi si astennero dal commentare. L'uomo, rendendosi conto che erano finiti su di un terreno scabroso, si sprofond nella poltrona e si guard attorno con un'aria tenera.

"Adoro tornare in questo posto. Quando sarete vecchi come me capirete quello che provo. Solo entrare qui, nel cuore della notte, mi fa sentire che sono tornato ai bei tempi". Continu a parlare per un po', fin il suo drink e and a dormire.

"Ges", esclam Rice. "Chi  quel tizio?".

"Il presidente di una societ che controlla mezza dozzina di giornali. Uno dei soci pi eminenti del nostro club".

"Proprio un bel tipo!".

I tre studenti anziani avevano finito il loro pranzo ed erano comparsi sulla porta. Fecero un cenno col capo a Jupiter ed entrarono. Lui li present a Rice. Uno di loro era pi ubriaco degli altri, e and a sbattere contro un tavolo. "Che mare in tempesta. Chiudete i boccaporti, ragazzi".

"Andiamo a letto", disse un altro.

"Giusto", rispose l'ubriaco. "A letto. Dobbiamo essere in forma per domani. Siamo sulla soglia della vita".

"Sulla soglia della vita e di Camp Edwards", disse l'altro. "In riga, soldato Moore!".

Si avviarono in fila e uno di loro si ferm e si rivolse a Rice. "Buonanotte, signore".

"Buonanotte", disse Jupiter.

"Cristo", esclam Rice. "Mi ha chiamato "signore"!".

"Non prendertela. Gli studenti al secondo anno per un po' lo fanno anche con me".

"Stiamo diventando cos vecchi?".

"Siamo a met strada", rispose Jupiter finendo il suo drink. "Lascia passare otto, dieci anni, e dovrai prendere la tua decisione. Se tornerai qui e penserai di essere uno dei ragazzi, scoprirai che non lo sei.
Se tornerai qui pieno di ricordi, come quel bel tipo di prima, ti divertirai e saranno tutti gentili con te".

"Non tornarci".

"Il cibo continua a essere il migliore di Cambridge". Jupiter guard l'orologio. "Mi sposo tra nove ore".

"Prima di salire diamo il tempo al vecchio laureato di addormentarsi".

"Abbiamo una stanza per conto nostro".

"Lo so, ma potrei incontrarlo in corridoio". Rice si vers un ultimo drink e sollev il bicchiere. "A te, amico mio. Ti auguro tutta la felicit del mondo".

Jupiter aveva assunto un'espressione grave. "Sul serio, Ed, non cambier niente dopo che sar sposato, vero? Potremo sempre farci delle belle risate".

"Diavolo, no! Non far nessuna differenza". Scoppiarono a ridere entrambi.

"Credo che non dobbiamo preoccuparci di invecchiare".

"Comunque  stato divertente finch  durato", concluse Jupiter.

Rimase sveglio un'ora dopo che furono andati a letto. Con l'aiuto di Rice, era riuscito a dimenticare l'omicidio e a godersi la sua versione privata del pranzo dei cerimonieri addetti al suo matrimonio. Che fosse consistito di un paio di drink nel cuore della notte in compagnia del suo testimone non dipendeva direttamente dalle sue indagini sull'omicidio. Non era stata sua intenzione fare qualcosa di pi complicato. La solita cena dei cerimonieri non era altro che una scusa per delle virili bevute di gruppo, ma lui aveva voluto che la sua festa di addio al celibato significasse qualcosa di pi, ed era riuscito nel suo intento.

Il movente, l'esecuzione e l'esecutore principale dell'omicidio di North restavano problemi fastidiosi.
Forse non sarebbe mai arrivato a una soluzione, ma era impossibile non pensarci. C'erano cos tanti elementi che dovevano combaciare. La mania di Blagdon di spezzare i fiammiferi, i sei spari, il ciondolo per orologio a forma di spada, e la riluttanza di Ann North, di sua sorella e di O'Neill a fornire informazioni. In qualche modo tutte queste cose dovevano combaciare e fornire una spiegazione.
Perch Jane

Little era trasalita udendo il nome di "Sir Galahad"? Dove stava il movente?

Quando finalmente si addorment non aveva trovato risposta a tutti quegli interrogativi. Ma si era fatto un'idea. E dopo tutto, pens proprio prima di addormentarsi, un'idea ha sempre preceduto un'azione costruttiva.

20

Era una bella giornata per un matrimonio. Alle otto Jupiter era alzato e vestito, e tir Rice per un braccio.

"Sveglia, sveglia!", gli disse. "Questo  il giorno delle mie nozze".

Dalla finestra filtrava un tiepido sole e una leggera brezza agitava le foglie dei tigli nella strada sottostante.

Rice emise un lamento e si pass la lingua all'interno della bocca.

"Scendo a ordinare la colazione. Tu cosa fai?".

"Sono gi le undici?", borbott.

"Sono solo le otto, ma io ho una mattinata molto piena. Se vuoi puoi restare a letto".

"Le otto? Ma  fantastico". Si mise seduto sul letto e si gratt la testa.

"Testa che scoppia?", chiese Jupiter.

"Gi". Strizz gli occhi per ripararsi dalla luce. "Bella giornata per un matrimonio".

"L'ho ordinata per l'occasione. Sai,  incredibile. Sto magnificamente".

Rice aggrott la fronte. "Mio Dio, ragazzo, sei nervoso come un pivello".

"Accidenti se lo sono. Che cosa te lo fa pensare?".

"Be', per prima cosa hai messo il vestito sbagliato".

"Torno a cambiarmi dopo essere andato in citt".

"In citt? A fare cosa?".

"Ancora una piccola indagine".

Rice croll sul cuscino. "Questo  il colmo".

"Torno in tempo per vestirmi di tutto punto".

Con uno sforzo palese Rice rotol fuori dal letto. "Ho giurato a Betty che ti avrei tenuto d'occhio.
Fammi prendere un paio di aspirine e vengo con te".

"Come vuoi tu", comment Jupiter e scese al piano di sotto.

Rice si diresse brancolando verso il bagno e in corridoio incontr il vecchio laureato.

"Si  alzato presto, vedo", disse. "Lei  come me. Non riesco a stare a letto dopo le sette e mezzo.
Un'abitudine vecchia di anni".

Rice lo fiss con gli occhi iniettati di sangue. "Perch non s'impicca?", gli disse del tutto tranquillamente, poi entr in bagno e sbatt la porta.

Al piano di sotto l'entusiasmo di Jupiter per una ricca colazione era notevolmente diminuito. Chiese al cameriere di portare due grandi bicchieri di succo d'arancia e un bricco di caff.

"E, John", aggiunse, "sai dove fanno quei ciondoli che attacchiamo ai nostri orologi?".

"Credo da J. D. Steele, in Park Street, signore".

"Tu sai tutto, John. Grazie".

John sorrise e toss. "Nel giorno del suo matrimonio desidero augurarle ogni felicit, Mr Jones".

Jupiter si sorprese. "Grazie, John. Non sapevo che tu sapessi. Non abbiamo fatto molta pubblicit".
Poi aggiunse: "Immagino che avrai parecchio da fare sul mezzogiorno, ma mi piacerebbe se potendo tu riuscissi a venire in chiesa.  appena girato l'angolo e non ci vuole molto. Mi farebbe piacere veramente".

"Grazie, Mr Jones. Se riesco a liberarmi...".

Si allontan e Jupiter prese i giornali. La storia dell'omicidio di North era pubblicata con molto risalto in prima pagina. Stava ancora leggendo quando il vecchio laureato entr in sala da pranzo. Jupiter disse: "Buongiorno", e l'uomo rispose scontrosamente prima di suonare il campanello. Chiss cosa gli  preso, pens Jupiter, tornando al suo giornale. Quando entr Rice, l'uomo alz lo sguardo per un attimo, poi fece scricchiolare il giornale.

"C' odore di chiuso qui dentro, vero?", disse Rice andando ad aprire una finestra.

Durante la colazione si scambiarono appena qualche monosillabo, poi raggiunsero l'auto di Jupiter.

"Cosa gli hai fatto, lo hai insultato?", chiese Jupiter..

"Temo che sarebbe impossibile", rispose Rice. "Hai pensato ai fiori?".

"Li ho ordinati due giorni fa. Ma grazie per avermelo ricordato".

"Quali sono esattamente le mie incombenze per oggi?".

"Restare calmo per tutto il tempo. Tu sei il mio baluardo spirituale".

"Devo occuparmi dell'anello? Lo hai, vero?".

"Chi sarebbe quello nervoso?".

"Non voglio teatrini con l'anello all'ultimo minuto. Devo qualcosa alla mia professione".

Rice si appoggi allo schienale e lasci che il vento agisse beneficamente sulla sua fronte.

Mentre procedevano lungo il fiume Jupiter disse: "Se per caso io avessi visto giusto, sarei molto fiero di me".

"A proposito di cosa?".

"Una mia sensazione. Ho continuato a pensare perch North  stato ucciso durante la rimpatriata.
Questa potrebbe essere la domanda importante".

"Perch?".

" proprio questo il punto. Perch? L'ho dato troppo per scontato".

"Lo dar per scontato anch'io quando mi avrai completato il quadro. Non tormentarmi pi fino a quel momento".

Entrarono in citt e Jupiter, rischiando una multa, parcheggi in doppia fila in Park Street.

"Entra con me", disse. "Vieni a vedere il maestro all'opera".

La gioielleria di J. D. Steele e figli era al secondo piano di un vecchio edificio. Salirono le scale e Jupiter chiese a un commesso se poteva vedere un designer. Nel giro di pochi minuti un vecchio signore molto magro con gli occhiali senza montatura usc da un cubicolo in fondo al negozio.

"Mi dica, signore".

"Cerco un particolare tipo di ciondolo da attaccare a una catenina. Non so se ha qualcosa di pronto, ma se posso avere un pezzo di carta le faccio uno schizzo".

L'uomo tir fuori un pezzo di carta e una matita, e Jupiter fece il disegno della piccola spada.

"Dovrebbe essere lunga circa due centimetri e mezzo".

Il vecchio aggrott la fronte. "Non so se abbiamo niente del genere, ma vado a vedere".

Scomparve e Rice disse: "Credi che ce l'abbia?".

"Lo spero".

"Proprio in questo negozio fra tutte le gioiellerie della zona?".

"S".

"Foglie di t o sfera di cristallo?".

"La logica".

L'uomo torn e pos uno stampo sul banco. "Credo che questo sia quello che lei ha in mente, signore".

"Bingo", comment sommessamente Jupiter. Vedere lo stampo della spada proprio davanti ai suoi occhi fu pi scioccante di quanto si fosse aspettato. Era come puntare forte su un cavallo con poche chance e vederlo arrivare primo. "Ne avete fatti molti?".

"Non molti", rispose il vecchio. "Io stesso ho disegnato questo modello, ma  stato qualche anno fa".

"Dieci anni", precis Jupiter. "Nel caso se ne sia dimenticato. Vorrei vedere il registro con i nomi degli acquirenti".

"Temo di non poterglielo mostrare senza un'autorizzazione speciale, signore. Alcuni di questi ciondoli sono stati realizzati su richiesta per delle societ segrete".

"Lo so", disse Jupiter molto deciso e si apr immediatamente la giacca. "Tenente Jones del quartier generale della polizia. Per favore, mi dia quel registro".

Il gesto con la giacca era stato cos rapido che l'uomo non avrebbe potuto vedere un distintivo anche se ci fosse stato e non fosse stato miope. Deglut e disse: "Vedo cosa riesco a trovare, tenente".

"Spacciarsi per un poliziotto", osserv Rice, "potrebbe essere punibile con dieci anni di carcere".

"A dir poco, se mi scoprono", disse Jupiter. "Ma se fornir qualcosa di importante, mi corteggeranno".

Rice mastic un immaginario pezzo di gomma e sput sul pavimento.

"Non esagerare", borbott Jupiter a mezza bocca. "Ricorda che siamo poliziotti di Boston".

Ci vollero dieci minuti per reperire il registro, e dovettero aspettare, con un certo imbarazzo, mentre vari impiegati uscivano dal retro per guardarli.

"Ho il registro delle fatture emesse per questi ciondoli. Ecco la lista dei nomi e degli indirizzi".

Rice si avvicin a sbirciare mentre Jupiter leggeva i nomi. Gli unici uomini in possesso di un ciondolo come quello trovato nell'auto di North erano, nell'ordine:

Harlan Brown
Richard C. Matthews
Thomas H. Blagdon
Nelson D. Cartwright, Jr
John X. O'Neill
Laurence H. Winston

Erano tutti seguiti da indirizzi di Cambridge.

"Grazie", disse Jupiter e, rivolto a Rice: "Copiali, sergente".

"Agli ordini, capo", rispose Rice prontamente, prendendo carta e matita.

Una volta usciti, Rice comment: "Accidenti, la cosa mi ha elettrizzato, ma non migliora i postumi della mia sbornia".

"Se posso dirlo,  stato un bel pezzo di ragionamento deduttivo". Era ancora scosso. "Forse dovrei farne una professione".

"Un unico negozio al mondo e hai colpito nel segno. Sono veramente impressionato".

"Questa parte non  stata cos difficile. Se tu fossi al college e volessi un ciondolo per il tuo club chiederesti a un cameriere dove li fanno. Saresti troppo pigro per occupartene personalmente".

"Ma di che diavolo di club stiamo parlando, della Mano Nera?".

"Niente del genere. Credo che si possa chiamare il Galahad".

"Il Galahad?". Rice era sbalordito. "Che cosa te lo fa pensare?".

"Perch mi risulta che Sir Galahad era famoso per venire in soccorso delle signore in pericolo", rispose Jupiter avviando il motore.

21

"Come sto?", chiese Rice guardandosi nello specchio.

"Benissimo", rispose Jupiter. "Mi congratuler personalmente con Read and White per il tuo completo".

Indossavano entrambi la giacca a coda di rondine presa in affitto. Jupiter aveva infilato un mazzolino di mughetti nell'asola del bavero, mentre Rice stava sistemando il suo garofano.

"Abbiamo ancora trentatr minuti", disse Rice guardando l'orologio. "Sicuro che non hai bisogno di un drink?".

Due bicchieri da whisky erano posati sul cassettone.

"Non ho bisogno di un drink per sposare Betty", rispose Jupiter. "E dato che so di non averne bisogno, che male c' a concedermene uno?".

"Sar meglio", disse Rice. "Io ho i nervi tesi al massimo".

"Rilassati".

"Lo so, amico mio, ma sposarsi non  roba da poco. Non me ne ero mai reso conto".

"Andr tutto bene", lo rassicur Jupiter. "Basta che non ci pensi troppo".

"Credo di non essere di grande aiuto".

"Sei fantastico. Ma smettila di parlarne".

Sollevarono i bicchieri e bevvero. Jupiter si sedette sul bordo del letto e Rice prese un asciugamano per pulirsi le scarpe.

"L'ultimo miglio", sussurr.

"Per l'amor del cielo", replic Jupiter.

"Scusa, ma io non sono come Larry Winston. Praticamente sono una zitella". Bevve un altro sorso.
"La maggior parte dei miei amici si sposano di sera in posti fuori mano".

"Hai degli amici davvero chic".

Rice sollev lo sguardo con un'espressione affranta. "Dimmi, Jupe, chi accompagna Betty all'altare?".

Jupiter rise. "Suo padre. Non preoccuparti, amico, abbiamo gi provveduto a questi dettagli minori".

"Stavo solo pensando".

"Be', smettila di pensare. Forse sar meglio avviarci. Anche se ti sorreggi a me, vorrei comunque averti accanto".

"Non mi sorregger a te, davvero. Ne sono sicuro".

Scesero e percorsero in auto i due isolati che li separavano dalla chiesa. Per le strade erano gi comparsi dei laureati che partecipavano alle varie rimpatriate, con indosso i costumi che avrebbero indossato nello stadio quel pomeriggio. Il pi pittoresco era una specie di tuta rosa, molto aderente, completa di mantello. Evidentemente una classe aveva deciso di impersonare Superman.

"Quelli siamo noi", disse Rice. "Grazie al cielo non dovr indossare niente del genere".

"Sarebbe il massimo dopo una giornata tanto faticosa".

Entrarono in sagrestia e furono fatti accomodare in una piccola stanza accanto all'ufficio dove il pastore era seduto alla sua scrivania. Jupiter entr e present Rice, vennero sussurrate le ultime direttive, e poi uscirono dall'ufficio.

"Fa caldo, non ti pare?", disse Rice asciugandosi il viso.

Jupiter gli affid l'anello e gli disse di sedersi. Mancavano ancora quindici minuti alla cerimonia, e lui propose di impiegarli in uno studio concentrato del problema relativo all'omicidio. Ma forse era francamente troppo pretendere di alleggerire la tensione di Rice in quindici minuti.

Era sicuro di disporre di tutti i dettagli essenziali. Ora si trattava di assemblarli e inserirli in un piano fattibile. Al momento doveva accantonare la questione del movente. Doveva pur essercene uno, certo, fatto sta che lui non ne era al corrente. Cosa veniva in seguito? L'opportunit. S, lui aveva l'opportunit.
E poi il metodo. Be', North era stato colpito da una sola pallottola, ma i colpi erano stati sei. Sei colpi nella notte in un campo da golf deserto. Perch? Che ne era stato degli altri colpi, e dov'erano finiti?

"Credi che potrei avere un po' d'acqua?", chiese Rice.

"Chiedi al sagrestano", rispose Jupiter.

Qual era la spiegazione? Come ci si pu sbarazzare di cinque proiettili e perch?

Rice torn e gli porse un bicchiere d'acqua.

"Grazie", disse Jupiter. "Stai andando bene".

Sorseggi l'acqua e continu a concentrarsi sul problema. Nel suo ufficio il pastore si sistemava l'abito talare. Non restava pi molto tempo. Cinque colpi sparati in aria? Cinque colpi... Si alz in piedi cos di scatto che Rice gli afferr un braccio.

"Calma, Jupe. Ci vorr solo un minuto".

Il pastore usc dall'ufficio. La mente di Jupiter lavorava con la rapidit di un fulmine. Gli era tutto chiaro! Le tessere del puzzle erano andate a posto con la precisione del meccanismo di un orologio.

E in quel momento, dalla porticina che conduceva in chiesa, giunsero le prime battute della marcia nuziale.

"Adesso andiamo", disse il pastore sommessamente.

Jupiter lanci una rapida occhiata a Rice e not che la sua faccia era totalmente priva di colore.

"Non so, Jupe. Non so", sussurr Rice.

"Rilassati", lo incit Jupiter.

Sulla porta il pastore si volt a guardare Rice. "Se pensa di essere sul punto di svenire, respiri tirando dentro la pancia e stringa le natiche. Un metodo infallibile".

"Grazie", rispose Rice con un filo di voce; poi entrarono nella cappella.

Il primo pensiero di Jupiter fu che c'erano pi persone di quanto si fosse aspettato. Raggiunsero l'altare e si voltarono verso la navata. Fra tutte quelle facce riconobbe John del club. Gli faceva piacere che fosse riuscito a venire. Poi, lungo la navata vide arrivare, subito dietro Cynthia, Betty al braccio del padre.

La sposa era cos fresca e deliziosa che Jupiter deglut due volte e per un attimo gli si oscur la vista. E nel preciso istante in cui la vide avanzare verso di lui, espresse la sua promessa privata, cosicch quando in seguito la pronunci ad alta voce fu solo una ripetizione.

Rice non svenne, fu pronto a passare l'anello, e ben presto fu tutto finito. L'organo esplose con la marcia nuziale di Mendelssohn, e ancora una volta Jupiter sent che la musica si espandeva dentro di lui e gli trasmetteva dei brividi lungo la schiena. Baci Betty, risero entrambi e si avviarono lungo la navata verso l'uscita.

Rice aveva dato una definizione perfetta: sposarsi era una gran cosa.

Una vecchia signora e due ragazzini, in attesa di veder uscire la coppia, furono gli unici a sentire il primo scambio di battute tra Mr e Mrs Jones.

"Devo dirti chi sa chi ha ucciso Sherman North?", chiese lo sposo.

"Oh, tesoro, immagino di s", rispose la sposa trafelata.

"Nessuno!", disse lui trionfante. "Non lo sa nessuno. Neppure l'omicida".

22

Il ricevimento era stato organizzato nella casa di famiglia di Cynthia, in Mt Auburn Street. In giardino era stato apparecchiato un grande tavolo, e gli ospiti stavano pranzando. Un fisarmonicista ambulante offriva un sottofondo di melodie familiari.

Rice si era dedicato allo champagne, e le sue guance avevano ripreso quasi tutto il colore. Di tanto in tanto Jupiter piluccava un po' di pollo o di insalata, ma per il momento il cibo gli sembrava relativamente poco importante.

"Be', ce l'abbiamo fatta", disse Rice per l'ottava volta. "Neanche l'ombra di un cedimento".

"Sei stato meraviglioso, Ed", disse Betty. "Mi piaci da morire in verde".

Jupiter si godeva il ricevimento ma teneva d'occhio l'orologio. Era luna e mezzo e l'aereo partiva alle tre. Tra qualche minuto, nella piazza, si sarebbe formato il corteo diretto allo stadio. Fra di loro ci sarebbe stato il decimo corso e gli uomini che lui voleva vedere in modo particolare. Se solo ci fosse stato un modo per parlare con loro...

"Il tuo attuale marito sembra preoccupato", disse Rice a Betty.

"Oh,  naturale", rispose lei. "Ha appena risolto l'omicidio".

"Davvero?".

"S", rispose Jupiter. "Cosa pensi che dovrei fare?".

"Chi  stato?".

"Non lo sa. Non lo sa nessuno", intervenne Betty. "Ma lui lo ha risolto".

"L'ho risolto,  vero. Non so chi ha ucciso North e non conosco il movente. Sembra pazzesco, vero?".

Svuot il bicchiere e un cameriere premuroso alle sue spalle glielo riemp immediatamente. Di sicuro era una situazione senza precedenti. Tra due ore lui sarebbe partito in aereo, poi la riunione del decennale si sarebbe sciolta, e lui sarebbe rimasto con un problema irrisolto per il resto della sua vita.
Non solo con il dubbio che poteva essersi sbagliato, ma anche con la consapevolezza di tacere alla polizia dei fatti che avrebbero aiutato a risolvere il caso. Se solo avesse potuto sapere cosa c'era dietro quell'omicidio sarebbe stato in grado di decidere cosa fare di quelle sue informazioni. Era pi che lasciare un lavoro incompiuto, la soluzione completa del caso era qualcosa che doveva alla propria coscienza.

"Mi piacerebbe tanto poter andare allo stadio per una ventina di minuti".

"Siamo sposati da un'ora e mezza e lui vuole gi filarsela", osserv Betty. "Cosa vorresti fare allo stadio?".

"Far parlare delle persone".

Fin un altro bicchiere di champagne e sent tornare il livello di eccitazione che aveva raggiunto appena prima del matrimonio. Il guaio era che sarebbe stato impossibile parlare con quegli uomini mentre erano nello stadio. Una persona in abiti normali non poteva scendere sul campo...

Il cameriere gli aveva riempito di nuovo il bicchiere, e lui lo sollev un'altra volta.

"Betty, ti dispiace se sparisco per una mezz'ora? Nessuno nota lo sposo in circostanze come questa".
Vide la faccia di lei e aggiunse: "Torno presto, davvero".

"Oh, tesoro, vai pure. Non mi servi a niente finch non ti liberi di questa storia".

"Grazie, si tratta di una cosa molto importante". Si rivolse a Rice. "Sai dov' il quartier generale del nostro corso?".

"A Lowell House, credo. Ci hanno dato dei cartoncini con le istruzioni".

"Torno in un lampo". Vuot il bicchiere, diede un bacio a Betty e corse alla sua auto.

La piazza era gi piena zeppa e si stava formando il corteo che avrebbe attraversato il fiume. Dovette parcheggiare l'auto e farsi strada tra una fila di studenti dell'ultimo anno, che indossavano la toga e il tocco. Raggiunse di corsa Lowell House, segu le indicazioni per il quartier generale dei laureati del '31 e si ferm trafelato davanti a un uomo seduto a una scrivania. "Sono un po' in ritardo. Mi chiamo Ed Rice. C' un costume per me?".

L'uomo indic una pila di scatole e Jupiter incominci a spogliarsi. "Dovr sbrigarsi se vuole raggiungere il corteo", disse l'uomo. "Io ci sto andando".

L'uomo era gi in costume. Jupiter guard il completo da Superman e fece una smorfia. "Vorrei tanto conoscere la persona che ha concepito un'idea del genere".

"Sono stato io. Avremo un successo strepitoso".

"Non ne dubito", rispose Jupiter infilandosi la calzamaglia. Grazie al cielo, pens, tutto questo champagne mi  d'aiuto: non riesco a immaginare che qualcuno possa fare una cosa simile da sobrio.

Fu pronto in quattro minuti, e con il mantello rosso che fluttuava dietro di lui corse a raggiungere il corteo.

La banda stava suonando e la sfilata si era gi messa in movimento.

Jupiter corse affannosamente per superare i gruppi degli altri corsi, seguito per tutto il tempo da roche urla di incoraggiamento.

"Decolla, Superman. Vola!".

" un uccello,  un aereo,  Superman!".

"Quanti sacrifici deve fare un uomo per il suo hobby", borbott, ma quando raggiunse la sua classe sul ponte, il relativo anonimato dei numeri, lo confort.

Ben presto si rese conto che sarebbe stato difficile individuare in un gruppo di oltre cento Superman gli uomini con cui voleva parlare. La classe del '31 non tentava minimamente di tenere dei ranghi ordinati. Molti di loro, generosamente stimolati dall'alcol, erano entrati con entusiasmo nella loro parte e saltavano in aria e si abbassavano con i mantelli spiegati sulle braccia aperte, e con l'aggiunta di un tocco personale emettevano grida di guerra alla maniera di Tarzan.

Tutti i corsi esibivano dei cartelli. Tra quelli branditi dal decimo corso, Jupiter lesse: "I Superman per la difesa della nazione!" e "Per essere qui dieci anni dopo... dovevamo essere Superman!". I componenti di un altro gruppo si erano vestiti da senatori del congresso, con la giacca a coda di rondine, il cravattino ed enormi cappelli di carta a cilindro. Su alcuni dei loro cartelli Jupiter lesse: "Affittateci, prestateci... per l'unit della nazione", "Tutti in trincea per Natale!" e "Ci sar sempre un Roosevelt!". Dietro di loro, i rappresentanti di un altro corso si erano preoccupati molto di meno del tema del giorno. Indossavano pantaloni alla zuava, calzettoni e berretti a quadretti sgargianti. Erano anche forniti di grandi mazzi di banconote che, entrando nello stadio, gettavano in aria con grida e un entusiasmo sfrenati.

La banda suonava Ten Thousand Men of Harvard e la musica riecheggiava cupa nelle tribune vuote. In fondo allo stadio gli spettatori erano raggruppati in una massa variopinta, e gli studenti anziani stavano gi prendendo posto davanti al palco.

Il corteo continuava. Dietro il vessillo della classe del '21, i componenti, in costume da agricoltori, venivano acclamati dagli anziani.

A quel punto un Superman non identificato accanto a Jupiter disse: " pi ubriaco del solito, non trovi?".

"Il mondo  pi ubriaco del solito", osserv Jupiter chiedendosi subito dopo perch lo avesse detto.
Poi, a poca distanza, vide Harlan Brown e Cartwright seduti sull'erba uno accanto all'altro. Si fece strada per raggiungerli.

Entrambi si mostrarono sorpresi nel vederlo.

"Cosa diavolo ci fai qui?", grid Cartwright per farsi sentire al di sopra del frastuono.

Jupiter aspett che finissero gli applausi in corso, poi disse: "Non sarei qui se non fosse importante.
Non sono sbronzo e non sto scherzando. Voglio parlare con voi. Con tutti voi".

In quel momento n Brown n Cartwright n Jupiter si rendevano conto di quanto i loro costumi fossero ridicoli.

"Tutti noi?", chiese Cartwright dopo un attimo di pausa. "Chi intendi?".

"Il Galahad Club o qualunque sia il vostro nome", rispose Jupiter.

Un altro applauso era partito per i laureati del 1911. Brown lanci un'occhiata perplessa a Cartwright, e l'avvocato si pass la lingua sulle labbra. All'orecchio di Jupiter chiese: "Cosa vuoi?".

Gli applausi finirono.

"Voglio che uno di voi vada a cercare Winston, O'Neill, Matthews e Blagdon e li porti qui", rispose Jupiter. "Io vi racconter una storia, e poi voglio che voi ne raccontiate una a me".

"Quest'uomo  ubriaco", dichiar Brown.

"No, non credo", disse Cartwright lentamente. "Non so cosa diavolo ha fatto, ma penso che dovremmo parlargli".

Continuava a guardare fisso Jupiter. Nei suoi occhi non c'era traccia di avversione, ma l'espressione di un dubbio a cui Jupiter sapeva di dover rispondere.

"Se la vostra storia  valida, Cartwright, accetto suggerimenti".

"Va a cercare gli altri, Harlan", disse l'avvocato continuando a guardare Jupiter. "Dobbiamo correre il rischio".

Brown si allontan, e part un altro applauso. La banda suonava ancora e stavano sempre sfilando le classi pi anziane. In coda Jupiter vide un vecchio solo, con il numero "1872" sul vessillo.

"Tu sai tutto, vero?", chiese Cartwright.

"S, tutto tranne il movente".

"Pu darsi che tu sia in grado di capire, a differenza di molti". Cartwright fece una pausa. "Credo che tu sappia ma dovrai convincere gli altri".

"Li convincer".

"E farai meglio a chiarire che non lavori per la polizia".

"Glielo dir".

Non parlarono pi. Matthews e O'Neill arrivarono insieme e si sedettero sull'erba accanto a Cartwright senza fare commenti. Entrambi lanciarono un'occhiata strana a Jupiter, che per la prima volta avvert un certo nervosismo.

Il corteo si era fermato e le classi prendevano posto per ascoltare i discorsi ufficiali. Il maestro di cerimonia era gi sul palco, davanti al microfono. Gli applausi proseguivano a intermittenza, la banda

continuava a suonare.

Arriv Blagdon e successivamente comparve Brown insieme a Winston. Si sedettero tutti in cerchio sull'erba, intorno a Jupiter. Il maestro di cerimonia aveva richiamato l'attenzione della folla.

"Puoi parlare per primo", disse O'Neill a Jupiter.

"Sar il pi possibile conciso. Si d il caso che io sappia com' stato ucciso North. A quanto mi risulta la polizia non ne sa di pi di quando  stato trovato il corpo".

Riscuoteva dal suo pubblico maggior attenzione dell'oratore sul palco, che continuava a essere clamorosamente infastidito da alcuni esuberanti laureati.

"Continua", lo invit O'Neill.

Le loro facce erano serie ma non ostili. La stramba somiglianza dei loro costumi era stata del tutto dimenticata.

"D'accordo. Ecco che cosa  accaduto intorno alla mezzanotte di luned. O'Neill e Matthews sono andati sul campo da golf. Brown si  infilato nella sua camera ma non  andato a letto.  uscito all'aperto. Winston chiacchierava con North al bar, e lo ha convinto ad andare sulla veranda dov'erano seduti Cartwright e Blagdon".

Il maestro di cerimonia aveva finalmente iniziato a parlare e Jupiter abbass la voce.

"Brown era andato al parcheggio e aspettava sull'auto di North. Voi tre sulla veranda avete afferrato North e l'avete portato alla macchina. Non so se l'avete colpito alla testa allora o in seguito. Matthews e O'Neill si erano gi avviati verso l'undicesimo tee. Gli altri sono partiti sull'auto di North. Con lui sul sedile posteriore. Forse uno di voi li ha seguiti su un'altra auto, ma non ha importanza".

Si interruppe per guardarsi attorno. Nessun cambiamento di espressione sulla faccia di nessuno.
Jupiter sent una stretta allo stomaco.

"Una volta arrivati al tee avete fermato la macchina e avete portato North sull'erba. A quel punto era privo di sensi. Lo avete sdraiato per terra, sul dorso. Qualcuno ha estratto la pistola. Probabilmente O'Neill. Sono abbastanza sicuro che si trattasse di un revolver e so che era caricato con sei proiettili, di cui cinque a salve".

Cercava di mantenere un tono di voce neutro, ma gli era impossibile. Incominciava a risentire della situazione folle in cui si era cacciato.

"Cinque colpi a salve e uno vero. Qualcuno ha fatto ruotare il tamburo della pistola. Quando ha smesso di girare nessuno sapeva dov'era il vero proiettile. Poi con North sdraiato all'ombra degli alberi, vi siete passati la pistola e ciascuno si  chinato su North e ha sparato".

"Santo cielo!", sussurr Blagdon.

"Sentiamo il resto", disse O'Neill.

"North era morto ma nessuno di voi sapeva chi lo aveva ucciso veramente. Poi siete tornati tutti in albergo".

Nessuno parl. Dagli altoparlanti giunse una frase del discorso ufficiale. "Siamo venuti al mondo in un momento difficile, ma c' da dire che di sicuro faremo un bel po' di moto e avremo un salario di ventuno dollari al mese".

Si lev qualche blanda risata.

"Magari potresti dirci qualcosa su quelle impronte di scarpe da donna", sugger O'Neill.

"S. Una vera iella. Jane doveva proprio scegliere quel momento per telefonarti e poi per venire a cercarti al golf club. Avevate appena iniziato quando lei  arrivata e vi ha seguito. Non riusciva a capire cosa stavate facendo. Non giocavate a golf. Poi ha visto i fari dell'auto e si  fermata. Ha sentito gli spari e poi, quando  andata a vedere cosa avevate fatto, ha trovato North. Si  tolta le scarpe ed  tornata di corsa alla sua macchina. Il mattino dopo ti ha telefonato di nuovo, O'Neill, e tu le hai detto cosa rispondere alla polizia se l'avessero interrogata".

"Cosa voleva Jane da me?".

"Dovrai dirmelo tu. Io ti ho gi detto cosa  successo veramente".

"D'accordo, tu ci hai detto qualcosa", aggiunse O'Neill. "Forse ci puoi dire anche chi mi ha sparato".
"Posso fare anche questo. Ma prima  meglio che io spieghi cosa  successo in casa dei North quando  arrivata la polizia. Ann aveva telefonato a Cartwright e avevano stabilito di vedersi all'Howard Johnson. Cartwright non sapeva se ce l'avrebbe fatta, perci ci ha mandato comunque Brown, che per un pelo non si  imbattuto nella polizia. Cartwright ha avuto modo di vedere Ann da sola e l'ha messa al

corrente dei fatti. Le ha anche suggerito che cosa dire alla polizia. Ma mentre tornavamo indietro insieme ho accennato ad alcune cose che devono averlo convinto che io fossi pi vicino alla verit di quanto non mi rendessi conto io stesso. Avevo gi incominciato a chiedermi se poteva esserci un legame tra O'Neill e la sorella di Ann".

L'oratore sul palco aveva finito il suo discorso e dal pubblico era partito un fragoroso applauso.
Jupiter aspett che si smorzasse, poi continu.

"Cos qualcuno ha pensato che sarebbe stato saggio escogitare un alibi per tutti, comprese Ann e Jane.
Io ero ancora in albergo, ma anche se non ci fossi stato gli altri cinque di voi sarebbero stati ben sistemati quando  partito il colpo destinato a O'Neill. Si d il caso che eravate tutti al mio tavolo, al bar.
Avete scelto un momento opportuno, appena prima di cena, quando era poco probabile che qualcuno fosse ancora nella sua stanza; poi tu, O'Neill, sei uscito dalla tua camera e hai sparato un colpo contro lo specchio".

Perfino O'Neill non ebbe alcunch da commentare.

"Al di l della tua storia fasulla sul marito geloso, io ero sicuro che dovevi sapere qualcosa sull'omicidio. Effettivamente quella non  stata tanto male come storia da inventare su due piedi.
Comunque sia, quello che ti ha tradito  stato il tuo farfallino disfatto".

"Il farfallino?", chiese Cartwright.

"S. Quando siamo saliti dopo lo sparo, il farfallino non era annodato, malgrado avessi gi indossato la giacca. Francamente, ragazzi, non ho mai visto un uomo mettersi la giacca dello smoking prima di aver annodato il farfallino. Tu dovevi gi essere completamente vestito, poi hai pensato che fosse meglio dare l'impressione di non essere ancora del tutto pronto e a quel punto hai disfatto il nodo della cravatta".

Cartwright e Blagdon sembravano molto colpiti, ma gli altri non avevano cambiato minimamente espressione. Era subentrato un altro oratore e Jupiter sent alcuni commenti sull'"invidiabile primato degli uomini di Harvard al servizio del loro paese".

"Ci sono ancora alcuni dettagli strani", prosegu. "Anche se ero sicuro che O'Neill si fosse sparato da solo, non sapevo cosa fosse successo a North. Sapevo che Blagdon si era piazzato sul sedile posteriore dell'auto di North, e questo avrebbe mandato all'aria gli alibi di Cartwright e Winston". Guard Blagdon. "Quella di spezzare i fiammiferi non  un'abitudine molto saggia per un apprendista criminale.
Ne hai gi rotti tre da quando siamo seduti qui".

Blagdon raccolse dal prato i tre fiammiferi spezzati, ma non disse nulla.

"Poi c' la questione del ciondolo a forma di spada. Non  stato difficile capire che molti di voi, Ann inclusa, l'avevano gi visto prima. Quando ho scoperto che erano stati sparati sei colpi invece di uno solo, non sapevo cosa pensare. Poi ieri sera ho visto Jane, e quando ho menzionato casualmente Sir Galahad lei ha dato segno di conoscere quel nome. Quando mi sono sforzato di capire perch North fosse stato ucciso durante la vostra rimpatriata, ho capito che doveva esserci un motivo. Nessuno di voi vedeva North da dieci anni, per lo meno secondo la vostra versione, e in effetti non sembrava che anche tra di voi vi foste visti molto spesso. Eppure c'era un legame che vi univa. Mi sono ricordato del ciondolo, ho pensato che mentre eravate al college dovevate aver avuto una specie di club, e mi sono procurato la lista dei nomi nella gioielleria di Boston che vi aveva realizzato quegli amuleti". Si interruppe per un attimo per riprendere fiato. "Perci, signori, ora voglio sapere perch avete ucciso North".

La voce dell'oratore continu: "Perci se ora, ancora una volta, siamo chiamati a fare sacrifici, di duro lavoro e di sudore e della nostra stessa vita, il paese conta su di noi per affermare la sua supremazia...".

I sette uomini seduti in cerchio sull'erba erano rimasti ad ascoltare in silenzio quelle parole. Alla fine Cartwright parl. "Credo che dovremo ammettere che Mr Jones ha degli argomenti convincenti".

"Cos'ha intenzione di fare?", chiese O'Neill.

"Dice che dipende da quello che gli diremo. Io sono favorevole a dirgli tutto".

"D'accordo, procedi pure", intervenne Winston.

"Sui dettagli essenziali hai fatto centro", riconobbe Cartwright. "Effettivamente avevamo un club al college, si chiamava Galahad. Lo avevamo fondato una sera dopo un ballo. Ann Little era con noi, e immagino che volessimo darci delle arie. Comunque abbiamo giurato eterno amore per lei o qualcosa del genere. L'hai vista,  ancora il genere di ragazza che ispira quel tipo di sentimenti".

Jupiter annu. Lo era eccome.

"Il padre di Ann si era suicidato da poco e noi abbiamo pensato che avesse bisogno di protezione".
L'avvocato si interruppe e scosse il capo. "Sembra sciocco dopo tutto questo tempo. A ogni modo, lei ha sposato Sherm North e quella  stata la fine del club. Nessuno di noi conosceva molto bene North, ma era ricco e credo che Ann si sia innamorata di lui quasi per una specie di reazione contro la nostra massiccia presenza". Tacque per un istante e abbass gli occhi. "Pu darsi che qualcuno di noi fosse realmente innamorato di lei, in ogni caso ci avevamo messo una pietra sopra. Almeno fino allo scorso inverno. A marzo ho ricevuto di punto in bianco una lettera da Ann. Mi interpellava in qualit di avvocato perch voleva divorziare. Sono venuto a Boston e ho parlato con lei. Senza che io indagassi pi di tanto, mi ha detto che negli ultimi sei anni era stata molto infelice, Aveva un figlio, non aveva denaro e North si rifiutava di concederle il divorzio. E devi credere alla mia parola di avvocato se ti dico che non avrebbe potuto ottenere il divorzio e neppure tenersi il figlio".

Guard verso il palco come se cercasse di identificare l'oratore.

"Non c'erano motivazioni da addurre, a meno che non ne fornisse lei. A quel punto North avrebbe lottato per tenere il figlio e ci sarebbe riuscito. La salute di Ann non era stata intaccata, ma lei era sottoposta a quella specie di tortura raffinata che solo un grandissimo figlio di puttana riesce a mettere in atto. Ma non avrebbe avuto peso in un'aula di tribunale, e gliel'ho detto". Fece un'altra pausa. "Be', mi ha risposto che lei doveva assolutamente tenere suo figlio, a ogni costo".

La folla incominciava ad annoiarsi dell'oratore e i fischi di disapprovazione aumentavano. Jupiter ud le parole "il destino dell'America" e comprese il motivo di tanta insofferenza. Not che Blagdon aveva spezzato un altro fiammifero e che Brown stava strappando manciate d'erba.

"Sono tornato a New York", prosegu Cartwright. "Ero turbato per non essere riuscito a fare qualcosa per lei, e continuavo a pensare alle promesse coraggiose fatte quando avevamo creato il Galahad Club.
Saranno anche state infantili, ma all'epoca non ci erano sembrate tali. Un giorno ho visto O'Neill a pranzo, gli ho raccontato tutto e lui mi ha consigliato di informare gli altri. E cos abbiamo fatto".

L'oratore sul palco aveva finalmente finito il suo discorso e si era seduto.

"Non ha importanza chi per primo ha pensato di uccidere North, o come abbiamo elaborato il piano", prosegu Cartwright rapidamente. "Non so cosa provassero gli altri ma sono contento che l'abbiamo fatto, e lo rifarei. Ieri hai detto qualcosa riguardo al disagio che molti di noi avvertono in questa fase della nostra vita. Be', immagino che quello che abbiamo fatto abbia qualcosa a che fare con questo. Chiamalo pure un ultimo slancio di idealismo".

S, pens Jupiter, era proprio la definizione giusta. Una strana maniera per definire un omicidio, ma lui aveva gi deciso quello che avrebbe fatto. Se c'era una colpa per l'assassinio di Sherman North, era la colpa dei tempi. "Non, uccidere" aveva un significato solo fino a un certo punto. Lui poteva esitare di fronte alla possibilit di uccidere un uomo a sangue freddo, ma poteva perdonare chi lo aveva fatto ritenendolo necessario. Tutto il mondo uccideva per un modo di vivere, ma questi uomini avevano ucciso per qualcosa che loro potevano capire e vedere. Quando avevano sparato nel corpo di Sherman North una sola pallottola invece di sei, avevano fatto un'ultima concessione al disgusto civilizzato nei confronti della brutalit. La scorza sottile della civilt non era mai stata definita con maggior chiarezza.

Ora tutti lo guardavano, e la banda scelse proprio quel momento per intonare Fair Harvard. I discorsi erano terminati e i laureati si erano alzati in piedi per cantare.

Be', pens Jupiter, hai molti figli, Harvard, alcuni buoni altri cattivi, e qui ne abbiamo una discreta rappresentanza in questo momento. Ci sono ben poche probabilit che avrai qualcos'altro da perdere facendo risolvere dalla polizia il caso dell'omicidio di Sherman North. Pu darsi che Watkins si avvicini alla soluzione, ma non potr mai disporre di tutta la storia e non la porter mai in tribunale. L'ultima cosa che la madre di North vorrebbe  ulteriore pubblicit, e l'interesse per il caso si spegner poco a poco. Il vecchio Tom dimenticher di aver mai udito degli spari. Jane Little non riveler mai il motivo per cui voleva vedere O'Neill quella sera, o forse voleva cercare di convincerlo a fare qualcosa per sua sorella: lei aveva quattordici anni quando era stato creato il Galahad Club, e doveva essere tuttora molto colpita da quei solenni propositi. Be', dopo tutto quei propositi avevano significato qualcosa, e ora la storia si era conclusa.

L'esecuzione di Fair Harvard termin in uno scrosciare di applausi, poi incominci la battaglia a suon di coriandoli.

Gli spettatori avevano aperto i loro contenitori e l'aria si riemp di frammenti di carta colorata.

Jupiter allung una mano e Cartwright gliela strinse.

"Tutto quello che posso dire, signori", tuon il novello sposo al di sopra del tumulto generale, " che me ne vado per iniziare la mia luna di miele. Per quanto mi riguarda il caso  chiuso".

Jupiter rientr dalla porta secondaria della casa di Cynthia. Era ancora in costume: aveva preso un taxi direttamente dallo stadio quando si era accorto dell'ora. Rice gli avrebbe portato gli altri abiti e la sua auto. Da quel momento iniziava la lotta contro il tempo per arrivare all'aereo.

Una cameriera lanci un urlo quando lui entr in cucina. Non si ferm a rassicurarla, ma si lanci su per le scale di servizio. Terrorizz altre due domestiche prima di raggiungere la stanza dove avrebbe dovuto cambiarsi: entr e cacci in valigia gli abiti da viaggio. Sent bussare alla porta e vide comparire Betty. Indossava un elegante tailleur in gabardine.

"Sei pronta?", le chiese Jupiter.

Lei riusc solo a ridacchiare.

"Non far caso al mio costume", disse. "Andiamo all'aeroporto, e tratterranno l'aereo mentre mi cambio".

Nella confusione la calzamaglia era scivolata leggermente e faceva le borse alle ginocchia.

"Oh, Jupiter", esclam Betty divertita, buttandosi tra le sue braccia. "Sei uno spettacolo orribile, ma sei mio!".

Lui prese la valigia. "Tutto sistemato?".

"S, s, andiamocene, tesoro!".

Si precipitarono verso le scale. Gli ospiti avevano incominciato a urlare e a lanciare coriandoli quando erano comparsi gli sposi, ma all'improvviso cadde il silenzio.

Poi il padre di Betty tuon: "Ges, guardate il mio genero!  Superman!".

Le urla ricominciarono con rinnovato vigore mentre gli sposi correvano gi per le scale.

Nelle retrovie della folla si sent il tonfo di un corpo che cadeva a terra. Era Rice. Finalmente era svenuto.
...
.
...
FINE.